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contributo inviato da Patadolla il 5 aprile 2009

E’ proprio il caso di dire che il sole sorride ai referendari. Questa e’ la seconda uscita dopo Pontida per chiedere l’accorpamento di Europee e Referendum e anche questa volta e’ una splendida mattina di sole quella che attende il Comitato Promotore radunato in Piazza Monte Citorio per la “sagra della porcata”.


I “reduci” del raid in terra padana, esponenti del Comitato romano, presidiano lo spazio antistante il “Palazzo” fin dalle dieci. Il camioncino, con una porchetta di 25 Kg, sosta poco piu’ in la’ mentre si attende che il ristoratore, che ci mette gentilmente a disposizione tavolini e pane, apra i battenti.

Arrivando ed in modo del tutto inaspettato prendiamo atto che Montecitorio e’ aperto per le consuete visite mensili ai Palazzi della politica e la gente in coda e’ tanta. L’occasione e’ ghiotta per Enzo Cursio che microfono alla mano spiega cosa accadra’ di li’ a breve all’arrivo del Prof Segni e delle telecamere dei TG.

Lo slogan e’ efficace “alla legge porcata di Calderoli noi preferiamo la porchetta di Ariccia!” Sicuramente il messaggio sortisce effetto ed e’ una piccola folla di curiosi, ai quali si mescolano altri esponenti del Comitato nazionale e romano, quella che Segni si trova di fronte.


Coltello alla mano e porchettaro a fianco si comincia a tagliare mentre la banda dell’aeronautica militare intona l’inno nazionale. Nemmeno ad averlo organizzato appositamente. Per altro e’ “carino” il reciproco rispetto. Mentre la banda suona ed il concerto procede, il megafono dei referendari tace, ma negli intervalli fra un brano e l’altro il campo e’ lasciato alla potente voce di Cursio e gli strumenti attendono pazientemente che il direttore dia loro il via.

I referendari vogliono restituire ai cittadini il potere di scegliere il loro parlamentare. “La legge porcata ha sottratto al popolo questo diritto per attribuirlo ai capi di partito. Il risultato un Parlamento di nominati delegittimati dal volere del leader. Voi in Inghilterra eleggete direttamente il vostro deputato spiega Segni ad un gruppo di turisti che si affolla davanti al banchetto per attendere l’assaggio di porchetta, qui in Italia decidono tutto le segreterie di Partito e mi auguro i cittadini italiani apprezzino il nostro sforzo come voi apprezzate questo spuntino inaspettato!

Le telecamere riprendono la porchetta ed i manifesti della scrofa domestica immediatamente dietro ai tavoli. Mario Segni rilascia dichiarazioni e soprattutto da una mano nella distribuzione anche se bisogna ammettere che c’e’ chi se la cava benissimo (vero Francesco? E come dimenticare la Sig.ra Vicky e nonna Gloria?).


I referendari si scambiano battute e cominciano a pianificare le prossime mosse. La data sara’ fissata probabilmente o subito prima o immediatamente dopo Pasqua. Da allora scattera’ la fase successiva della campagna che prevede un impegno forte per portare il 50% + 1 degli aventi diritto a votare per i referendum.

Ieri a Milano, racconta Segni, lo stato maggiore della ex AN era tutto schierato a fianco dei referendari e del Presidente della Provincia del Partito Democratico Penati a sostegno della richiesta di accorpamento. E’ facile prevedere che qualche settore della maggioranza “cavalchi” il referendum in chiave anti Lega, anche perche’ sarebbe difficile spiegare al proprio elettorato che si e’ impegnato soltanto due anni fa nella raccolta delle firme, che la nascita del Pdl ha determinato convinzioni contrarie allo spirito maggioritario (e anche il discorso del presidente della Camera Fini, al congresso di costituzione, e’ stato un messaggio netto, agli alleati e agli stessi amici di partito). Come pure sta nei fatti che una parte del Partito democratico che crede nel progetto maggioritario del Lingotto mantenga il punto e chieda anzi l’impegno di tutto il partito per il si’ (anche qui il discorso di Franceschini, fatto piu’ volte, nonostante si rimetta sempre al volere della direzione del partito e’ abbastanza evidente. La propensione al si’ non e’ un mistero tanto che insorge la componente D’Alemiana favorevole ad un no secco).


Cosa accadra’ lo si vedra’ nei prossimi giorni per il momento i referendari si godono una domenica di relax nella speranza che il messaggio sia stato compreso non solo dai cittadini che sicuramente e come dichiarano se interpellati sono stanchi di veder buttare via denaro pubblico per i capricci di una ristretta minoranza ma anche da parte dei politici che si prestano ad operazioni poco chiare!

TAG:  SEGNI  CURSIO  REFERENDUM 

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