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contributo inviato da valeriopieroni il 24 marzo 2009
Alleanza Nazionale e Forza Italia si sono sciolte. Il PdL sta per diventare un partito unico. Tra pochi giorni il nuovo soggetto politico prenderà il largo sotto l'alta guida di Silvio Berlusconi. Sono quindi finite due tradizioni molto diverse di destra per porle all'interno di un unico progetto, che di “politico” secondo me ha ben poco.

Di certo, finisce sicuramente un’epoca, un percorso lungo decenni iniziato sotto le macerie ancora fumanti della prima repubblica.
Un’epoca finita però senza particolari entusiasmi, onestamente, e senza quella trepidante aspettativa che di solito si accompagna ad eventi di questo tipo.

Infatti già si sapeva che sarebbe andata a finire così. Dal “discorso del predellino” ad oggi, passando per la strepitosa vittoria elettorale dello scorso aprile, dei reali motivi per alimentare la passione dei militanti e della base attorno alla creatura berlusconiana non ce ne sono stati.

D’altronde diversamente non poteva andare, visto che tutto era scontato fin dal primo momento: che Forza Italia ed Alleanza nazionale si sarebbero unite quasi con rassegnazione, per atto notarile, convinte che non c’era altra strada per fronteggiare la novità che era nata alla loro sinistra, ovvero il Partito Democratico. Che poi ad esse si sarebbero affiancate formazioni minori, era quasi considerato un piccolo dettaglio da risolvere burocraticamente, non invece come un apporto politico-culturale in più. E il suo capo? quello neppure è stato mai messo in discussione. Figuriamoci.

Quanto invece ai programmi, ai valori di riferimento, alle discussioni pubbliche, al coinvolgimento delle categorie e del territorio, nemmeno a parlarne: tutta questa roba sembra che al nuovo soggetto politico non serva più.

Insomma, il PDL ha tutti gli elementi per presentarsi quale esempio di "fusione a freddo", di calcoli elettorali, di personalismi più o meno spinti, di oligarchie che fanno e disfano presentando, quando va bene, il consuntivo ai giornali dai quali elettori militanti e simpatizzanti apprendono un qualcosa sempre poco significativo.

E’ per questo che mi domando dove sta “la politica” in questo tipo di operazioni. O forse è inutile che me lo chiedo: si vede che pure questa oggi non serve più a niente.

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TAG:  DESTRA  FORZA ITALIA  AN  CONGRESSO  PDL  FUSIONE A FREDDO  POLITICA  FINI  BERLUSCONI 

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commenti a questo articolo 3
commento di salvo sr inviato il 24 marzo 2009
Io mi chiedo anche dove sta la democrazia. Ancora il partito deve nascere e già si sa chi è il leader ma non si sa per quanto tempo (credo fino a quando vuole lui).
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