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contributo inviato da valeriopieroni il 30 marzo 2009
Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini (Emmevì)Ieri mattina, come giornalista, sono entrato all'interno del padiglione della Fiera di Roma dove si svolgeva il Congresso fondativo del PDL e vi assicuro che se si osservava il catino coreografico del nuovo partito, si sentiva subito che nulla è cambiato.

Era tutto uguale, anche se la coreografia allestita era tutta nuova. Infatti c’era un qualcosa di familiare nell’aria, ma lì per lì non capivo cosa, sembrava solo un dettaglio fuori contesto.

Poi però ho messo a fuoco. Con tutta quella luce bianco-blu che si irradiava in ogni parte del padiglione, che filtrava dagli apparati scenografici e che emanava dai faretti spot, fra i tavoli trasparenti, non avevo più alcun dubbio: pareva di essere a un congresso di medicina o ad un qualche convegno di imprenditori.

Così il set della Costituente berlusconiana ha rappresentato un piccolo terremoto semantico e iconoclastico: niente leader seduti davanti ad un tavolo sopra il podio, niente documenti congressuali, niente votazioni, inni o lacrime, niente deleghe, solo un paio di voti acclamatori, conteggiati senza scrutatori. Tutto approvato.

E' mancato solo l'ingresso trionfante di un Berlusconi sulle note dell'Aida, come qualcuno ha scritto ironicamente.

Sono convinto che se un militante di AN un anno fa si fosse affacciato qui, avrebbe denunciato con sdegno la nascita di un orribile "partito di plastica", clone dell’alleato/odiato Forza Italia. Avrebbe riso e si sarebbe fatto beffe delle sofisticate regie para-berlusconiane. Oggi, invece, gli ex militanti di AN li ho visti buoni buoni in platea ad applaudire come fossero una qualunque claque tv: sono davvero cambiati.

La cosa che comunque non è passata inosservata di questo congresso è stato il ruolo secondario dei vecchi “padri fondatori” di Forza Italia: parlo dei vari Martino, Biondi, dell’Utri, Urbani, Costa, Pisanu e tanti altri. Fondatori ancora sì, ma pare senza diritto di parola, seduti in terza-quarta fila (molti gli assenti) e che per tutto il congresso hanno solo mosso le mani per applaudire confusi fra la folla. Per loro ci sono stati solo dei rituali apprezzamenti dai pochi della vecchia guardia che hanno avuto la fortuna di parlare. Roba toccante insomma...

E cosa dire dei sondaggi? Sono stati illustrati per alcuni minuti da un Berlusconi a mille e tirato tutto a lucido. Tabelle fantascientifiche da cui si evince che il PDL è già al 50% e che presto sarà all’80%. Cavoli.

Quindi è proprio tutto vero: la politica non c’è più. D'altronde con tutto quel bianco, quelle luci e quelle facce, se si guardava da lontano, il palco pareva il depliant di un fondo pensione di qualche grossa banca.

Oppure era proprio in questa sala - senza fasci, senza fiamme tricolori e senza nulla che non sia stata dell'asettica scenografia - che vi si trovava quella modernità o la vera rivoluzione che ha permesso la nascita di questo ennesimo partito di plastica? (Questa volta plastica bianca, s’intende).
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