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contributo inviato da team_realacci il 14 aprile 2009
Roma, 14 aprile 2009. L’Ue ha archiviato definitivamente la procedura di infrazione contro l’Italia per il progetto di dighe mobile a salvaguardia della laguna di Venezia ribattezzato Mose.
La procedura europea si era attivata il 27 ottobre 2003 quando la commissione Ue con una lettera aveva chiesto informazioni circa l’applicazione delle direttive 79/409/CEE, 92/43/CEE e 85/337/CEE sulla protezione dell’habitat. Due anni dopo la Commissione europea aveva ritenuto di procedere (decisione del 13/12/2005) alla messa in mora accogliendo le obiezioni al progetto presentate da Italia Nostra, Verdi e Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli). Con nota del 18 luglio 2007, in relazione alla procedura di infrazione 2003/4762 ex art. 226 Trattato CE, la Commissione Europea, ritenendo non esaustivi i documenti relativi alla valutazione di incidenza (in questo caso lo studio di impatto dell’opera rispetto alla protezione degli uccelli selvatici, come previsto dalla direttiva comunitaria ‘Uccelli’), ha notificato una messa in mora complementare, fissando al 20 agosto 2007 il tempo utile al governo italiano per fornire osservazioni, con particolare riguardo alle misure di mitigazione e compensazione previste. Successivamente la Commissione Europea, con nota del 13 agosto 2007, ha concesso al Governo italiano una proroga di 60 giorni per la consegna degli ulteriori elementi richiesti, portando la stessa al 19 ottobre dello stesso anno. Nel frattempo sono state approvate dalla regione misure di compensazione, conservazione e riqualificazione ambientale che sono andate a integrare la valutazione di incidenza fatta a febbraio del 2006.

La commissione Europea ha dunque scelto di non passare alla fase due della procedura (il parere motivato che prelude al deferimento alla Corte di Giustizia). E dunque dovrebbe sbloccarsi con la chiusura del dossier il finanziamento per il progetto Mose da 1,5 miliardi di euro autorizzato dalla Banca europea per gli investimenti (Bei) a febbraio scorso. Risorse importanti anche alla luce della levitazione dei costi che secondo la recente relazione di febbraio della Corte dei Conti avrebbero superato i 4,2 miliardi di euro. Nell’ultima seduta di dicembre il Cipe aveva destinato 800 milioni per il finanziamento della sesta tranche del sistema Mose tornato al centro della polemica dopo l’acqua alta eccezionale che si era registrata proprio all’inizio del mese, la quarta misura mai toccata negli ultimi 30 anni.

Fonte: il Velino
14 aprile 2009
TAG:  ITALIA NOSTRA  VERDI  LIPU  MOSE  UE  PROCEDURA D'INFRAZIONE  COMMISSIONE EUROPEA   

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