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contributo inviato da antoniocaivano il 27 marzo 2009
pubblicato su "Controsenso" del 21.03.09

Ciclicamente sui quotidiani appaiono notizie, promozioni, iniziative incentrate sul fotovoltaico, poi – subito dopo - appaiono le notizie politiche su quanto è stato fatto e deliberato, su quanto si sta facendo per questa produzione di energia pulita dopo di che tutti veniamo presi dalle urgenze quotidiane e fino alla prossima notizia o iniziativa di stampa pensiamo ad altro.
Si nota però che ciclicamente i politici – almeno alcuni – si cimentino con l’argomento e almeno ci parlano di quel che hanno fatto o di quel che hanno deliberato e/o fatto deliberare però anche qui dopo il parlare stentano i fatti. Il problema del fotovoltaico, dunque, sembra essere un fiume carsico che con naturalezza appare e scompare a causa della natura del terreno ( il fiume). L’argomento certamente è complesso e non perché lo sia per davvero ma solo perché non c’è,evidentemente, un forte interesse economico alla base che induca a spiegare ad informare a promuovere. Insomma la questione “fotovoltaico” finora è stata utilizzata dalla politica italiana – da tutta la politica – con la logica del pentimento e cioè : io mi pento poi, al peggio, se un giudice nell’al di là non vi fosse non ci ho rimesso ed ecco allora fatto il Conto Energia che però se rimane là è meglio. Accade, infatti, che il Ministero dell’ambiente emana un bando per finanziare il fotovoliatico a scuola ( sugli edifici scolastici) che sono di proprietà di province e comuni e a seconda della popolazione provinciale e comunale finanzia uno o più impianti fotovoltaici da 10.000 euro cadauno dei quali 9.000 in conto impianto e 1.000 in conto formazione alunni sulle energie rinnovabili ed il risparmio energetico. Per la cronaca la Provincia di Potenza avrebbe potuto candidare progetti per 20 scuole superiori per un totale di 180.000 euro in conto impianti e 20.000 euro in conto formazione alunni e, sempre per la cronaca la provincia non candida alcun progetto a finanziamento e cioè rinuncia a farsi dare dal Ministero 200.000 euro e rinuncia anche a formare gli alunni per 20.000 euro. Sinceramente non so che commenti fare e mi limito a constatare il fatto che da un lato la provincia non candida iniziative a finanziamenti statali e dall’altro decide di dotare di impianti fotovoltaici tutti gli edifici scolastici di propria proprietà e per farlo emette BOT Provinciali per circa due milioni di euro che significa assumere un costo anche per quei duecentomila euro a fondo perduto che lo stato ti avrebbe dato e che non hai chiesto. Non indago, ovviamente, colpe noto però che la delega all’energia è dell’assessore Iacobuzio e non risulta che si sia occupato della questione nell’esercizio della propria competenza, la delega al patrimonio è dell’assessore Carlomagno e, anche qui, non risulta che si sia occupato della questione sotto l’aspetto patrimoniale di sua competenza, la delega alla P.I. ed edilizia scolastica è dell’assessore Vita e non risulta che si sia occupato della questione sotto il duplice profilo della formazione dei ragazzi e della realizzazione degli impianti, la delega alla tutela dei consumatori è dell’assessore Vitucci e non risulta che si sia occupato del danno fatto ai consumatori con questa inazione della provincia. Noto solo che ho tentato – a suo tempo – di segnalare, sollecitare a fare ma senza esito specifico (eppure erano sollecitazioni interne alla maggioranza) mentre poi la provincia ha deciso,almeno, di agire per dotare tutte le scuole provinciali di impianti fotovoltaici solo che ad oggi la realizzazione è ancora lontana. Il guaio è che per come funziona il Conto Energia gli impianti realizzati l’anno passato consentivano di farsi pagare, dal gestore dell’energia, due centesimi a Kilovattora in più degli impianti realizzati quest’anno e quelli che saranno realizzati l’anno prossimo avranno ancora due centesimi a kilovattora in meno degli impianti funzionanti da quest’anno e questo prezzo dura 20 anni quanto è la durata del contratto C.E. ed è ovvio che si tratta di una perdita economica considerevole per le casse della provincia. Ma ovviamente qui non si muovono critiche alla propria maggioranza si intende segnalare invece l’urgenza di fare perché al di là di tutto realizzare gli impianti quest’anno invece che l’anno prossimo è una necessità assoluta se non si vuole perdere altro denaro.


Antonio Caivano PSDI Consigliere Provinciale
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