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contributo inviato da ilCogito il 17 aprile 2009
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Per scegliere le proprie candidate all'Europarlamento, l'Italia dei Valori ha deciso di usare un metodo insolito e quantomento originale; che per la verità mi ha lasciato un po' perplesso.
Per combattere il malcostume dei "soliti riciclati", cioé per evitare che le elezioni europee si trasformino come al solito in un momento per piazzare trombati e veline, Di Pietro ha lanciato dalle pagine di Gioia un appello: avrebbe riservato sette posti a giovani donne, scelte in base al curriculum. Hanno risposto in 800.

Ora, sorvoliamo sul fatto che la lotta contro il malcostume delle elezioni europee sarebbe più convincente se Di Pietro - ineleggibile perché Senatore - non si fosse candidato.
Ma anche questo sistema non mi ha convinto molto, come dicevo sopra.
Intanto il cambiamento, il rinnovamento, il mettere in lista persone nuove non necessariamente è un valore in sé; diventa un valore se le persone nuove portano freschezza di idee e nuova passione e vivacità. Per intendersi, a una trentatreenne neofita Carfagna, continuo a preferire una pluricandidata Finocchiaro per il mio Paese (anche prescindendo, ovviamente, dalle idee).

Le sette selezionate sono tutte dotate di ottimi curricula: laureate, professioniste, conoscitrici di lingue straniere e quant'altro. Questo però nulla mi dice sulla loro passione, sulla freschezza delle loro idee, sulla bontà delle loro convinzioni. Non so se sono europeiste, non so cosa pensano sulle coppie di fatto, non so se vogliono una Costituzione Europea. Problema che si acuisce in un partito come l'IdV, tenuto insieme sostanzialemente dal legalitarismo e dall'antiberlusconismo più che da un completo ed esauriente progetto politico.
Un buon curriculum mi segnala un buon professionista, non un buon politico.

Ultimo elemento di perplessità, l'ennesimo verticismo della decisione. Non è la base che decide, non sono gli iscritti. Non è un movimento di popolo, una discussione nata dalla società a scegliere i candidati.
Ma già sappiamo che l'Italia dei Valori, come Forza Italia (e - temo - anche il PdL), è un partito dotato di forte personalizzazione e verticismo, in cui la tessera è solo, potremmo dire, una "tessera di opinione", senza alcun reale valore.
TAG:  ITALIA DEI VALORI  CANDIDATURE  ELEZIONI EUROPEE  CONCORSO  POLITICA  EUROPA 

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