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contributo inviato da bmm il 19 marzo 2009
"Una vera riforma non si fa con regolamenti più efficienti, con un maggior numero di leggi, ma assegnando responsabilità individuali e fornendo gli adeguati incentivi alle azioni virtuose. L'incentivo è necessario perché l'animale uomo si comporti da animale sociale. Ogni persona deve avere un obiettivo, e la convenienza a raggiungerlo. Se non lo fa si prende tutta la responsabilità della propria scelta. Questo rende il sistema meritocratico."

La meritocrazia è un sistema che cerca di favorire comportamenti virtuosi. Il problema della meritocrazia, problema molto serio, è la valutazione del merito. Come si può valutare un infermiere che magari fa iniezioni dolorose ma è capace di tirare su l'umore del paziente più depresso? E chi dovrebbe valutarlo?

A questa domanda i politicanti risponderebbero che si devono istituire commissioni e sperperare denaro, mentre la risposta dovrebbe essere molto semplice: chi ha assunto quell'infermiere lo deve valutare. Nell'osceno sistema Italia, nelle ASL, chi assume è, formalmente, lo stato stesso, quindi ecco la necessità di commissioni e altre burocrazie inutili. Nell'università è lo stesso: lo stato assume un ricercatore, dopo che una commissione di persone interne all'ateneo in questione effettua la selezione. Dopo tre anni il ricercatore viene valutato per decidere se confermarlo in ruolo o no, e qui scatta il meccanismo più bello: altre persone, interne all'ateneo, decidono se il merito del ricercatore è buono o no. In tutto questo processo, le persone che hanno preso la decisione di assumere, e quelle che hanno preso la decisione di confermare, non hanno praticamente nessuna responsabilità sulle decisioni prese. Quello che conta è che si seguano dei passi formali, facilmente plasmabili, e il gioco è fatto. Chi assume, si è dimenticato di chi ha tirato dentro, e chi conferma continua il proprio lavoro tranquillamente.

Mi pare ovvio che quello che manca è l'assegnazione della responsabilità diretta delle persone che prendono effettivamente le decisioni, negli esempi qui sopra relegandola allo Stato.

Una vera riforma non si fa con regolamenti più efficienti, con un maggior numero di leggi, ma assegnando responsabilità individuali e fornendo gli adeguati incentivi alle azioni virtuose. L'incentivo è necessario perché l'animale uomo si comporti da animale sociale. Ogni persona deve avere un obiettivo, e la convenienza a raggiungerlo. Se non lo fa si prende tutta la responsabilità della propria scelta. Questo rende il sistema meritocratico.

Chi ha assunto qualcuno che si è rivelato un incapace, deve pagarne le conseguenze, in termini di immagine, guadagni, o anche dello stesso posto di lavoro.

Non sento nessuno dire cose del genere, sento policanti parlare sostanzialmente si assistenzialismo o di rendere legale l'illegale, ma nessuno parla di una riforma seria. Ma io, sono di destra o di sinistra?
TAG:  POLITICA  STATO  UNIVERSITÀ  MERITOCRAZIA  CONCORSI  RESPONSABILITÀ  ASSUNZIONI  CONVENIENZA  INCENTIVO 

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