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contributo inviato da Ideuskinki il 2 marzo 2009
 
Giuristi, magistrati, avvocati, giornalisti:
«il ddl Alfano è dannoso e inutile»
 

ROMA. Il 3 marzo alla Federazione Nazionale Stampa Italiana gli autori presentano il quaderno dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani. «Sottrae alla magistratura le armi contro il crimine, espropria i cittadini dei diritti».
Trenta tra giuristi, magistrati, avvocati, investigatori e giornalisti uniti in un solo giudizio: «il ddl Alfano è dannoso e inutile».
Lo spiegheranno anche a voce, martedì 3 marzo, dalle 11, nella sede della Fnsi a Roma, presentando il Quaderno realizzato dall’Unione Nazionale Cronisti Italiani : “Ddl Alfano, se lo conosci lo eviti”.
 
Si tratta di un volume di 224 pagine formato quaderno che analizza da ogni prospettiva il testo all’esame del Parlamento e offre anche un’ampia documentazione, tra cui il “Parere pro veritate” dei professori Enzo Cheli e Carlo Federico Grosso che la Fieg ha depositato alla Commissione Giustizia della Camera lo scorso ottobre.
«Il Quaderno non è un pamphlet polemico o un trattato scientifico», assicurano dall’Unci, «ma uno strumento di conoscenza, analisi e intervento messo a disposizione del Parlamento: un contributo molto qualificato affinché su temi di importanza determinante per una democrazia - efficacia della giustizia, libertà di stampa, tutela della riservatezza – possa disporre di opinioni e osservazioni che consentano di varare una buona legge».
Cosa che comporta la modifica radicale dell’impostazione del ddl Alfano, contro il quale l’Unci, d’intesa con Fnsi e Ordine, è stata fin da subito impegnata in prima linea avendo, tra l’altro, realizzato il “Giro d’Italia della libertà d’informazione” con 28 tappe in piazze e strade di altrettante città dell’intero Paese e contro cui i giornalismi lottano in modo convinto e compatto assieme agli editori.
Il Quaderno sarà inviato a ciascun deputato e senatore, oltre che ai rappresentanti delle Istituzioni. La versione in Pdf sarà scaricabile gratuitamente dal sito dell’Unci e da quelli di tutte le organizzazioni del giornalismo.

Alla presentazione interverranno gli autori: Lirio Abbate, Giorgio Altieri, Ettore Barcellona, Carlo Bonini, Rosi Brandi, Alessandro Brignone, Giuseppe Cascini, Gian Carlo Caselli, Enzo Cheli, Maria Francesca Chiappe, Guido Columba, Lorenzo Del Boca, Bruno Del Vecchio, Santo Della Volpe, Alessandro Galimberti, Luigi Ferrarella, Leonardo Filippi, Ennio Fortuna, Glauco Giostra, Carlo Federico Grosso, Arne Konig, Caterina Malavenda, Carlo Malinconico, Domenico Manzione, Roberto Natale, Luca Palamara, Stefano Rebechesu, Vittorio Roidi, Giovanni Salvi, Armando Spataro, Elsa Vidal. Ci sarà anche Piero Sansonetti, ex direttore di Liberazione, che ha scritto a favore del ddl. 

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IL LIBRO IN 10 FRASI

1. «Si vuole espropriare il diritto dei cittadini di sapere. Nessuno difende gli sbagli, ma non è galleria di orrori», Guido Columba, giornalista.

2. «Norme che depotenziano indagini e cronaca lascerebbero inappagata la sete di verità», Lirio Abbate, giornalista.

3. «Il ddl riducendo le possibilità di intercettazioni indebolisce fortemente il contrasto alla criminalità», Giorgio Altieri, Giudice del Tribunale di Cagliari.

4. «Nel ddl indubbi profili di incostituzionalità. La tutela della privacy è pretestuosa», Ettore Barcellona, avvocato.

5. «Il tentativo di controllare magistratura e stampa consuma il furto di un altro pezzo di libertà», Carlo Bonini, giornalista.

6. «La normativa vigente in tema di pubblicazione delle notizie di cronaca giudiziaria appresta una tutela di per sé già sufficiente a garantire il contemperamento del diritto alla libertà di informazione con il diritto alla riservatezza delle persone», Alessandro Brignone, giurista - direttore generale della Fieg.

7. «Lega le mani ai magistrati il divieto assoluto di superare i termini in qualsiasi circostanza», Giuseppe Cascini, magistrato - segretario Associazione nazionale magistrati.

8. «L’art. 1 della Costituzione stabilisce i limiti del potere. Magistratura e stampa essenziali per la democrazia», Gian Carlo Caselli, magistrato - procuratore capo di Torino.

9. «L’obiettivo è di non fare pubblicare nulla di nulla», Maria Francesca Chiappe, giornalista.

10. «Tutela della riservatezza abusata per emanare norme che non hanno alcuna giustificazione plausibile», Bruno Del Vecchio, avvocato

02/03/2009
TAG:  DEMOCRAZIA  ABUSO  OMERTÀ  ILLIBERALE  AUTORITARISMO  SCHIENA DRITTA  INSABBIARE  CONTROLLO DELLA MAGISTRATURA  STAMPA ASSERVITA 

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