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contributo inviato da PDalessandria il 14 marzo 2009
[...]Anche se in ciò non ci fosse nulla di illegittimo, il comune sentire della gente suggerirebbe assolutamente di evitarlo.[...]

Il 14 Febbraio 2008 la Città  di Alessandria affida un incarico di consulenza per “aggiornamento ed alta formazione dei dirigenti” al dott. Salvatore CORRADO, Magistrato, Consigliere della Corte dei Conti, accettandone la “disponibilità offerta” e la “proposta avanzata”, per un importo di € 22.266,66 + IRAP, per un totale di € 23.966,66. L’affidamento viene “ordinato in economia”, ossia senza gara pubblica a norma del Regolamento comunale.

Il 7 Maggio 2008 la Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte delle Corte dei Conti (col seguente collegio: Ivo MONFELI  Presidente; Ugo REPPUCCI e Salvatore CORRADO Consiglieri;  Giuseppe Maria MEZZAPESA Referendario Relatore) delibera il Parere n. 12/2008, a seguito di richiesta del Sindaco di Alessandria “avente ad oggetto operazioni di cartolarizzazione derivanti dalla dismissione di beni del patrimonio immobiliare”. Il parere conclude che “si ritiene corretto non realizzare, per finanziare spese diverse da quelle di investimento, operazioni di cartolarizzazione che, in base alla decisione EUROSTAT, devono essere trattate come indebitamento delle pubbliche amministrazioni”.

Il 14 Maggio 2008 la Città di Alessandria determina “di confermare l’incarico precedentemente affidato al dott. Salvatore CORRADO”, impegnando la residua somma di € 19.972,23 precedentemente non impegnata.

Il 3 Dicembre 2008 la Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte delle Corte dei Conti (col seguente collegio: Ivo MONFELI  Presidente; Ugo REPPUCCI Consigliere;  Walter BERRUTI Referendario; Giuseppe Maria MEZZAPESA Referendario Relatore) delibera il Parere n. 39/2008, a seguito di richiesta del Comune di Alessandria rivolta a sapere se lo stesso Comune “può legittimamente rilasciare garanzia fideiussoria per la concessione di un mutuo ad una società di capitali interamente partecipata dal Comune (VALORIAL, ndr), finalizzato al finanziamento del corrispettivo dovuto dalla società al medesimo Ente per il trasferimento di beni immobili”. In sostanza, il Comune chiede di poter rilasciare una garanzia a favore di una sua società, a cui ha venduto  i suo immobili, affinché detta società possa chiedere in prestito alle Banche il denaro necessario a pagare il venditore, cioè il Comune stesso. Le banche presterebbero il denaro alla VALORIAL in cambio di una garanzia: detta garanzia dovrebbe essere fornita dal Comune, sotto forma d’impegno a pagare in caso d’insolvenza della VALORIAL. Insomma le banche non si fidano di VALORIAL e della sua capacità di vendere gli immobili realizzando un ricavo congruo.  Il parere della Corte dei Conti è negativo: il Comune non può prestare la fideiussione, cioè assumersi un rischio, poiché, a norma di legge, gli Istituti di Credito possono rivalersi “esclusivamente” sul patrimonio della VALORIAL. Infatti, proprio le norme sulla cartolarizzazione del patrimonio immobiliare hanno tra i principali obiettivi  quello di allontanare dal cedente (il Comune)  i rischi connessi alla gestione dei beni ceduti e di trasferirli sulle società che acquistano (in questo caso VALORIAL).


Il 31 Dicembre 2008 va – inaspettatamente – in  pre-pensionamento il Ragionere Capo del Comune di Alessandria Renzo Barbin.

Il 29 Gennaio 2009 (depositato il 10 Febbraio 2009) la Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte delle Corte dei Conti (col seguente collegio: Ivo MONFELI  Presidente; Ugo REPPUCCI Consigliere;  Walter BERRUTI Referendario; Salvatore CORRADO Consigliere,  Relatore-estensore), su richiesta del Comune di Alessandria del 15 Gennaio 2009 avente ad oggetto un “approfondimento con riesame” del Parere n. 39/2008, delibera il Parere n. 2/2009 il quale, pur confermando l’impianto del precedente, arriva a conclusioni affatto diverse, concludendo che il Comune potrebbe modificare il Proprio Regolamento di Contabilità, che attualmente non prevede – a norma di legge – che lo stesso Comune possa rilasciare fideiussioni a soggetti quali la VALORIAL. Potrebbe modificarlo anche in senso derogatorio rispetto alla Legge (Testo Unico Enti Locali), in forza di un’asserita potestà derogatoria di origine costituzionale, che darebbe quindi al Comune la facoltà di stabilire, con un Regolamento, una norma superiore a quella della stessa Legge. Di poter rilasciare, quindi, la fideiussione. Tralasciando l’art. 119 della Costituzione: i Comuni “possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento”. E la fideiussione è indebitamento. Precisa, peraltro, che la modifica è ammessa solo laddove sia verificabile un reale e diffuso interesse pubblico (e quale potrebbe essere, se non quello di realizzare opere durature per la comunità?).

Riassumendo:

Nel metodo.

Non discutiamo, ancora una volta, di legittimità. Lasciamo però ai cittadini il giudizio sull’opportunità che un Magistrato della Corte dei Conti – la più alta autorità dello Stato preposta al controllo della Pubblica Amministrazione – sieda in un collegio che istruisca un atto rivolto allo stesso Ente del quale è consulente e creditore (primo parere). E una seconda volta, sieda in un collegio addirittura come relatore-estensore. E lasciamo agli stessi cittadini il giudizio su Amministratori che accettino di fondare decisioni e atti amministrativi così delicati, importanti e gravidi di conseguenze per il bilancio comunale e per l’intera città, su un atto steso da un consulente incaricato dalla stessa Amministrazione comunale. Tanto più, se quell’atto parzialmente ne modifica un altro oggettivamente composto, a brevissima distanza di tempo, da ‘terzi’, cioè magistrati non aventi alcun rapporto presente o passato con il soggetto richiedente.
E’ legittimo chiedersi da chi siamo governati? E da chi i governanti siano controllati?
E’ legittimo il solito dubbio: l’Italia è governata col diritto? O lo è con le relazioni, i gruppi chiusi di potere, le amicizie? Di chi si possono fidare i cittadini? E quali sono le conseguenze di tutto questo dal punto di vista del bene collettivo?

Nel merito.

1.    L’entità dell’operazione cartolarizzazione/fideiussione è di 17.000.000 di euro.

2.    Dopo due anni di gestione gravemente discutibile e già da noi discussa in più occasioni, il Comune di Alessandria ha bisogno di soldi. Cerca di far cassa vendendo il patrimonio comunale a una sua società. Il problema è che non può far cassa, poiché la dismissione è ammessa dalla legge solo se i proventi vengano destinati a nuovi investimenti (che ad oggi, peraltro, la Giunta si ostina a non dichiarare).

3.    La Giunta Fabbio, nella persona dell’Assessore al Bilancio Luciano VANDONE, non si rassegna e insiste, incurante della linea tenuta invece dagli Uffici comunali, confermata dal primo e dal secondo parere (e anche dal terzo, se si esclude la questione “modifica del regolamento contabile”): a. non si possono utilizzare i proventi delle dismissioni di patrimonio per finanziare la spesa corrente, ma solo per realizzare investimenti utili alla collettività e che sostituiranno il patrimonio ceduto; b. il Comune non può assumersi un secondo indebitamento, tramite la fideiussione a VALORIAL.

4.    In realtà, anche questo parere, secondo i nostri legali (v. parere allegato), “pur arrivando a sostenere che il Comune, nell’esercizio della sua autonomia, con proprio regolamento può prevedere l’allargamento dei soggetti per cui il comune può prestare fideiussione anche al terzo rappresentato dalla società veicolo, non va a scalfire minimamente le sopraesposte ragioni per cui non risulta opportuno ed in sintonia con gli autorevoli indirizzi Eurostat il rilascio di una fideiussione da parte del Comune alla società partecipata per la cartolarizzazione”.

5.    E’ evidente che l’Assessore VANDONE è in cerca di liquidità: vuol realizzarla vendendo e svendendo il patrimonio comunale. In questo modo non solo rischia di operare ai limiti della legge, ma anche di arrecare un doppio o triplo danno alla collettività: a. privandosi del patrimonio; b. spendendo i soldi ricavati invece che accantonarli per nuovi investimenti; c. indebitando il Comune una prima volta con la fideiussione; una seconda volta con investimenti previsti – ammesso che li preveda –, ma irrealizzabili perché il denaro occorrente sarà stato già speso per le necessità ordinarie.

6.    Infine: qualora fossero messi a bilancio investimenti per 17.000.000 di Euro, il Comune di Alessandria sarebbe fuori dal patto di stabilità. Con tutte le conseguenze che ne deriverebbero. Si rende conto l’Assessore Vandone in quale cul de sac ha cacciato il bilancio comunale e la città? Ci chiediamo che cosa abbia fatto in questi due anni: era forse intento ad occuparsi di amministrazione bancaria? Ci auguriamo che non porti in quella sede la stessa competenza dimostrata nello svolgimento dell’incarico di assessore al bilancio e la stessa spericolatezza. Saremmo preoccupati per la CRAL. Ma forse è meglio che dedichi a quello il suo tempo, poiché siamo invece molto preoccupati per l’amministrazione della città e per il suo stesso futuro.

Concludiamo appunto con Luciano Vandone, il deus ex machina di tutta l’operazione. Da una parte Assessore al Bilancio del Comune di Alessandria, dall’altra membro del Consiglio di Amministrazione della Banca, la Cassa di Risparmio di Alessandria, che svolge il Servizio di Tesoreria per lo stesso Comune. In chiara posizione d’incompatibilità, quindi. A dicembre il nostro Capogruppo in Consiglio Comunale interrogò il Sindaco sulla sussistenza di detta incompatibilità. A fine gennaio il Sindaco rispose di aver chiesto parere legale al fine di definire “l’indirizzo amministrativo da adottare nel merito”. Ad oggi tutto tace, e l’Assessore Vandone è ancora al suo posto, anzi, ai suoi posti. Nel frattempo, il parere l’abbiamo chiesto noi e ci conferma l’incompatibilità, a norma del Testo Unico Enti Locali e dello Statuto Comunale. Nelle prossime ore decideremo le azioni da intraprendere per la contestazione formale. Pensiamo sia dovuto alla legge, ed a tutta la Città.

Alessandria, 11 Marzo 2008

Corrado Parise
Coordinatore

 

PARERE LEGALE - COMUNE DI ALESSANDRIA

OGGETTO: Parere Comune Alessandria.

Come noto, ai sensi della Legge n. 289 del 2002, anche il Comune (come altri Enti) può effettuare operazioni di cartolarizzazione dei proventi conseguenti alla vendita di beni immobili degli enti stessi.
Il Comune può cedere immobili preventivamente individuati ad una (o più) società “veicolo” che provveda ad effettuare operazioni di cartolarizzazione mediante emissione di titoli o attraverso l’acquisizione di finanziamenti.
Delle obbligazioni nei confronti dei portatori dei titoli e dei concedenti finanziamenti e di ogni altro creditore risponde esclusivamente il patrimonio separato.
Ciò risponde ad una logica di salvaguardia del patrimonio dell’Ente.
La “salute delle finanze dell’Ente” è la stessa logica a cui si ispira la decisione metodologica Eurostat n. 88/2007 del 25.06.2007 (Eurostat è l’autorità statistica a livello Europeo che sovrintende al sistema europeo dei conti nazionali e regionali -nell’ambito dell’applicazione del Regolamento (CE) n. 2223/96 del Consiglio anche tramite attività di una Commissione). Tale decisione ha evidenziato ipotesi di cartolarizzazione che devono essere trattate come indebitamento delle amministrazioni pubbliche e, dunque, assai sconsigliate ( se non inibite) alle Amministrazioni stesse.
Già l’art. 3 co. 17 L.350 del 2003 ( dell’ordinamento italiano) aveva ritenuto che costituissero indebitamento per gli enti le cartolarizzazioni con corrispettivo iniziale inferiore all’85% del prezzo di mercato (valutato da un’unità indipendente e specializzata).
La suddetta decisione metodologica n. 88/2007 di Eurostat del 25.06.2007 – riferita alle operazioni dal 01.01.2007- che supera anche il disposto della percentuale prevista dal sopra menzionato art. 3 co. 17 L. 350 del 2003 si pone in un’ottica di contenimento dei disavanzi eccessivi delle pubbliche amministrazioni. L’autorevolezza di Eurostat ne dovrebbe garantire l’osservanza.
Del resto non occorre essere laureati per comprendere che una parte differita di pagamento quale corrispettivo rappresenta per l’amministrazione un indebitamento.
Ed è proprio nell’ottica vista che va valutato un eventuale rilascio di fideiussione da parte del Comune alla Società veivolo quale garanzia per il mutuo contratto dalla società stessa per corrispondere i corrispettivi degli immobili ceduti dal Comune.
Non risulta certamente in linea con gli indirizzi Eurostat una fideiussione che l’Amministrazione X rilascia alla società Y ( di cui X è unico socio) quale garanzia alla banca per il prestito che la banca fa alla società Y per permettere ad Y di pagare gli immobili di X. NON è in linea perché anche il rilascio di fideiussione espone l’Amministrazione ad un rischio e rappresenta anch’essa una forma di indebitamento.
E a nulla valgono i pareri anche autorevoli che il Comune può farsi rilasciare per tentare di dimostrare il contrario.
Anche se, a dire il vero, i pareri di Corte dei Conti Sez. Reg. di controllo per il Piemonte n. 12/Par./2008 del 06/05/2008 e n. 39/Par./2008 del 02.12.2008, rispettivamente relativi ai nuovi indirizzi Eurostat e alla possibilità di rilascio di fideiussione, sono prudenti e non contrastano con quanto da noi osservato.
Quanto al parere n. 2/Par./2009 del 20.01.09, di approfondimento e riesame del parere n. 39/Par./2008, in verità, pur arrivando a sostenere che il Comune, nell’esercizio della sua autonomia, con proprio regolamento può prevedere l’allargamento dei soggetti per cui il comune può prestare fideiussione anche al terzo rappresentato dalla società veicolo, non va a scalfire minimamente le sopraesposte ragioni per cui non risulta opportuno ed in sintonia con gli autorevoli indirizzi Eurostat il rilascio di una fideiussione da parte del Comune alla società partecipata per la cartolarizzazione.
Un tale passo non risponde agli interessi finanziari del Comune.
Una osservazione va ancora fatta circa l’opportunità, per l’amministrazione di Alessandria, di avvalersi, quali consulenti o collaboratori a vario titolo del comune, di quegli stessi soggetti a cui poi fa riferimento per richiedere i pareri.
L’estensore del parere di approfondimento e riesame n. 2/Par./2009 è, infatti, lo stesso a cui il Comune con determinazioni n. 409 del 14 febbraio 2008 e n. 196  del 14 maggio 2008 ha affidato l’aggiornamento e l’alta formazione dei propri Dirigenti ed Alti Funzionari.

Anche se in ciò non ci fosse nulla di illegittimo, il comune sentire della gente suggerirebbe assolutamente di evitarlo.
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