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contributo inviato da PDalessandria il 4 marzo 2009
Una battaglia per la trasparenza, l’uguaglianza e contro l’anti-politica

 

La moglie dell’Assessore (Zaccone), non è certo l’unico oggetto dei provvedimenti dell’Amministrazione comunale di Alessandria e delle sue partecipate. La dott.ssa Bruna è in buona compagnia, insieme al marito dell’Assessore alla Famiglia (Curino), consigliere d’amministrazione AMIU; al padre del capogruppo di FI in Consiglio Comunale (Priano), consigliere CdA CISSACA; alla moglie del Presidente C.C. (Grassano), consigliere ARAL; al figlio del Consigliere Regionale e Provinciale di FI (Cavallera), nominato nel 2008 direttore del FORAL (presidente Marco Melchiorre, membro della segreteria di Zaccone); al fratello del consulente dell’Amministrazione per il Piano Strategico (Malvezzi), consulente dello stesso FORAL.

 

E il Sindaco? Si direbbe che controlli e dia il buon esempio. Invece no: è il primo a dare il cattivo esempio, assistendo impassibile alla nomina del suocero, l’ottantottenne Giuseppe Cotroneo, a vicepresidente AMIU (e come tale legale rappresentante: non una carica da poco). In merito al caso-Bruna, il Sindaco si appellò alla competenza. Ci chiediamo se lo ha fatto e lo farà riguardo suo suocero, che non ci risulta essere un grande esperto di rifiuti. Ci chiediamo con quale credibilità il Sindaco possa parlare di ‘bene per la propria comunità’, come fa spesso,  quando non solo permette comportamenti che rischino di dare il senso della privatizzazione della cosa pubblica – ma addirittura, quel tipo di comportamenti adotta in prima persona. Quando predica bene – ed è il primo a razzolare male. Si aggiunga che il nome di Giuseppe Cotroneo non è mai apparso sul sito del Comune di Alessandria fra i consiglieri AMIU, come imporrebbe la Legge (Sindaco patrigno, peraltro: i parenti degli altri amministratori visibili; il suo no). Ancora una volta, i cittadini non devono sapere: perché se sanno, giudicano; e se giudicano, possono formarsi un’opinione: non sia mai! Tutto legittimo, ovviamente. Ma noi riteniamo che i cittadini debbano poter essere informati proprio delle cose legittime (sulle quelle illegittime, c’è poco da discutere). Perché non tutte sono opportune.

 

Nel nostro Paese c’è bisogno di più giustizia. E non c’è giustizia senza verità. La nostra è in primo luogo una battaglia di verità e di trasparenza. A favore del cittadino e a favore della politica.

C’è, poi, bisogno di più uguaglianza. Il nostro è un Paese che produce disuguaglianze, e spesso lo fa proprio attraverso la politica e l’amministrazione. E’ inaccettabile. Deve divenire inaccettabile per i cittadini – ma prima ancora per chi fa politica. Allora, chi ha responsabilità pubbliche non deve dare l’impressione che essere parente di chi amministri dia più vantaggi che essere un – semplice, dovrebbe bastare – cittadino. Tanto più ora, in tempi di “fine mese” sempre più precario per moltissimi.

La nostra, infine, è una battaglia per la politica e per il ripristino del senso dello stato. Un Paese che ritenga gli uomini politici come gli esempi estremi dell’inaffidabilità, e che si rassegni al saccheggio della “cosa pubblica”, sempre più “cosa nostra” è un Paese malato e senza futuro. Un Paese nel quale la stessa democrazia e lo stato di diritto sono corrotti e inservibili. Ma come combattere l’antipolitica, se non con un’assunzione piena di responsabilità da parte dell’intera classe governante?

Per tutti questi motivi, vogliamo che anche Alessandria si doti dell’Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei nominati (estendendola, quindi, anche ai nominati nelle società e consorzi partecipati). E’ una battaglia che da tempo conducono i Radicali Italiani. La facciamo nostra, invitando il Sindaco – come capo della coalizione e come amministratore – a fare lo stesso.

 

La proposta è sul nostro sito www.pdalessandria.net e su quello dei Radicali Italiani www.radicali.it .


Alessandria, 3 Marzo 2009

Corrado Parise

Coordinatore

 


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