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contributo inviato da simonam il 14 aprile 2009

Troppo banale dire che Strade perdute (1997) e Mulholland Drive (2001) di David Lynch hanno la struttura di un nastro di Möbius: perciò lo dirò subito e via, togliamoci il pensiero, visto che è una descrizione esatta. Le superfici ordinarie hanno due lati, questo nastro invece ha una sola superficie: esiste un solo lato e un solo bordo, e dopo aver percorso un giro, ci si trova dalla parte opposta. Solo dopo averne percorsi due ci ritroviamo sul lato iniziale.
Averli finalmente visti tutti e due, anche se in ordine inverso - i film, non i lati del nastro - mi stuzzica a una recensione doppia. Non è il doppelganger un altro parolone spesso citato (a proposito) quando si parla di questo regista?
In rete trovo alcune spiegazioni pertinenti come lampi di luce nel buio in cui ero rimasta, nell'impossibilità di darmi una spiegazione razionale all'enigma di questi film: qua e là si accenna che Lynch pratica da anni la meditazione trascendentale ed è grande cultore della psicanalisi, per cui entrambe le storie si spiegherebbero come una proiezione dei propri incubi o dei propri ideali da parte di personaggi esistenzialmente falliti o sull'orlo della pazzia (Diane in Mulholland Drive, Fred in Strade perdute). Ovvero si ipotizza che potrebbe trattarsi di personalità multiple.
Tutte spiegazioni abbastanza raffinate ed esaustive, ma proprio nel momento in cui mi vengono somministrate, capisco che in realtà preferivo (preferisco) tenermi i miei buchi neri, perché è precisamente in quell'oscurità che risiede il fascino lynchiano.
Poi non si possono che ammirare le scelte esteticamente perfette, tra gli altri elementi (il décor claustrofobico degli appartamenti, i gangster, i mostri...), delle attrici del Nostro: meravigliosa ed erotica Patricia Arquette che appare e recita in due modi diversi interpretando prima la bruna moglie ambigua del sassofonista, poi la bionda pupa del mafioso; ma meravigliose anche - e complementari tra loro quanto la Arquette era complementare a se stessa - Naomi Watts e Laura Harring, la prima delle quali sta facendo ultimamente una discreta carriera mentre la seconda non si è più vista, almeno in ruoli di primo piano.

TAG:  DAVID LYNCH  CINEMA  RECENSIONE  STRADE PERDUTE  MULHOLLAND DRIVE  PATRICIA ARQUETTE  NASTRO DI MOEBIUS  DOPPELGANGER  NAOMI WATTS  LAURA HARRING 

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10 febbraio 2009
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