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contributo inviato da team_realacci il 15 marzo 2009

 Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca,

al Ministro dello Sviluppo Economico

Per sapere, premesso che:

il Governo italiano ha sottoscritto il Trattato Antartico il 18 marzo 1981 e il 10 giugno 1985 è stata approvata la legge n. 284 che istituiva il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).

Fin dal 1985 il suddetto Programma ha portato a termine, nell’arco di tempo 1985-2008, ventiquattro Campagne scientifiche nazionali realizzando anche una base permanente denominata Baia Terra Nova, ora Stazione Mario Zucchelli;

la presenza permanente nella base di ricercatori italiani permette all’Italia di confrontarsi scientificamente e tecnologicamente con le Nazioni più importanti presenti in Antartide;

l’Antartide è un continente vastissimo, con una superficie 52 volte l’Italia, coperto per il 98% da una coltre di ghiaccio che, oltre a essere la più grande risorsa di acqua dolce del pianeta, costituisce la condizione ideale per lo studio dell’assottigliamento dello strato di ozono, dell’effetto serra e del cambiamento climatico dell’intero pianeta;

il progetto di cooperazione scientifica sottoscritto da Italia e Francia nel 1993 ha permesso la costruzione di “Base Concordia”, che assieme alle altre due stazioni di ricerca russa e statunitense, è aperta anche nella stagione invernale. Essa rappresenta uno dei punti più avanzati per l’osservazione scientifica dalla costa e gode di una posizione ottimale, oltre che per gli studi di climatologia, sismologia e fisica dell'atmosfera dell'Antartide, anche per verificare l'adattamento umano a condizioni estreme;

il 28 febbraio 2009 nel corso della trasmissione “Tg2 Dossier – Laboratorio Antartide”, a cura di Rossana Ciani, è emerso quanto sia rilevante scientificamente e politicamente una concreta presenza italiana al Polo Sud e quanto essa sia pregiudicata dalla penuria di risorse. Inoltre è stato sottolineato come l’attuale situazione economica determini la possibilità dell’aggravante che i risultati ottenuti dall’attività di ricerca italiana possano essere poi presentati alla comunità scientifica da altri soggetti appartenenti al progetto di cooperazione internazionale;

inoltre è necessario considerare che la logistica di una campagna scientifica in Antartide comporta dei costi fissi molto alti: la costante riduzione dei finanziamenti costringe le spedizioni annuali a garantire la presenza fisica del personale in missione, lasciando poche risorse al progetto di ricerca in loco;

Secondo Carlo Alberto Ricci Presidente della Commissione Scientifica nazionale per l’Antartide (CSNA), nel 2006 con 19 milioni di euro a disposizione, la spedizione in Antartide ha dovuto tagliare l´80% della ricerca scientifica programmata. Nel 2007, i milioni di euro disponibili sono stati 13,8 e l´attività scientifica è stata ridotta di oltre il 90%. In assenza di risorse destinate al PNRA nella Legge finanziaria per il 2008, la CSNA, che assicura il collegamento con gli organismi scientifici del sistema del trattato sull'Antartide ed il coordinamento fra il PNRA ed altre iniziative di ricerca nazionali, ha deciso nel gennaio 2008 di sospendere la programmazione triennale in ed in extremis ha goduto di un finanziamento di 10 milioni di euro da parte del Miur, recuperati dal Fondo ordinario degli enti di ricerca e non da uno stanziamento ad hoc;

l’attuale difficoltà economica, come confermato dal Direttore del PNRA, Antonino Cucinotta, ha anche un impatto diretto sulla credibilità internazionale dell’Italia e sulla qualità della ricerca nella regione polare; si pensi, ad esempio, a quanto accaduto in occasione dell’ultima spedizione italiana, la XXIV esima, in cui i ricercatori italiani, sono stati costretti ad anticipare il termine della campagna annuale per una riduzione del budget e la mancanza di pianificazione finanziaria;

Si chiede pertanto

se i Ministri dell’Istruzione, Università e Ricerca e dello Sviluppo Economico, ciascuno per la propria parte di competenza, non intendano ripristinare i fondi dedicati alla ricerca anche attraverso l’istituzione di strumenti legislativi in materia al fine di consentire una pianificazione finanziaria continuativa e adeguata per permettere al Consorzio PNRA di predisporre un efficace attività di ricerca e programmazione pluriennale al pari degli altri Paesi presenti in Antartide.

Roma, 11 marzo 2009
On. Ermete Realacci

TAG:  BASE  RICERCA SCIENTIFICA  REALACCI  OZONO  INTERROGAZIONE  ANTARTIDE  PROGRAMMA NAZIONALE DI RICERCHE IN ANTARTIDE 

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