.
contributo inviato da team_realacci il 1 aprile 2009
Roma, 1° aprile 2009 
 
“E’ una buona base di lavoro che frena la deregulation edilizia contenuta nel precedente testo del Governo e recepisce gran parte delle perplessità avanzate da Partito Democratico. Fondamentale il contributo delle Regioni che mantengono la competenza sulla materia e regolamenteranno gli interventi in base alle leggi regionali vigenti”, lo afferma Ermete Realacci, responsabile ambiente del PD commentando il nuovo testo presentato oggi dal Consiglio dei Ministri.
“Per rilanciare l’economia e uscire dalla crisi, l’edilizia può svolgere un ruolo molto importante”, continua Realacci. “E’ per questa ragione che abbiamo difeso il credito di imposta del 55% per gli interventi ambientali nell’edilizia, una misura di cui hanno beneficiato centinaia di migliaia di famiglie e che ha prodotto economia e occupazione nelle imprese del settore. E’ per questa ragione che siamo favorevoli a demolire e ricostruire nel segno della qualità, anche prevedendo un premio di cubatura a fronte di standard di efficienza energetica e di bioedilizia e a rendere più snelle le procedure burocratiche, considerando che è un problema che si pone anche quando si parla di fonti rinnovabili.”
“Berlusconi la smetta perciò di lanciare messaggi equivoci”, conclude Realacci, “e soprattutto freni gli annunci populistici. Quando parla di new town in ogni capoluogo e di avviare un vero piano casa dica anche quando e quanti soldi veri stanzierà per l’edilizia popolare, pubblica o convenzionata, per venire incontro alle esigenze abitative delle fasce più deboli della popolazione. Di chi, insomma una villa da ampliare non ce l’ha”.
 
Ufficio stampa On. Realacci
TAG:  REALACCI  PIANO CASA  GOVERNO  BERLUSCONI  DEREGULATION  EDILIZIA  BIOEDILIZIA   

diffondi 

commenti a questo articolo 0
commento di Ermete Realacci inviato il 6 maggio 2009
In attesa della prossima fantasiosa trovata edilizia di rilancio dell’economia partorita dal nostro presidente del consiglio, mi sembra assolutamente condivisibile la richiesta di alzare lo standard qualitativo minimo per l’edilizia. Per tutti. Così come è da accogliere la proposta di non concentrare il disagio in singoli quartieri.

Ermete
commento di maurypor inviato il 2 aprile 2009
Non vi scandalizzate, ma da uomo di Sinistra ed elettore del PD, vorrei che abolissimo dal nostro vocabolario "l'edilizia economica e popolare". Forse la mia è una visione troppo "locale", visto che nella mia Napoli l'edilizia economica e popolare porta il nome di quartieri "brutti" e degradati come Scampia. Ma non mi pare che lo Zen a Palermo se la passi meglio, così come le borgate romane e probabilmente tanti altri quartieri del nostro Belpaese. E' venuta l'ora di costruire edifici "residenziali" per tutti,dove l'economicità sia assicurata ai meno abbienti da appositi interventi dello Stato tanto sul versante delle agevolazioni all'acquisto quanto su quello delle locazioni.
Insomma superiamo ed "aboliamo" la periferia dove si concentra l'emarginazione sociale e consentiamo che in edifici "normali" convivano il professionista, l'artigiano, l'operaio e il pensionato sociale. Utopia "egualitarista"? Forse, ma qui non si tratta di costruire "ville di Macherio" per tutti, ma semplicemente di innalzare lo standard qualitativo minimo.
commento di w.tromb inviato il 1 aprile 2009
Noi ci scommettiamo, che Berlusconi nei prossimi giorni così esordirà: Chi non può ingrandire la casa del 20% può sempre restringere i mobili del 20%. Questa iniziativa darà lavoro a tanti artigiani, chi la attua sarà più felice perché vivrà in un ambiente più spazioso e l’ottimismo farà uscire l’Italia dalla crisi prima di altre nazioni.
Lo sciocco non è lui, è chi lo considera un premier.
Wladimiro Trombetta e la banda dei vecchietti
commento di enrico.righi inviato il 1 aprile 2009
Bene, un po' quello che personalmente auspicavo. Un successo per il paese, grazie a un lavoro di squadra delle Regioni e al contributo dato dal PD.
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
26 gennaio 2009
attivita' nel PDnetwork