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contributo inviato da democrazione il 8 aprile 2009
Salve a tutti, cari lettori.

Questa mattina volevo proporvi alcune mie riflessioni sul Terremoto che ha colpito l'Abruzzo.
Scrivo solo ora, a due giorni di distanza, non perchè sia un ritardatorio cronico, e tantomeno per insensibilità nei confronti del dolore di tanti Italiani.
Scrivo solo oggi, perchè ieri e ieri l'altro, ero troppo sconvolto, e non avrei trovato le parole.
Scrivo solo oggi, perchè fino a ieri le mie considerazioni mi parevano inani dinnanzi a questa catastrofe.
Ma ora, ragionando leggermente più a freddo, anche se il dolore e la disperazione rimangono forti, ho ritenuto che qualche riflessione potrebbe essere utile, per evitare che una tragedia di simile portata si possa ripetere.
Prima di cominciare a parlare, volevo però chiedere a tutti voi un pensiero, e a chi crede in un Dio, una preghiera, per tutti i fratelli italiani e stranieri colpiti in terra d'Abruzzo.
Se volete potete serbarli nel vostro cuore, se preferite potete lasciarli qui come commento.

Cominciamo ora con l'analizzare i dati tecnici del sisma e i bilanci (purtroppo ancora provvisori) dei danni provocati.

La scossa del 6 aprile, avvenuta alle ore 3.32 della notte, è stata di 5,8 gradi  della Scala Richter(6,3 considerando la Magnitudo Momento). Ad essa sono seguite altre numerose scosse, delle quali 5 hanno superato i 5 gradi della Scala Richter.
Il bilancio (ricordiamo, purtroppo ancora provvisorio) dei danni sulla popolazione è il seguente:
235 morti, 1500 feriti, 25.000 senzatetto.
Per quanto riguarda l'aspetto economico (ovviamente in secondo piano in momenti come questo, ma di primaria importanza per quando si dovrà ricostruire) è di circa 1.500.000.000 €  per quanto riguarda l'edilizia, mentre il danno complessivo risulta essere circa 3.500.000.000 €.

Ora, vorrei riportare i dati di un altro terremoto, avvenuto lo scorso anno.
Zona colpita: Iwate-Miyagi (Giappone)
Data: giugno 2008
Magnitudo 7.2 della Scala Richter (30 volte più forte rispetto a quello abruzzese)
Bilancio vittime: 13 morti, meno di 350 feriti, circa 2000 sfollati.

Ricordo che la zona che è stata colpita dal terremoto in Giappone non era disabitata, anzi.

E un terremoto, 30 volte piu potente, ha portato a "sole" (ovviamente nessuno vuole sminure quelle morti, intendo dire che sono numericamente poche rispetto alle abruzzesi) 13 vittime.

Ora, perdonatemi, avrei voluto scrivere di più, ma mi sono reso conto che è ancora difficile farcela per me.

Probabilmente tra qualche giorno (o settimana) riuscirò a portarvi tutte le mie considerazioni, ma adesso mi sono reso contro che è ancora troppo presto.

Lascio quindi a voi il compito di trarre conclusioni e considerazioni da ciò che ho scritto, e vi chiedo perdono per non aver terminato questo post, ma prima che blogger siamo tutti uomini, e per un uomo può essere difficile cercare di dare voce ai suoi pensieri, quando il dolore soffoca le parole.

Un saluto a tutti, buona giornata.

Forse nel pomeriggio mi farò sentire nuovamente, prima della mia partenza di domattina per le vacanze Pasquali.
TAG:  TERREMOTO  ABRUZZO  DOLORE 

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commenti a questo articolo 1
commento di paola71 inviato il 8 aprile 2009
Ciao democrazione, ho letto il tuo post dopo averne letti tanti altri su questa terribile calamità che ha colpito non solo l'Abruzzo, ma il Paese intero.
Le polemiche, è cosa nota che non servono a niente e a nessuno, ma qualche considerazione sul caso viene spontanea anche se forse ora è un po' fuori tempo, ma difronte al disastro verificatosi con purtroppo una così consistente perdita di vite è normale porsi qualche interrogativo. Certo è che siamo tutti bravi a parlare pur non essendo competenti in materia, però prima ancora che qualcuno alla tv, (sicuramente esperto), cominciasse ad esprimere alcune considerazioni, un mio parere l'avevo già espresso io.
Se è vero che le scosse telluriche si stavano manifestando da tempo, se è vero che quella, come tutta la zona appenninica e quella carsica del Friuli sono dichiarate "a forte rischio sismico", se è vero che quei paesi limitrofi alla citta di L'Aquila, nei quali si sono verificati i maggiori danni e si sono perse più vite, sono paesi antichi, costruiti con pura pietra, (o quasi), che ormai hanno perso la stabilità che avevano nei secoli scorsi, (ammesso che ce l'avessero mai avuta), se è vero che dall'80 sono in vigore le norme antisismiche con le quali bisogna costruire o adeguare le case, e nonostante le stesse norme, neppure l'ospedale "S. Salvatore" è stato risparmiato, allora perchè le istituzioni competenti, (Regione, Provincia e Comuni) non si sono adeguate e non hanno almeno tentato di prevenire la gran parte del disastro ferificatosi?
E' vero che non si possono certo prevenire i terremoti, ma prevederli sì.
Evidentemente caro democrazione, l'Italia non è il Giappone.
Saluti e buone vacanze pasquali ovunque te ne andrai!
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4 aprile 2009
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