.
contributo inviato da navenave79 il 2 marzo 2009
Ho appena sentito l'intervento di Gasparri su rainews 24. Nell'intervista Corradino Mineo ha chiesto al capogruppo del senato cosa il governo intende fare per tutti coloro che lavorano con forme contrattuali non inquadrabili nei contratti collettivi, in risposta il nulla. Anzi, la difesa della "legge Biagi" che, a detta di Gasparri, ha creato occupazione. Vero, ma di che tipo? In questo momento di profonda crisi vorrei che si riflettesse e si cominciasse una seria indagine sulla selva di forme contrattuali e sulla gestione delle stesse, perchè è giusto dare sostegno alle imprese per evitare la perdita dei posti di lavoro ma vanno fatti insieme controlli su assunzioni e "dimissioni": dopo quanto tempo questi lavoratori vengono riassunti? Con quali forme contrattuali? Di che sesso (sembra assurdo ma è vero) e qual è l'età della maggioranza di persone che compongono questo popolo mobile? Perchè confindustria, che giustamente chiede manovre concrete, non accetta ad esempio di assumere coloro che terminano il terzo contratto a tempo determinato indipendentemente dal tempo che intercorre tra le firme degli stessi?
La flessibilità è una componente essenziale del mercato del lavoro, ma se si permette, con sgravi fiscali e pochi controlli, che diventi instabilità genera gap e conflitti sociali che si amplificano in periodi difficili come questi. La povertà non è comunque un insostenibile costo sociale?

TAG:  LAVORO  ASSEGNO AI DISOCCUPATI  SUD  SICUREZZA  RONDE  BANCA DEL SUD  ECONOMIA  PRECARIATO 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
17 febbraio 2009
attivita' nel PDnetwork