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contributo inviato da ilCogito il 8 aprile 2009
Il dato è stato elaborato da una fonte autorevole come laVoce.info: la decisione di votare in due diversi momenti elezioni europee (ed eventualmente amministrative) e referendum elettorale ha un costo di 400 milioni. Come minimo. Soldi che sarebbero sprecati a causa di una scelta che - detta francamente - non ha altro motivo che fare fallire il referendum, evitando che raggiunga il quorum.
Questa cifra è stata sconfessata dalla maggioranza di centrodestra, come eccessiva; l'opposizione (parlamentare e cartacea) invece l'ha usata fino alla strumentalizzazione. In definitiva, l'unica cosa chiara è che c'è stata una idea un po' confusa sulla questione.

Per capire meglio di cosa si parla, bisogna ricorare che il conto tiene conto sia di costi diretti, che di costi indiretti; bisogna infatti ricordare che questa cifra è sostenuta NON dallo stato-istituzione, bensì dallo stato-comunità. Ciò significa che, scegliendo di non fare referendum e elezioni in una sola data, ciò non significa che nel prossimo bilancio preparato dal Governo, in conto economico non ci sarà una voce del tipo "Referendum 14 giugno: -400 mln". Lo Stato-istituzione, con i soldi delle tasse dei cittadini, pagherà solamente i costi diretti (che ammontano comunque a 200 milioni circa, mica briciole).

A pagare per intero l'importo sarà lo Stato-comunità: tutti i cittadini, a conti fatti, avranno pagato in totale più di 400 milioni perché il referendum non è stato fatto il 6-7 giugno. E' il corpo politico dei cittadini a sobbarcarsi il peso intero, sia pagando le tasse e sostenendo così i costi diretti (cioé remunerazione degli scrutatori, trasposto delle schede, eccetera), sia sostenendo i costi indiretti, i quali causano un impoverimento della società complessivamente, facendo perdere giorni di lavoro agli scrutatori, giorni di scuola ai bambini, eccetera.

Alla luce di questo, è fuorviante chiedere che quei "400 milioni vengano spesi per l'Abruzzo", perché non di tutti e 400 il Governo può disporre direttamente e spendere dove preferisce.
Da notare che comunque, nel conteggio, sono esclusi i costi fissi, cioé quelli che comunque sono sostenuti: stampa delle schede, stipendio dei poliziotti nei seggi, eccetera.

In conclusione, voglio aggiungere, queste precisazioni nulla tolgono allo scandalo di sprecare 200 milioni delle casse dello stato in tempo di crisi e con un tremendo terremoto in casa per fare fallire un'iniziativa referendaria!


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