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contributo inviato da homoeuropeus il 26 marzo 2009
Si fa un gran parlare in queste ore di liste per le elezioni europee e della necessità che il Partito Democratico candidi ed elegga una squadra di giovani dirigenti, che dia il chiaro segnale del rinnovamento di questo partito. Obiettivo nevcessario e meritorio. Vorrei invece sollevare una questione che è un dovere morale cui l’Italia (e il PD in particolare) deve provare a dare una risposta: candidare ed eleggere un ultra-ottantenne. Si tratta di una questione simbolica ma di estrema importanza politica. Secondo le previsioni fatte da molti parlamentari europei e dal gruppo del PSE, sulla base delle lsite che si stanno definendo nei vari paesi, infatti, c’è quasi la certezza che il leader dell’estrema destra francese Jean-Marie Le Pen (81 anni) sia il prossimo “Father of the Chamber” (il parlamentare più anziano, cui spetta l’onore di presiedere la seduta inaugurale e di aprire i lavori con un solenne discorso. Si tratterebbe di un gravissimo riconoscimento politico alle idee xenofobe e razziste, un fatto che renderebbe il prossimo Parlamento europeo meno credibile e meno autorevole nel contrastare l’ascesa delle idee e delle forze politiche neo-fasciste. In molti partiti socialisti europei hanno provato a spolverare nomi gloriosi del passato, dall’ex presidente portoghese Mario Soares (84 anni), all’ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt (90), ai due principali esponenti dell’europeismo francese, Valéry Giscard d’Esaing (e Jacques Delors (entrambi ottantatreeenni). Purtroppo tutti hanno rifiutato, perchè in quei paesi, dopo una certa età, ci si ritira dalla vita politica. L’unica speranza per molti rimane ora l’Italia, sia perchè siamo tra gli ultimi a chiudere le liste, sia perchè nel nostro paese non sarebbe una stranezza candidare ed eleggere un novantenne. Già la volta precedente il “Father of the Chamber” era espressione del nostro paese: Giovanni Berlinguer. La nostra storia, il nostro impegno antifascisa, il nostro peculiare sistema politico, impongono al PD il dovere morale di trovare una soluzione a questo problema. I nomi non mancano: serve la volontà politica. La Direzione del PD deve sentire questo problema come fondamentale e, anche in deroga a tutte le norme statutarie, salvare la faccia all'Europa. Sarebbe sicuramente un bel segnale per un partito nuovo che si affaccia alla sua prima esperienza nel Parlamento europeo.
TAG:  ELEZIONI EUROPEE  GIOVANNI BERLINGUER  JEAN-MARIE LE PEN  PARLAMENTO EUROPEO  MARIO SOARES  HELMUT SCHMIDT  VALERY GISCARD D'ESTAING  JACQUES DELORS 

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