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contributo inviato da Francesco Zanfardino il 13 marzo 2009



"Acqua e sale, mi fai bere... ". Così cantavano Mina e Celentano in una bella canzone di qualche anno fa. Una canzone che devono evidentemente immedesimarsi molti reggini, dato che a loro lo Stato davvero vorrebbe far bere "acqua e sale".

Proprio così: dai rubinetti di moltissime case di Reggio Calabria e dintorni da decenni esce acqua salata. Livelli di salinità altissimi, da acqua di mare: e, infatti, quella è proprio acqua di mare, pompata al posto dell'acqua dolce che ormai non c'è più. Il motivo? Il grande sviluppo di Reggio negli anni Settanta-Ottanta, che però non è stato accompagnato dall'adeguamento delle risorse idriche, facendo così in modo che i pozzi del centro si inaridissero sempre di più. Vi invito a guardare i due video sopra riportati, tratti dall'ultima puntata dall'ottima trasmissione "Presa Diretta" di Riccardo Iacona, andata in onda domenica scorsa (dalla prossima torna invece "Report", l'altrettanto ottima trasmissione della Gabanelli): un utilissimo excursus della vicenda dell'acqua di Reggio, fra promesse non mantenute, soluzioni che non hanno risolto, dighe rinviate di anno in anno, commissariamenti costosi ed inutili, docce fatte fuori casa, costose cisterne sui tetti, calcare, puzza di sale ed idraulici sempre più indaffarati. E una popolazione privata di uno dei più elementari diritti: l'accesso all'acqua potabile.

Uno scenario da Terzo Mondo, proprio a due passi da dove il nostro Governo ha deciso di destinare 6 miliardi ad un mastodontico Ponte che a quanto pare sarà talmente inutile da venire ripagato (forse) tra molti decenni. Se non crolla prima. Che volete, ad ognuno le sue priorità.

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