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contributo inviato da ilCogito il 7 aprile 2009
terremoto-abruzzo

Una tremenda tragedia, di fronte alla quale non si può rimanere insensibili, che risveglia le nostre coscienze - anche le più sopite - e che spinge a commuoversi e a chiedersi: "E io, cosa posso fare?". Forse è questo il lato buono e positivo di quanto è successo ieri mattina, di tutto il lutto e il dolore causato dal terremoto dell'Abruzzo; piccolo e marginale, ma pur sempre buono: può essere utile a trovare un senso a quanto accaduto.

Il clima di solidarietà, però, non è che coivolga proprio tutti. In ogni disgrazia naturale, puntalmente arrivano gli sciacalli; è in questo modo che si indicano le persone che cercano di trarre profitto e vantaggio personale ed egoistico dalla tragedia accaduta.
Un tempo, gli sciacalli erano coloro i quali rovistavano tra le macerie per trovare oggetti abbandonati, ancora in buono stato, per trafugarli e magari rivenderli. Il XXI secolo però vede una altra categoria di persone, alle quali la definizione si rivela calzante; ecco qualche esempio:

1. False foto al Corriere.

2. Domande retoriche.

3. A un buon Studio Aperto, fa da contraltare Bruno Vespa (come al solito pessimo...).




Aggiornamento: A onor del vero, quella del Corriere era solo sprovvedutezza.
TAG:  INFORMAZIONE  ABRUZZO  EMOZIONE  DOLORE  TERREMOTO  SCIACALLAGGIO 

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