.
contributo inviato da Pierpaolo Farina il 22 marzo 2009

Che bell'entusiasmo c'è a Destra: la fiamma si spegne e tutti vanno nel Pdl.

Ho già assaporato questo entusiasmo, era quello che si poteva avvertire all'ultimo Congresso dei DS a Firenze prima e alla prima assemblea costituente del Pd a Milano dopo: tutti festanti, tutti gioiosi, tutti così pronti a darsi una nuova etichetta per dimenticare quella vecchia.

Mi è piaciuta la ragione sociale del Pdl data da Alemanno: liberare l'Italia dai cretini che la governano. E dire che poi c'è anche chi dice che non fanno autocritica, guarda un po'.

Sarà che io sono molto scettico al riguardo, ma vedo fin troppi parallelismi tra il processo costituente del Pd e quello del Pdl, con qualche piccola differenza di merito: nel Pd si è cominciato a litigare per le poltrone dopo la sconfitta elettorale, nel Pdl incominciano già adesso, discutendo di circoli, club e menate varie.

La crisi di questo partito di plastica, fondato da un predellino e definito in tempi non sospetti dallo stesso Fini "una comica finale", arriverà a breve, quando il Governo non riuscirà più a far fronte alle continue necessità dei cittadini di fronte alla Crisi.

Certo, da loro non ci sono i problemi delle primarie: fanno tutto per telefono (ed è per questo che non vogliono essere intercettati).

Forse l'unica cosa che gioca a favore della Destra è il fatto che sia tenuta insieme da interessi, di solito quelli di Berlusconi e i suoi amici, piuttosto che da ideali: nel campo avversario, invece, non può esistere un partito di sinistra senza ideali, che sono l'unica cosa che distingue la Destra dalla Sinistra (almeno una volta).

Ma la fusione con un partito di plastica come quello di Forza Italia, che ha avuto solo 2 congressi in 14 anni, si rivelerà per il partito di Gianfranco Fini una fusione più a freddo di quella di cui accusavano il Pd: i militanti di AN sono abituati a discutere ai congressi, i berluscones ubbidiscono e delegano tutto al Capo.

Per questo, e per molti altri motivi, il Pdl incontrerà gli stessi problemi del Pd, con la differenza che Berlusconi ha i media per nasconderli: e si sa, se una cosa non appare sui giornali e in televisione, allora non esiste.

Non certo come nel Pd, la cui scandalosa lotta per le poltrone inaugurata il giorno dopo la sconfitta elettorale da D'Alema lo ha trasformato in una telenovela alla Beautiful.

E' curioso poi come moltissimi intellettuali, gli stessi che fino ad un anno fa erano per la "polemica gioiosa" inaugurata da Veltroni, adesso si azzardino a definire il Berlusconismo "un regime che dura da 15 anni". E' il caso di Eugenio Scalfari, che oggi su Repubblica scrive un articolo che fino ad un anno fa lui stesso avrebbe definito eversivo (ricordo ancora un suo articolo sull'Espresso, dove definiva irresponsabili i Di Pietro, i Travaglio etc. perchè facevano il gioco di Berlusconi).

Come al solito, se questi signori dovessero avere un'altra figlia, sicuramente la chiamerebbero Coerenza.

TAG:  AN  PDL  FUSIONE  FINI  BERLUSCONI  PD  POLITICA  PROBLEMI 

diffondi 

commenti a questo articolo 4
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
8 febbraio 2008
attivita' nel PDnetwork