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contributo inviato da gaetanoamato il 19 marzo 2009
Dopo aver personalmente constatato la mole di chiacchiere che girano sul Sindaco di Avellino (doverosa la sua conferenza stampa), ribadisco un paio di punti che mi stanno a cuore: la tattica politica, il gioco delle candidature che si risolverà a quarantotto ore dalla presentazione delle liste (attualmente tutti dicono sì a tutti e quindi non si muove foglia, al netto di quello che si scrive e che si dice), ma non può e non deve interessarci molto. Non possiamo permetterci di votare un sindaco, un consigliere comunale ancora una volta solo e soltanto per amicizia, per debito, per riconoscenza. Lo dirò sino all'ultimo: in ballo c'è il futuro della nostra comunità, abbiamo la stramaledetta esigenza di pensare e costruire una identità, una funzione, un ruolo per Avellino e la sua provincia nel contesto regionale. Per farlo, occorre puntare innanzitutto su due concetti: lavoro e sapere. Questi concetti devono trasformarsi in programmi, progetti, in cose concrete: cosa ne facciamo dell'area industriale di Pianodardine, quali industrie pensiamo di insediare, qualità o quantità? Ed ancora, come immaginiamo di costruire un'offerta di saperi per i giovani, così da rendere Avellino un centro di attrazione per le giovani generazioni, magari non soltanto irpine? Ribadisco sino alla noia: nell'area della Caserma Berardi va fatto un campus universitario, magari anche con fondi privati. E' una bella sfida, anche per gli imprenditori irpini.
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