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contributo inviato da simonam il 26 marzo 2009
E' nauseante dover tornare ancora sull'argomento, ma mi urge una precisazione piccola piccola sul ruolo dei medici nell'accoglimento o meno del testamento biologico.
A parte che ogni medico ha la sua formazione e le sue convinzioni personali, etiche e politiche.
A parte il fatto che, a meno di essere amici da prima, nessuno sa quali siano le convinzioni del suo medico di base sul fine vita e sull'accanimento terapeutico.
A parte che, quando uno è in coma o simili, difficilmente ci sarà un solo medico al suo capezzale, bensì un'équipe di specialisti (che so, neurologi, oncologi, primari, direttore dell'ospedale e insomma un allegro caravanserraglio attorno al letto di un moribondo che sarebbe piaciuto a De Andrè).
Modestamente mi limito a segnalare un fatto noto a chiunque ne abbia fatto esperienza diretta: nella mia città, e in molte altre d'Italia, i primari condizionano pesantemente le idee e quindi la prassi dei medici dei loro reparto: nel senso che o ti allinei o ti conviene fare domanda da un'altra parte. Nel reparto maternità dell'ospedale della città in cui abito, non esiste un solo medico che non sia obiettore di coscienza, così che quando una donna - per i più svariati motivi tutti legittimi in base alla legge 194 del 1978 - si trova a dover abortire, bisogna chiamare un medico da qualche altro ospedale. Ipotizzerà l'ingenuo: ma magari casualmente nel tuo ospedale si sono trovati medici uniti da una sensibilità comune etc etc.
Magari.
La verità è molto più squallida: se non ti allinei alle idee del primario, che qui da noi è contrario all'aborto (e probabilmente, a sua volta, è stato nominato da direttori politicamente orientati in quella direzione, nominati a loro volta dalla Regione Lombardia che praticamente è governata da Comunione & Liberazione), SEI OUT.
Tutti obiettori, allora. Con tanti saluti alla legge.
Cosa succederà allora, mi domando, quando questo obbrobrio sul testamento biologico sarà approvato? Che il suddetto testamento sarà solo carta straccia di cui si potrà tenere conto o meno, si è già capito. Ma anche un pezzo di cartaccia di cui nessuno DOVRA' O VORRA' tenere conto, se è un medico es. del reparto rianimazione e sa già che il suo primario è rigidamente favorevole a tenere in vita chiunque indipendentemente dalla volontà espressa dal disgraziato paziente.
TAG:  COMUNIONE E LIBERAZIONE  TESTAMENTO BIOLOGICO  OBIEZIONE DI COSCIENZA  LEGGE 194  ACCANIMENTO TERAPEUTICO  FINE VITA  REGIONE LOMBARDIA 

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