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contributo inviato da Patadolla il 2 marzo 2009


Sabato mattina, una splendida giornata di sole, la primavera sembra aver preso il sopravvento, la temperatura tiepida, l’aria pulita, ci donano uno splendido cielo azzurro terso. Il tempo mette di buon umore dopo tante giornate di pioggia.

In una delle strade più note della movida romana, Monte Testaccio, alcuni dei promotori di generazione Obama attendono l’inizio del primo incontro del gruppo.

Siamo ospiti di una associazione culturale che si chiama Micro, uno spazio su più sale dove è in corso una mostra sul futurismo con esposizione di alcune opere di maestri siciliani e una taverna dove è possibile degustare piatti tipici del movimento (la cosa mi colpisce anche se purtroppo essendo la cucina in funzione alla sera la curiosità rimarrà insoddisfatta). Il titolare ci accoglie facendoci fare un giro dell’ambiente ed eleggiamo a “sede” del nostro primo appuntamento proprio la taverna.

Si arriva alla spicciolata complice la “pigrizia” del sabato mattina. Ci si comincia a conoscere e si familiarizza scambiandoci le prime impressioni. Il rappresentante di Eurobama invitato da Anthony Sistilli ci dona davvero un tocco di internazionalità che non guasta; la conversazione switch con rapidità dall’italiano all’inglese, siamo davvero la generazione multilingue che il presente impone.

Roberto il fondatore del gruppo decide che alle 10.45 è il momento di aprire l’incontro. Prendiamo posto e per prima cosa facciamo un giro di “presentazioni”. Siamo davvero un bel gruppo: diverse le esperienze professionali, vario il target di età dai 21 anni a salire, programmi educativi e percorsi di formazione internazionali, impegno in diverse realtà associative con una caratteristica comune “un patto generazionale” (vale per il gruppo 20,30, vale per una nuova generazione per il PD, Eurobama) un valore di fondo sotteso alla stessa creazione di generazione Obama.

L’idea che ha portato all’apertura del gruppo su facebook nasce il 5 novembre 2008, da una chiacchierata in Piazza del Pantheon dove il PD riunito festeggia l’esito delle presidenziali americane. Anthony Sistilli, rappresentante dei Democrats in Italy, e Roberto che ha scoperto il “fascino” della democrazia americana nel corso della campagna elettorale si confrontano sulla possibilità di tradurre lo spirito di cambiamento, la ventata di novità portata dal Senatore dell’Illinois a Washington anche nel nostro Paese. La speranza, quel rinnovato spirito di fiducia nelle capacità del popolo americano, quell’iniezione di concretezza nella politica dei palazzi potrebbe essere un antidoto anche alla crisi di rappresentanza in cui versa il nostro Paese a causa dello scollamento tra istituzioni e società, tra i rappresentanti (parlamentari, consiglieri ecc. ecc.) ed i rappresentati (il popolo sovrano).

Si interviene ancora una volta a giro… Mi piace questo modo di condurre le riunioni. Sono una sostenitrice del brain storming, del confronto informale specialmente quando l’obiettivo è elevato: in fondo noi qui vogliamo cambiare per quanto possibile il nostro mondo. C’è bisogno di concretezza, di contenuti, c’è voglia di impegnarsi con i fatti in modo che tante discussioni non rimangano solo esercizio di retorica ma divengano davvero punti fermi sui quali costruire un paese diverso. La capacità di ascoltare. Questo è un altro elemento che mi preme sottolineare. Ci si ascolta, ci si confronta. La sala è piccolina il rischio di intervenire e che il brusio possa sopraffare esiste ed invece no. Invece ci si rispetta. E’ un’atmosfera diversa, ed è una piacevole sorpresa.

Un’ulteriore nota deve essere fatta sulla decisione concretizzatasi nei fatti di tenere generazione obama fuori dal dibattito politico, o meglio fuori dall’idea che per incidere si debba necessariamente collegarsi a questo o quel gruppo. Trattandosi di un’ipotesi nuova, di un patto generazionale, non ci si distingue sulla locazione bensì sui valori sottintesi all’impegno. I principi, i valori nei quali ci si riconosce possono diventare una discriminante ma non l’ideologia che come sottolineato più volte è qualcosa che non esiste più.

Sono tre ore di discussione fitta, serrata. Sul gruppo grazie a Silvia e Enzo alcune immagini dell’incontro che si conclude con l’impegno concreto di ritrovarsi a stretto giro sulle singole tematiche

emerse (Occupazione e crisi economica, Riforme istituzionali e democrazia delle regole, Sanità e Welfare, Libertà di informazione) affinchè per ciascuna di esse possa essere presentato un documento che si traduca in azione ed impegno concreto anche con incontri specialistici cui invitare personalità che possano aiutare nell’approfondimento e nell’individuazione di soluzioni e progetti di intervento.

Il cammino è appena all’inizio ma l’entusiasmo è tanto. Come sottolineato da Claudio ed altri una delle cose più belle è che per la prima volta ci si sente meno “soli”!

In coda: rileggendo questo scritto mi sono resa conto che forse non ha la forma che si aspettava qualcuno di vero e proprio resoconto, sono più pensieri e riflessioni in libertà, per cui mi scuso se vi ho tediato e se tutto ciò non risponde a quanto gli stessi partecipanti si aspettavano io facessi, mi sono fatta prendere la mano… Estirperò tuttavia gli appunti a Roberto ed invierò a stretto giro il verbale vero e proprio dell’incontro!

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6 marzo 2008
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