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contributo inviato da darwin il 3 marzo 2009

L'allarme.
Come riportato da seice in altro thread, ma sicuramente è conoscenza di tutti, il PIL dell'Italia nel 2008 è sceso di un punto percentuale e non di 0,6 come stimato dagli stimabili ministri del governo di destra. Solo l'Italia nell'euro gruppo ha riportato questo risultato. La cosa è gravisima perché giungiamo a questo anno terribile con già la zavorra del precedente. Non solo aumenta il differenziale fra noi e gli altri paesi europei di testa, fino allo scorso anno il differenziale era di un punto di PIL, oggi diventa 2 perché Francia e Germania hanno segnato una crescita di un punto percentuale, malgrado la crisi.
La decrescita maggiore vuol dire che il rapporto deficit PIL segnerà un ulteriore peggioramento e sicuramente avremo un innalzamento serio gà da questo hanno del rapporto fra debito pubblico e PIL.
Le conseguenze immaginabili sono una crisi strutturale forte del sistema Italia, la caduta anche dell'offerta restringe le possibilità di distribuzione di ricchezza e quindi colpisce ancora di più la domanda. Inolter diminuiscono le possibilità di ricerca, innovazione e progettazione di prodotto: chi rischia investimenti in questa fase?
Ora inizierà ad abbattersi la fase acuta della crisi e questo porterà a minori possibilità di esportazione ed un effetto domino di dimensioni terrificanti, ce colpirà ogni settore in Italia, peggio che negli altri paesi visti i risultati di partenza.

Le bugie.
La prima bugia, in verità quasi veniale, è quella messa in campo dal signor maghetto di Arcore e del fido scudiero Tremonti a dire che l'Italia è in una situazione migliore degli altri paesi, che qui la crisi finanziaria colpisce meno.
I fatti, i numeri sono lì a smentire questa grossolana affermazione e già questo dovrebbe provocare un sussulto di dignità e portare alle immediate dimissioni del ministro dell'economia e del governo tutto. Hanno taciuto la gravità della crisi, hanno cincischiato per molti mesi quando certamente questi dati erano già il loro possesso, perché non è possibile che il ministero dell'economia di una potenza del G8 nell'anno domini 2009 d.C. non sapesse queste cose.
Devo dire che trovo sorprendente che il Partito Democratico non abbia ancora fatto alcuna dichiarazione di condanna del comportamento dell'esecutivo, una situazione del genere dovrebbe richiedere la richiesta di dimissioni almeno del ministro dell'economia e forse una mozione di sfiducia. E' giusto stringersi intorno al bene comune in questi momenti ma certe responsabilità devono essere chiare. Questo governo ha la responsabilità già di 5 anni di scelleratezze, quando ha bloccato la crescita del paese quando ancora c'era spazio per una migliore crescita.
Per il bene del Paese dovrebbe rendere conto dei comportamenti.
Veniamo ora alla bugia più grave, che è resa lampante dalle dichiarazioni precedenti del governo.
Tutti hanno asserito che la crisi finanziaria ora sta portando i suoi effetti determinando la crisi dell'economia reale.
Falso, falso, falso.
La crisi strutturale, la crisi della domanda e quindi la crisi di sovrapproduzione, dovuta in larga parte agli squilibri di distribuzione di ricchezza, era già in atto da diversi anni, circa 6 anni in Italia. Solo che è stata mascherata con la strategia del credito facile, così da concedere ancora redditività al capitale e drogare l'economia. Un'autentica follia. Per garantire un reddito da capitale si è messo a rischio il capitale stesso, una follia suicida che ha molti colpevoli, in primo luogo i massimi dirigenti pagati per garantire un ritorno massimo del capitale investito nell'immediato, ma almeno i gandi investitori dovevano essere ben coscienti di mettere a rischio il capitale e con esso ogni possibilità di investimento per il futuro.
Riporto addirittura un articolo de Il Tempo, mica di sette comuniste.
Da "Il Tempo"]

L'utilizzo aumentato dell'11% rispetto al 2006

Carte revolving, ultima frontiera del debito

Compri oggi e paghi quando vuoi. E se non hai i soldi esistono le soluzioni più disparate. Nel 2008 i debiti delle famiglie italiane sono aumentati del 41,1% rispetto al 2007.
Nel 2008 i debiti delle famiglie italiane sono aumentati del 41,1% rispetto al 2007 secondo i dati statistici resi noti da Contribuenti.it, l’associazione che con lo Sportello Antiusura monitora costantemente il sovra indebitamento delle famiglie italiane. “Dall'inizio dell’anno - afferma Contribuenti.it - l'indebitamento medio è cresciuto toccando punte del 53,2% in alcune province italiane”. In totale quasi 525miliardi di euro. E’ in questo contesto che hanno trovato terreno fertile le “carte revolving”, l’ultima frontiera del debito e di chi ha il conto in rosso, l’altra faccia del credito al consumo che tra il 2006 e il 2008 ha registrato un vero e proprio boom con 12 milioni di sottoscrizioni ma anche un esercito di “indebitati”.

La carta revolving mette a disposizione del titolare una certa liquidità da spendere nell’immediato: dalla spesa al supermercato al pieno di benzina, ma nasconde costi e commissioni che, alle volte, si rivelano eccessivi. La differenza rispetto ad una carta di credito tradizionale è che il pagamento non avviene subito all’acquisto della carta ma bensì, in un periodo più lungo, concordato nel contratto stipulato. Quindi si compra subito ma si paga dopo con l’obbligo di saldare il debito a tassi d'interesse che oggi sono arrivati a sfiorare il 17-20 per cento.

La “Blu American Express”, la carta “Barclaycard”, la “Carta Aura” di “Findomestic Banca” e la carta “Bancoposta ricaricabile” offerta da Poste Italiane ma gestita dalla Agos sono alcune delle revolving più famose che invogliano a fare acquisti, dimenticando spesso che alla stipula del contratto si è stabilita una soglia massima, detta “fido”, oltre la quale non si può andare, pena l’applicazione di commissioni salatissime. Quando richiedi una carta di credito revolving è opportuno che tu valuti attentamente il costo effettivo legato al possesso e all’utilizzo dei servizi che questa ti mette a disposizione.

Tuttavia non sempre è facile capire quanto ti costa realmente, in quanto le voci di spesa sono numerose (spese per interessi, spese annuali, spese di incasso rata), e non sono facilmente integrabili in una misura di costo unica. In pratica la revolving prevede i medesimi servizi della carta a saldo, ma ha la caratteristica di “contenere” un affidamento, vale a dire un prestito. In altre parole, questa carta offre la possibilità di spendere del denaro indipendentemente dai fondi disponibili sul conto corrente e di ripagare ratealmente il proprio debito.

Nel 2008 l’utilizzo delle revolving è aumentato dell'11 per cento rispetto al 2006: stando alle rilevazioni Abi le carte di questo tipo circolanti in Italia ammonterebbero 4,3 milioni. Un vero business per le banche se si pensa che i costi a carico dell'utente si rivelano piuttosto esosi. Il Taeg - ovvero l'interesse effettivo - è mediamente del 19,30% secondo i dati resi noti dall'associazione di consumatori Altroconsumo. “Abbiamo da sempre cercato di mettere in guardia i concittadini contro i pericoli finanziari derivanti dall’utilizzo di carte revolving - sottolinea il segretario dell’Adusbef, (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari Assicurativi Postali), Mauro Novelli - Ma c’è ancora chi ritiene che il loro utilizzo altro non è che l’evoluzione del sorpassato acquisto a rate. La differenza invece è enorme. La carta revolving permette non l’acquisto di un bene a rate, ma l’acquisto a rate di tutti i beni oggetto della nostra spesa. Nel primo caso, si è in grado di valutare l’impegno finanziario della rata. Con la revolving - spiega Novelli - non si è assolutamente in grado di qualificare il peso finanziario delle spese che si vanno cumulando nel tempo. Con il vecchio acquisto a rate si era in grado di qualificare la quota aggiuntiva di carico sul reddito guadagnato. Con la carta revolving la valutazione non è possibile: finché il massimale non è raggiunto e finché si paga la quota, nessuno farà osservazione. Quando questa arriverà non sarà possibile chiudere il contratto se non pagando somme molto alte”. Nel 2008 nove italiani su 100 hanno “strisciato” le revolving.

Come sembrano chiare le bugie raccontate dal nostro governo (che evidentemente sapeva) circa la solidità del sistema Italia perché le banche sono solide, intanto la crisi striscia e diviene sempre più pericolosa, come un male oscuro che subdolamente si annida per massimizzare gli effetti devastanti.

Il baratro.
Senza più possibilità di spesa, con una perdita secca ed impressionante di posti di lavoro la frana è sempre più una minaccia reale. Ed il maghetto di Arcore balla sul Titanic insieme alla sua corte.
Esiste anche un altro effetto, i capitali investiti in finanziarie dal credito facile mica sono solo i grandi gruppi di investimento, sono anche detentori di piccole somme, pensionati e lavoratori che integravano con il ritorno di quegli investimenti stipendi e pensioni troppo basse, per poter sopravvivere. Ora quel capitale pu svanire di colpo a fronte delle insolvenze e così la loro speranza di vita.
Prepariamoci ad una lunga notte buia se non si parte subito con una risposta vera alla crisi ed alla sua causa prima, lo squilibrio della distribuzione della ricchezza, una globalizzazione che si è distinta per la caccia al minor costo di produzione, mentre i diritti del lavoro andavano salvaguardati dappertutto, perché sono anch'essi diritti umani.
Così il liberismo si è tagliato il ramo su cui era seduto, con una cupio dissolvi sta distruggendo il suo stesso capitale. Abbiamo chiaro cosa vuol dire le perdite in borsa di queste proporzioni.

Azzarderei una speranza.
Bloccare i pagamenti dei debiti per un anno così da dare un po' di necessaria liquidità a chi deve comprare, almeno gli investitori avranno salvo il capitale, ed iniziare una politica immediata di reditribuzione della ricchezza.
Progettare un nuovo sistema di investimento produzione compatibile con le risorse e che comporti un miglioramento reale della vita, con nuove intelligenze e competenze messe in campo.
Tutto il resto sono chiacchiere e corsa verso il burrone.

Il pessimista è un ottimista con esperienza.

TAG:  BERLUSCONI  TREMONTI  RICCHEZZA  CRISI ECONOMICA  INDEBITAMENTO DELLE FAMIGLIE 

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