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contributo inviato da mario69 il 14 marzo 2009
In questi giorni si parla molto del nome del nuovo soggetto che sta nascendo dal conglomerato fra i vendoliani, i DS, i socialisti e i verdi (n un altro post parlerò di queste parole. La parola che è stata al centro di critiche è libertà. L'obiezione che è stata fatta è che scegliere questa parola signifca scimmiottare maldestramente la destra, autoproclamatasi "Popolo delle libertà". La contro-obiezione è che questa parola appartiene alla cultura di Sinistra ed è quindi legittimo reimpossessarsene. Io sono d'accordo. La ragione non è tanto un fatto di proprietà, ma di filosofia del linguaggio.

La lingua non è un insieme di parole, ognuna delle quali descrive un'entità reale pre'esistente alla lingua stessa. E', invece, la nostra più importante risorsa cognitiva. In altri termini, capiamo il mondo attraverso la lingua. Le parole, sostantivi, verbi, avverbi, ecc., sono importantissimi strumenti di cui ci serviamo per dare un senso alla realtà. I sostantivi, in particolare, sono associati a delle idee che rappresentano cose, fatti, situazioni, comportamenti, ecc. Dire che la parola libertà è di Sinistra significa associarla ad un'idea radicalmente diversa dall'idea berlusconiana di io, capo del governo, sono libero di fare tutto quello che considero necessario per promuovere i miei interessi personali. Non possiamo permettere che questa parola acquisti questo significato in maniera immutabile. Il berlusconismo prevede una visione del mondo categoricamente opposta a quella della Sinistra. Con una fredda e calcolata operazione di mutamento semantico, il berlusconismo usa parole come libertà e popolo per sradicarle da una visione del mondo basata sull'eguaglianza e la giustizia sociale. Il nome Popolo delle Libertà potrebbe essere benissimo il titolo di un manifesto comunista. Se permettiamo che questa operazione abbia successo, cosa ci rimane da fare? Inventare nuove parole, mentre la destra saccheggia il lessico italiano? Mi sembra una dichiarazione di resa inopportuna.

Dobbiamo contrastare il berlusconismo, e dobbiamo farlo, anzitutto, riconsegnando le parole ai significati, ovvero alle visioni del mondo, a cui appartengono. 
TAG:  BERLUSCONISMO  PAROLE  LIBERTÀ  LINGUA  LINGUAGGIO 

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13 marzo 2009
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