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contributo inviato da karmapolitico il 28 febbraio 2009
Durante il fascismo la leggenda dice che i treni erano sempre in orario.
La cosa deve dare a fastidio a Berlusconi, si sa che i trasporti hanno qualche problemino.
Così pensa di impedire gli scioperi dei treni e degli aerei. Soprattutto degli aerei dove ha provocato il caos con la truffa alitalia e quindi i lavoratori sono avvelenati.
Vuole una delega al governo per farlo, non si fida del parlamento che potrebbe nonostante tutto ricordarsi che il diritto di sciopero è sancito dalla costituzione.
Si conrappongono due diritti quello dei cittadini di avere dei servizi puntuali e continui e quello dei lavoratori di protestare. Ma il diritto dei cittadini è un diritto individuale, a cui tengono molto i benpensanti egoisti che non tollerano di perdere tempo a causa delle esigenze altrui mentre quello dei lavoratori è un diritto collettivo che tutela i loro stipendi, le loro condizioni di lavoro, la loro dignità. Così con la scusa di dare una norma al conflitto tra questi due diritti si privilegia quello individuale, egoistico e poco importante nei confronti di quello vitale e collettivo.
Chi ha detto che in dittatura non c'è la libertà? C'è la libertà per pochi di fare quello che cazzo gli pare a svantaggio dei molti che invece non possono fare quasi nulla. La libertà praticamente illimitata del dittatore si basa sul fatto che le persone comuni non abbiano invece nessuna libertà o quanto meno ne abbiano pochissima.
La limitazione del diritto di sciopero nei trasporti è quindi l' ennesimo passo verso la poca libertà di tutti  e la piena libertà per pochi. Chi potrà opporsi? Non i sindacati addomesticati, non la CIGL ormai stretta nell' angolo e nemmeno i partiti di opposizione, non il capo dello stato che deve appianare i contrasti non fomentarli, non l'esercito che deve difendere la nostra libertà da qualsiasi attacco, figuriamoci poi i singoli cittadini che non hanno visto il loro diritto di voto fortemente ridimensionato dalla porcata calderoli.
Forse se si unissero cittadini, l' esercito, il capo dello stato, l' opposizione, i sindacati, cioè la maggioranza degli italiani, si potrebbe ancora difendere qualche diritto, ma in una democrazia è anomala una simile alleanza. In una democrazia ciascuno ha il suo ruolo e non è corretto mescolarli.
Ecco quindi il problema, la dittatura di Berlusconi si basa sulla finzione che viviamo ancora in democrazia. Se rifiutiamo quella finzione siamo ancora in grado di ribellarci, se la accettiamo non abbiamo strumenti per contrastarlo e lui può continuare a toglierci libertà e diritti senza utilizzare mezzi palesemente violenti.
TAG:  BERLUSCONI  DITTATORE  LIBERTÀ  DEMOCRAZIA  TRASPORTI 

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