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contributo inviato da enricopad il 3 aprile 2009

E’ lunedì 10 febbraio. Mi svegliano prestissimo come al solito. Alle otto sono già tutti lì a stressarmi. Ma oggi non ho voglia di alzarmi, devo riposare.

<<Tornate più tardi, ho bisogno di dormire>>, grido all’eunuco di origini indiane, troppo solerte quando non deve. Ma non riesco a dormire oltre. Entra quell’esaltata di mia moglie, mi toglie le coperte, apre le persiane e accende la televisione.

<<Dai Giorgino, la vita è bella e oggi è una splendida giornata>>, esclama ripetutamente.

La televisione era già lì, accesa. Casualmente un telegiornale stava trasmettendo la cronaca del giorno prima. Sono ancora stordito, e ricordo poco. Vedo le solite facce: Berlusconi, Gasparri, quel convertito di Quagliariello. Ma che stanno dicendo? Mi danno dell’assassino!!! Perché?

Ho problemi a capire tutte queste parole. Non saprei dire cosa sono i liberali, cosa significa libertà. Sono bombardato da messaggi autoritari. Sto firmando leggi assurde. E nemmeno mi ringraziano. Non capisco.

Mia moglie cambia canale. Da Rai 1 passiamo a Canale 5. Poi Italia 1, e Rai 3. Secondo me sto sognando. Tutti gli esponenti del governo gridano all’omicidio. Pure la Chiesa mi attacca. Che sarà successo??

Rido senza farmi notare da mia moglie. Mi avvicino al mio comodino, quello della mia vecchia casa. Anzi la mia ultima casa, visto che qua per raggiungere questo benedetto comodino ci metto dieci minuti buoni. E posso aprirlo solo dopo aver firmato un paio di carte bollate. Il mio comodino!!

Ma dove mi hanno portato? Non potevo restare a casa mia? Che novità. Mo so pure assassino!

Olé, sono finalmente arrivato. Apro il mio cassetto riservato. Ci tengo tutti i miei libri preferiti, li consulto ogni volta che cerco risposte. Mi fido di loro, sono forse gli unici veri amici rimasti.

Trovato! Il Trattato sui postumi della sbronza di Juan Bas. Ho sempre adorato il sottotitolo: Le ore dell’inutile pentimento. Vado a pagina 136, Postumi deprimenti. Il mio caso.

Devo mangiare un paio di cornetti e ingerire un paio di aspirine. Non posso sperare che il mal di testa passi immediatamente. Avrei dovuto pensarci prima! Ma, maledizione, quant’è buono quell’Amaro del Capo. Avevo bisogno di dimenticare.

 

Torno di là, mia moglie ancora smanetta col telecomando. Già nella sua poltrona pieghevole, piazzata davanti alla televisione. Ma come biasimarla? Per due vecchietti come noi passare da una stanza all’altra di questa reggia potrebbe costarci la vita.

Quanto sogno delle passerelle scorrevoli. L’ho scritto in tutte le letterine di Natale da quando sono stato forzosamente trasferito in questo lugubre e gigantesco palazzo.

Mi siedo anch’io. Mangio due cornetti, bevo due aspirina. Eh, sto ancora malissimo!!Alla mia età ogni trasgressione si paga cara. Giusto, questa è la vita.

Entra il segretario, gridando. Ma perché gridano tutti!! Mo mollo io un bestemmione, e vediamo se parla qualcun altro. Mi da i giornali. Lo fulmino con lo sguardo, e, inaspettatamente, capisce che deve uscire. Meno male, i giornali mi difendono. Certo, riportano tutti gli insulti, ma almeno sono più obiettivi. Maledetta tv!

Tutte queste responsabilità. A me. Chi mi conosce lo sa che in tutto il mio spettacolare cursus honorum ho sempre cercato di evitare questi problemi. Noi comunisti le cose le risolvevamo in altro modo. Il Migliore decideva, e tutti dovevamo obbedire. Chi disubbidiva era fuori.

Ora mi sono ritrovato a fare da Supremo Magistrato delle istituzioni repubblicane. Ho studiato. All’inizio non sapevo bene cosa dovevo fare. Ho letto, mi sono consultato con i predecessori, quei pochi ancora sani di mente, con i segretari. Poi ho capito: niente. Mi hanno messo qui, mi danno tutte queste colpe, ma io non posso fare niente. Non ho nessun potere. E’ sbagliato. Un uomo dovrebbe essere responsabile proporzionalmente al suo potere.

Ma io difenderò la democrazia. Questi non possono fare quello che vogliono.

Mi avvicino alle finestre e scosto le tende. Giornata di merda, come ormai abitudine nella capitale. Mia moglie come al solito dice cretinate. Io sono metereopatico, ho bisogno del sole.

Guardo fuori. Mega cartellone elettorale: “La storia ricorderà chi ha firmato e chi no!!”. Bastardo di un finto integralista maledetto. Certo che la storia ricorderà. Cosa credi, gli storici non sono rincoglioniti come i cittadini. Questi sono più papisti del Papa. Lo Stato si sostituisce alle scelte individuali, e questi la spacciano per libertà. E qualcuno gli crede!

Pure al di là del Tevere sembrano ubriachi. Qualcuno sta trafficando illegalmente Amaro nel Vaticano? Possibile. ‘Sto governo delle leggi fascistissime controlla il suo elettorato, e manipola la stessa gerarchia. Quattro gridolini contro questi razzisti, testate giornalistiche schierate contro di me.

Ma io non gliele firmo. Eh no. Non me ne frega niente, che possono farmi? La seconda volta, se le ripresenteranno, dovrò firmarle però.

Mi potrei dimettere!! Ma sarebbe un caso unico nella storia. Se non l’ha fatto Ciampi, l’ex presidente più amato dagli italiani, sotto cui passarono leggi ben peggiori, come posso farlo io?? Potrei ritrovarmi milioni di quegli esaltati che portavano cibo e acqua alla cara Eluana, qui sotto a lanciarmi le uova.

 

Mi alzo e torno verso il comodino. Se non le passerelle potrebbero almeno inventare il teletrasporto! Trovato. Questa volta sfoglio L’Anticristo di Friedrich Nietzsche. Leggo:

 

-Il concetto di Dio cristiano, come divinità degli infermi, Dio come ragno, Dio come spirito, è uno dei più corrotti concetti di Dio, che siano mai stati raggiunti sulla terra; esso rappresenta forse, nello sviluppo discendente dei tipi di divinità, addirittura il grado dell’infimo livello. Dio degenerato fino a contraddire la vita, invece di esserne la trasfigurazione e l’eterno si! In Dio è dichiarata l’inimicizia alla vita, alla natura, e alla volontà di vivere! Dio, la formula di ogni calunnia dell’”al di qua”, di ogni menzogna dell’”al di là”!In Dio è divinizzato il nulla, è consacrata la volontà del nulla!-.

 

Questa è una lettura eretica anche per l’ortodossia comunista, che, credo, consideri Nietzsche figlio del capitalismo. O qualcosa del genere, non ho mai seguito la censura.

Ovviamente nessuno sa che leggo questo libro. Ma è uno dei miei preferiti.

Continuo:

 

-Il fatto che le forti razze dell’Europa Settentrionale non abbiano respinto da sé il Dio cristiano non va in verità in onore della loro attitudine religiosa, per non parlare del gusto. Avrebbero dovuto farla finita con un tale morboso e decrepito prodotto della décadence-.

 

Volontà, vita e razionalità. Secondo me il pensiero nietzschiano può essere racchiuso in queste tre parole. Dopo esser divenuto capace di comprendere verità e menzogna, ogni spirito libero si incammina sulla strada tracciata dalla sua verità. Poco importa che i compagni non l’avessero capito; alla base di una rivoluzione comunista avrebbe dovuto esserci una valanga di adesioni personali, razionali e non sentimentali. Purtroppo anche noi “sinistra” abbiamo viaggiato nel metafisico, creando una religione ancor più totalitaria di quelle tradizionali.

E la gente è nata e cresciuta a questo livello. L’immaturità delle classi dirigenti non poteva che causare una totale ignoranza popolare. Non esiste più il dibattito, tutti gridano perché lo dice il loro dio. E io sono il Presidente di questa Repubblica.

Io che ho sempre sognato di fare del popolo l’oligarchia, di rendere tutti in grado di scegliere liberamente le proprie verità. Io che ho sempre creduto che avremmo potuto farcela. Io che sono un esempio di come un cittadino di serie B, in quanto napoletano, possa salire nella scala sociale, anche in Italia. Sono finito a fare il supremo guardiano di questo sfacelo.

Non lo volevo fare. Fu un caso. Era in ballo la candidatura di Massimo D’Alema, che anch’io considero il “Nuovo Migliore”. A me sembrava una cosa sensata. Probabilmente il governo Prodi sarebbe durato di più, anche se diretto dall’alto. E la sinistra sarebbe stata in grado di riformare il sistema in senso presidenzialista, cosa che il baffetto avrebbe accettato, essendo lui il Presidente della Repubblica.

Ma poi Fassino ha spifferato tutto il progetto al Foglio berlusconiano. Io adoro Ferrara, lo conosco da sempre. Ma quel grissino è proprio scemo!! Per trattare col tappo parli attraverso i giornali? Credo volesse bruciare la candidatura di quello che è stato per lungo tempo il suo protettore.

Alla fine, per il gioco dei veti incrociati, vengo scelto io. E non mi vota neppure l’opposizione. Tutto sto tempo per provocare uno strappo istituzionale. Il primo comunista della storia al vertice delle istituzioni viene eletto solo dalla sinistra. Non si può dire che la mia presidenza sia iniziata bene.

 

Il Vaticano. Che dramma! Mi sono comportato bene, non ho mai reagito alle continue ingerenze. Ma ora che potevo fare? Le sentenze di terzo grado vanno applicate. Neanche il governo può sospenderle. E se riguardassero, come più volte si è rischiato in questi anni, proprio il governo? Annulliamo la sentenza che li condanna. Mi spiace ma come al solito si sono dimostrati degli irrazionali fondamentalisti.

Io mi aspettavo tutt’altro da Ratzinger. Pensavo che fosse un Papa filosofo. Ho sempre creduto che considerasse la fede uno strumento utile alla stabilità sociale, un apparato utile alla propaganda conservatrice. E lo credo ancora. Ma tutte queste esternazioni fondamentaliste dimostrano come in questo momento la gerarchia miri a restaurare il suo potere temporale. Nell’estremo tentativo di rianimare la fede popolare punta a reprimere sempre più le nostre libertà. E soprattutto la laicità del nostro Stato.

Potrei fuggire all’estero. Fare una conferenza stampa e dimettermi. L’Italia è ormai un paese clerico-fascista, mi spiace ma non posso più essere un guardiano disarmato. Ruini Presidente della Repubblica. Sono sicuro che non si dispiacerebbe nessuno. Non mi caca nessuno.

 

Poso l’Anticristo, prendo un altro libro e, dopo una estenuante traversata, sono di nuovo sulla mia poltrona. Moglie davanti la tv, eunuco rompiballe, segretario insistente. Tutto come prima.

Sono ormai le cinque del pomeriggio. Non ho rilasciato dichiarazioni, sennò poi mi flagellano. Ho telefonato a Beppino Englaro, per le condoglianze e per ringraziarlo. L’unico in questa triste vicenda ad aver mostrato un po’ di dignità non mostrando le foto attuali di sua figlia. Neanche io le ho viste, ho però impresso nella memoria l’immagine di mio padre che va, giustamente nel momento in cui deve andare.

Parlano di vita naturale, ma dovrebbero parlare di vita meccanica. L’architettura cristiana è fondata sul libero arbitrio, pare se lo siano dimenticati. Non sono disposti a prevenire le malformazioni varie, sulle quali ho dei dubbi anch’io, ma sono pronti a sfruttare le tecnologie per prolungare la sopravvivenza anche di quei corpi che hanno perso le funzioni celebrali. A mio parere fondamentali per poter parlare di esseri umani.

La condizione di Piergiorgio Welby fu differente, e ricadeva sotto altri problemi. L’uomo era cosciente ma viveva collegato ad una macchina. Voleva morire. Decisione legittima ma triste. Triste non quanto constatare due giorni più tardi che la Chiesa Cattolica, dopo aver concesso i funerali religiosi a dittatori (Pinochet) e a mafiosi( la banda della Magliana), lo rifiutò a Piergiorgio. Bastardi!!

 

Chiamo l’eunuco.

<< Un amaro per favore>>, esclamo con voce tremante dalla rabbia.

<<Subito>>, controbatte smarrito il servo.

E subito fu. Dopo meno di due minuti eccolo tornare con un bel vassoio d’argento e il mio bicchiere pieno. Lo guardo aggredendolo. Ride e mostra la mano destra, che stava nascondendo dietro la schiena. Eccola, la mia bottiglia.

<<Vedo che sei sveglio, grazie>>, dico molto compiaciuto.

<<Presidente, vorrei chiederle un piacere. Con quello che mi pagate non ho purtroppo il denaro necessario per rinnovare il permesso di soggiorno. Mi potrebbe aiutare lei? Ho cinque figli!>> , risponde disperato il mio eunuco.

 

Gli ho dato diecimila euro. Io sono pieno di soldi ma non mi servono. I leghisti? Io li avevo fatti arrestare, e li ho pure nominati ministri.

Sfoglio il libro, scrivo un bigliettino. Mi rende sempre felice rileggere questa intervista, è il mio autore preferito. Io pure son poeta e alcolizzato.

Mi alzo e torno verso il comodino. Questa volta non poso il libro, prendo solo una pasticca e torno a sedere.

Sono sulla mia splendida poltrona, anch’essa eredità di casa mia, poggio il libro per terra davanti a me. Sto per addormentarmi, e mia moglie è ancora davanti alla tv. Una replica di Uomini e Donne.

<<Notte, grazie della compagnia>>, le dico con voce assonnata.

<<Buonanotte, amore mio>>, risponde sorridendo affettuosamente verso di me. Peccato che ha la faccia mascherata dalle creme.

 

La signora si alzò per andare a dormire. Era finita la trasmissione. Si avvicinò al marito per convincerlo a spostarsi nel letto. Ma non si svegliava. Chiamò l’eunuco, e questo, impersonando il medico, ne dichiarò la morte.

Nel libro, Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle, intervista a Charles Bukowski, trovarono il bigliettino:

 

-Ho ingoiato una pasticca di cianuro, donatami trent’anni fa dai servizi sovietici nel caso in cui fossi stato catturato dagli americani. L’ho sempre tenuta, ma mai avrei pensato di usarla. Ho sempre desiderato vivere come Charles, ma non ne ho mai avuto il coraggio. Spero di esser ricordato per le mie poesie-.

 

Non saranno contenti quegli esponenti cattolici che subito avevano dichiarato alle agenzie che il Presidente si è ucciso perché era un assassino.

 

 

Liberamente ispirato a: Il presidente di Simenon, 1984 di Orwell, Mondo nuovo di Huxley, Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares di Pessoa. E alla realtà.

 

TAG:  NAPOLITANO  ANTICRISTO  ELUANA  SUICIDIO  INQUIETUDINE  PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

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commento di dany1977 inviato il 4 aprile 2009
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