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contributo inviato da team_realacci il 4 marzo 2009
Roma, 3 marzo 2009

“Nella ricostruzione che Corbellini fa sulla storia del nucleare in Italia ha probabilmente ragione quando dice che i petrolieri, agli inizi degli anni ’60, ebbero un ruolo nel frenare lo sviluppo dell’atomo. Diverso però è ciò che è accaduto negli ultimi decenni quando il nucleare si è fermato soprattutto per motivi economici. Attualmente in occidente sono in costruzione solo due centrali: una in Francia e una in Finlandia, la quale, peraltro, costerà il 50% in più di quanto previsto e avrà uno slittamento di quattro anni per l’avvio. Non è un caso, inoltre, che negli Stati Uniti le aziende private di produzione di energia elettrica dalla seconda metà degli anni ’70, ben prima di Chernobyl e del referendum antinucleare italiano, non avviano la costruzione di un nuovo impianto. E neanche i generosi contributi (18,5 milioni di dollari in crediti agevolati) della vecchia amministrazione Bush hanno cambiato questa situazione. Senza un notevole impegno di denaro pubblico il nucleare attuale non sta in piedi e chi sostiene che con il ritorno all’atomo si dimezzeranno i costi dell’energia del nostro paese, mente sapendo di mentire. Altro ragionamento vale per un forte impegno nella ricerca per arrivare a tecnologie nucleari sicure, la cosiddetta IV generazione che vede inoltre la presenza in Italia di eccellenti centri di ricerca. ”, la afferma Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd commentando le dichiarazioni dell’ex presidente dell’Enel Corbellini sul nucleare.
“Mi riesce difficile commentare infine le affermazioni sulle scorie nucleari”, aggiunge Realacci. “Ritenere le scorie nucleari, che rimangono pericolosissime per migliaia di anni, un falso problema perché fra settant’anni forse ci sarà una tecnologia in grado di renderle innocue è quantomeno discutibile. Sicuramente né io, né Corbellini ci saremo per verificarlo.”
 
Ufficio stampa On. Realacci
TAG:  NUCLEARE  REALACCI  SCORIE  CORBELLINI 

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