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contributo inviato da Pierpaolo Farina il 2 marzo 2009

Anche io sono un ex-voto del PD.

Solo che a differenza di quello che dice Ilvo Diamanti, io sono sempre qua, a proporre invano una ricetta semplicissima, che se fosse stata adottata ai tempi, cioè nel Luglio 2007, forse ci avrebbe evitato un disastro dietro l'altro... e forse Veltroni non si sarebbe dovuto dimettere.

Non mi sembrava di chiedere la luna, quando chiedevo che il tema della Questione Morale non fosse lasciato ad un comico, ma fosse ripreso da uno dei leader del centro-sinistra (e ai tempi speravo in Veltroni): perchè ricordiamocelo, nonostante questo machiavellismo sociale imperante ovunque, l'etica rimane il culmine dell'attività di un politico, senza la quale mina la credibilità delle istituzioni e le basi della democrazia.

Mi ricordo ancora i risolini, le frecciatine, i veri e propri insulti che ricevevo in quella che una volta era stata la mia sezione DS: tutti ironizzavano sulla mia mancanza di realismo e sull'impossibilità di riproporre la Questione Morale, in quanto sarebbe sembrato un appiattimento sulle posizioni estremiste di Grillo.

Eh, già: come dissi al mio esame di maturità, la Questione Morale si chiama così quando è proposta da un politico di un certo spessore, mentre se a farlo è un esponente della società civile, viene chiamata Anti-Politica, minimizzando e sottovalutando la Crisi Morale profonda di questo Paese.

Diamanti si interroga dove siano finiti quei 3 milioni di elettori che corrispondono a circa il 10% dei consensi e dice: "Coloro che, dopo averlo votato un anno fa, oggi si dicono astensionisti, agnostici o molto incerti (circa il 30% della base PD) appaiono elettori consapevoli, istruiti, politicamente coinvolti. Rispetto agli elettori fedeli del PD, si collocano più a sinistra. Si riconoscono nei valori della Costituzione. Sono laici e tolleranti. Ça va sans dire. Oggi nutrono una sfiducia totale nei confronti della politica e dei partiti. Anzitutto verso il Pd, per cui hanno votato. Per questo, non si sentono traditori, ma semmai traditi. Perché hanno creduto molto in questo soggetto politico. Per cui hanno votato: alle elezioni e alle primarie. E oggi non riescono a guardare altrove, a cercare alternative.

La loro sfiducia, d'altronde, si rivolge oltre il partito di riferimento. Anzi: oltre i partiti. Oltre la politica. Si allarga al resto della società. Agli altri cittadini. Con-cittadini. Rispetto ai quali, più che delusi, si sentono estranei. Gli ex-democratici. Guardano insofferenti gli italiani che votano per Berlusconi e per Bossi. Quelli che approvano le ronde e vorrebbero che gli immigrati se ne tornassero tutti a casa loro. La sera. Dopo aver lavorato il resto del giorno nei nostri cantieri. Gli ex-democratici. Provano fastidio - neppure indignazione - per gli italiani. Che preferiscono il maggiordomo di Berlusconi a Soru. Che guardano Amici e il Festival di Sanremo, il Grande Fratello. Che non si indignano per le interferenze della Chiesa. Né per gli interventi del governo sulla vicenda di Eluana Englaro.

Non sono semplicemente delusi e insoddisfatti, come gli azzurri che, per qualche anno, si allontanarono da Berlusconi. Ma risposero al suo richiamo nel momento della sfida finale. Questi ex-democratici. Vivono da "esuli" nel loro stesso paese. Lo guardano con distacco. Anzi, non lo guardano nemmeno. Per soffrire di meno, per sopire il disgusto: si sono creati un mondo parallelo. Non leggono quasi più i giornali. In tivù evitano i programmi di approfondimento politico, ma anche i tiggì (tutti di regime). Meglio, semmai, le inchieste di denuncia, i programmi di satira. Che ne rafforzano i sentimenti: il disprezzo e l'indignazione.

Questa raffigurazione, un po' caricata (ma non troppo), potrebbe essere estesa a molti altri elettori di sinistra (cosiddetta "radicale"). Scomparsi anch'essi nel 2008 (2 milioni e mezzo in meno del 2006: chi li ha visti?). Non sarà facile recuperarli. Per Franceschini, Bersani, D'Alema, Letta. Né per Ferrero, Vendola, lo stesso Di Pietro. Perché non si tratta di risvegliare gli indifferenti o di scuotere i delusi. Ma di restituire fiducia nella politica e negli altri. Di far tornare gli esuli. Che vivono da stranieri nella loro stessa patria.
"

Ecco, "restituire fiducia nella politica e negli altri", questo è il tema fondamentale: io mi riconosco pienamente nella definizione di Diamanti, con la variante che guardo Amici e pure il Festival di Sanremo e non me ne vergogno (perlomeno non sono ipocrita).

Cosa ha fatto crollare inevitabilmente la fiducia nella politica e nel centro-sinistra negli ultimi 3 anni? La continua e assurda pratica di gestire il potere come ha sempre fatto la Destra, svendendo la superiorità morale della Sinistra ad un comico, che fa benissimo il suo lavoro, ma rimane pur sempre un comico.

Se nel 2007 Veltroni, anzichè chiedere l'AD unico per la Rai o resuscitare Berlusconi, si fosse concentrato a fare una severa e minuziosa pulizia etica, dando dei segnali alla società civile, forse questa non si sarebbe riversata in massa su Berlusconi: anche perchè non si capisce proprio perchè, se la Sinistra ruba come la Destra, questa debba essergli preferita.

Almeno Berlusconi dà da mangiare ai suoi maggiordomi e giullari, nonchè patetici fanatici in cerca di un lavoro. La Sinistra solitamente riesce a scontentare tutti al Governo, proprio perchè cerca di accontentare tutti.

 Del resto, già il 24 settembre 2007 scrivevo su questo blog che, se si fosse continuato con queste incursioni dall'alto nelle liste bloccate per le primarie, il Pd sarebbe nato malato già di autoritarismo e gerontocrazia, e promisi di non prendere la tessera, se le cose non fossero cambiate.

Addirittura a Luglio profetizzavo il Casino Democratico e tutti mi risero dietro, dicendo che ero pessimista. Mi sono diplomato addirittura con il massimo dei voti con la tesina sulla Questione Morale a giugno 2008, eppure anche lì tutti mi risero dietro.

In un anno e mezzo le cose non sono migliorate, anzi, sono peggiorate: ora ditemi, uno come me, che non ha mai svenduto i propri ideali per una poltrona, dovrebbe iscriversi ad un partito (o anche solo votarlo), quando questo ha di fatto tradito ogni speranza, ogni aspettativa, ogni ideale-valore che contraddistingue la Sinistra?

Come ho già detto il 9 gennaio, "Domine, Non Sum Dignus". E mi dispiace, perchè di gente onesta nel PD ce n'è tanta, purtroppo non nelle stanze dei bottoni.

Diamanti, sono colpevole: anche io sono un ex-voto del Pd, ma non sono io l'esule nel mio Paese, bensì questa classe dirigente che ogni giorno dimostra di non riuscire ad infondere senso dello Stato alla gente, perchè essa stessa non ce l'ha, ossia non sa indicare una via di sviluppo economico, sociale e politico a questo Paese.

Come al solito, antipolitico non è chi chiede una nuova politica, bensì chi si ostina a mantenere immutata quella attuale, facendo un danno al Paese, al proprio schieramento e alle speranze di cambiamento per il futuro.

http://www.enricoberlinguer.it

TAG:  EX-VOTO  PD  POLITICA  DIAMANTI  REPUBBLICA  QUESTIONE MORALE  FIDUCIA  ANTIPOLITICA 

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