.
contributo inviato da team_realacci il 5 gennaio 2009

Ci troviamo di fronte ad una situazione di grande gravità, anche se si tratta di un’emergenza annunciata. Da tempo sappiamo che la politica dei commissariamenti è fallita, comportando anche un'enorme spesa a carico dello Stato - circa due miliardi - senza risolvere il problema". Certo, c'e' la questione della camorra. Ma non penso che quanto sta accadendo in Campania si possa far risalire solo alla presenza della malavita organizzata. E’ chiaro, lo ha detto anche lo scrittore Roberto Saviano in questi giorni, che nell’incapacità della politica, nella debolezza dello Stato, nella confusione delle scelte, la camorra trova un elemento favorevole e ben sappiamo che in quella regione grandi flussi di traffici illeciti di rifiuti hanno avvelenato molti territori. Almeno dieci clan camorristici sono coinvolti nei traffici di rifiuti. I loro nomi sono sinistri: Casalesi, Nuvoletta, Galasso. Oggi, però, il problema non è solo legato alla presenza della camorra , contro la quale è necessario non abbassare mai la guardia, ma nell’incapacità della politica di affrontare questa situazione.

La responsabilità riguarda tutti, ma è chiaro che riguarda in primo luogo chi ha governato di più in quella regione, e quindi il centro sinistra. Lo hanno detto con coraggio anche i parlamentari campani che si sono riuniti in questi giorni. Non perché altri non siano responsabili, ci sono stati i vari passaggi dei commissariamenti, vari governi, ma perché chi ha più potere ha più responsabilità. Tuttavia sarebbe uno sbaglio se oggi, non assumessimo, come ci ha chiesto anche il Ministro Chiti nella sua relazione, questo argomento che interessa tutto il paese.

Prendiamo la questione dell’inceneritore di Acerra. E’ un impianto che va realizzato, ma va ad insistere in un’area molto delicata. I cittadini hanno regione ad essere preoccupati. In quell’area migliaia di capi di bestiame sono stati abbattutti perché il latte che producevano aveva una quantitatà di diossina tale da essere considerato un rifiuto industriale. E’ un’area in cui è necessario intervenire con bonifiche per dare certezze al futuro dei cittadini, per dare forza all’azione dello stato. Ma quell’inquinamento che ha velenato l’area, non dipende da un impianto che non c’è, ma dalla camorre che c’è. Contro questo impianto si sono battuti tutti in quella zona. Si batte ora il sindaco di Rifondazione Comunista, si batteva prima il sindaco di An. E così hanno fatto tutte le forze politiche locali. Tutti si sono opposti a quell’inceneritore e quindi tutti, in qualche misura, hanno scelto di essere corresponsabili della non scelta. Lo stesso ragionamento vale per molte forze della società civile. Ho molto apprezzato le parole di autocritoca di Monsignor Nocaro in questi giorni dalle pagine di un giornale. In questi anni c’è stato un’abuso dell’uso della paura. Paure reali, ma paure evocate. La paura in politica non è una buona consigliera. Non lo è se si parla di ordine pubblica, di immigraazione e non lo è neanche nelle politiche ambientali. Perché non se non si capisce quali sono i pericoli reali e quali quelli fittizzi, si tende solo a spaventare la gente, a mettergli ansia. Se la politica non si assume le sue responsabilità dell’oggi, per dare speranze nel futuro, non assolve ai suoi compiti. Questo è il punto di svolta sul quale siamo chiamati a rispondere. Tutto sommato le cose che ci siamo detti oggi non sono molto lontane da quelle che avevamo detto quando fu nominato Bertolaso. Bertolaso poi è saltato, perché a fronte delle cose dette, che parlavano dell’ultimo commissariamento, di un ritorno all’ordinarietà con un ruolo affidato a province, regioni e comuni, è mancata la responsabilità di seguire le scelte che il commissariato indicava. Allora il primo compito che abbiamo oggi è dare certezza a De Gennaro e al Generale Giannini che noi saremo al loro fianco.Che non ci saranno sbandamenti a tutti i livelli: delle istituzioni, delle forze politiche locali, di realtà territoriali.. Certo discuteremo nel merito tecnico delle proposte presentate, ma seremo al loro fianco in questa azione, che altrimenti non può avere speranze di successo.

La ricerca delle responsabilità è giusta e legittima. Noi dobbiamo assumerci le nostre, ma questo non ha nulla a vedere con il macabro rito dei manichini impiccati per le strade di Napoli. Perché aizzare la folla, dare spazio all’antistato, quello è il male. In questi giorni ho sentito qualcuno dichiarare in televisione che fra lo stato e la camorra, questa è più vicina alle esigenze cittadini. Dire queste cose è veleno, non solo per chi governa oggi, ma per chi governerà domani. E’ un veleno per lo stato e per tutto il paese.

In questa ordinanza del Governo c’è un elemento di novità che voglio sottolineare. E’ la questione della raccolta differenziata. Va sottolineato non per motivi ideologici. Lo voglio dire con chiarezza, si può avere l’ambizione al rifiuto zero, ma oggi dobbiamo fare i conti con la realtà. Questo non significa abbandonare un terreno importantissimo come quello della raccolta differenziata, che può sottratrre almeno un quarto di spazzatura dal ciclo dei rifiuti e può consentire di rendere utilizzabili dall’inceneritori di Acerra anche i rifiuti raccolti. Perché come ben sapete, se oggi Acerra fosse in funzione non saprebbe cosa bruciare. Perché le ecoballe che sono state realizzate con tecnologie arretrate non possono essere utilizzate come combustibile. Allora, è importante questo impegno a responsabilizzare le istituzioni locali. Tempi certi per i comuni, che dare modo alle istituzioni migliori di avere un premio per quello che hanno fatto. In Campania ci sono comuni che non hanno fatto niente, soprattutto i capoluoghi. Ma ci sono anche almeno 50 comuni che superano il 50% di raccolta differenziata. A distanza di pochi chilometri, lo ricordava anche Gian Antonio Stella ieri in televisione, ci sono due comuni entrambe governati dal centro destra, Sarno e Mercato San Severino. Il primo è a zero con la raccolta differenziata, il secondo è un comune pilota e supera il 50% di raccolta differenziata. Vogliamo premiare queste amministrazioni? Vogliamo dare il segno a questi cittadini che hanno visto eroso il loro capitale di fiducia nello stato, del fatto che si può amministrare bene anche al Sud? Vogliamo dare certezza ai cittadini campani che noi sappiamo che quello che accade nella loro regione non è un problema solo loro. Già è difficile spiegarlo in altre parti di Italia, ma è impossibile farlo capire all’estero. Dal Brasile, dagli Stati Uniti o dalla Cina non si può distinguere la Campania dal resto del nostro piccolo, ma meraviglioso paese. Questa assunzione di responsabilità, è un assunzione da parte di tutti, in cui il Partito Democratico farà la sua parte. Ma questo va fatto da tutte le forze del centro sinistra, e anche dalle forze del centro destra. Perché in gioco non c’è questa o quella rivincita politica. Quella ci sarà, ci saranno le elezioni e vincerà il migliore. Ma in gioco c’è un interesse superiore. Quello di permettere ai cittadini di vivere in paese civile, di avere garanzie per l’ambiente e per la salute, e di ridare onore e orgoglio alla Campania e all’Italia.

Roma, 9 gennaio 2008
On. Ermete Realacci

TAG:  PARLAMENTO  CAMPANIA  EMERGENZA RIFIUTI  LATTE  CAMORRA  BERTOLASO  DISCARICHE  REALACCI  DIOSSINA  RACCOLTA DIFFERENZIATA  ECOBALLE  INCENERITORE  ACERRA  TRAFFICO DI RIFIUTI  REALAZIONE 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
26 gennaio 2009
attivita' nel PDnetwork