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contributo inviato da loriscosta il 26 febbraio 2009

 


Da Repubblica apprendiamo che i prossimi scioperi saranno virtuali...finora si è scioperato per contratti virtuali, forse così si avranno risultati migliori, che dite?

Sciopero virtuale. La delega al governo prevede "l'istituto dello sciopero virtuale, che può essere reso obbligatorio per determinate categorie professionali le quali, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delel specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale". In sostanza, lo sciopero viene regolarmente proclamato, ma i lavoratori vanno regolarmente a lavorare per garantire il servizio ai cittadini.
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commento di Anpo inviato il 26 febbraio 2009
Caro Marco sono lieto di sentirlo. Anche se non riesco a capire come possano le altre sigle sindacali mostrarsi possibiliste. Lo stesso dicasi per Pietro Ichino che ha dichiarato, a titolo personale, che la norma sullo sciopero virtuale è votabile anche dal Pd.
Ma dico io come si può votare una norma che preveda che l'operaio lavori gratis e che il suo stipendio vada in beneficenza? Ma il danno per il datore di lavoro, che nei casi di trasporti pubblici è pubblico quindi se ne infischia di lavorare eventualmente in perdità, dove sta?
commento di partigiano49 inviato il 26 febbraio 2009
Quale migliore occasione per verificare il "nuovo" PD ????.
Ci metteremo ancora a dialogare, dicendo che lo sciopero non si tocca ma si può anche toccare, che per i ferrovieri e gli autisti dei bus, gli infermieri, enel, gas, ecc. è giusto limitarlo....(già ci sono delle norme)
Attenzione!! si inizia piano con la limitazione ad alcune categorie ottenendo anche un certo consenso e poi via via si passa a tutti, la tecnica è vecchia :si mettono i pendolari contro i ferrovieri, i malati contro gli infermieri,i viaggiatori contro i taxisti ecc., si arriva tutti contro tutti e così senza accorgersene il diritto di sciopero verrà limitato per tutti tranne che per i precari, tanto se fanno sciopero li licenziano.
Il tutto era già previsto nel piano della P2 di Gelli ed inoltre è anche una buona occasione per deviare l'attenzione dalla crisi e dalle varie emergenze.
Vediamo se anche stavolta l'unico che alza la voce è Di Pietro.
Se passa questa siamo proprio allo sfascio (o al fascio ?).
commento di nicoli marco inviato il 26 febbraio 2009
Caro Anpo, forse Epifani ti ha ascoltato e ti ha risposto alla svelta. Certo che le cose si susseguono di giorno in giorno, ma la Cgil mi sembra che abbia subito fatto sentire la sua voce ed anche con durezza: Epifani non ha dubbi, se il governo andrà avanti per la strada intrapresa sullo sciopero cosidetto virtuale saremo al "muro contro muro". Cisl e Uil ormai sono ostagge della logica che ha portato alla firma dell'accordo separato e i loro segretari, Bonanni e Angeletti, si sono invece affrettati a dichiararsi favorevoli all'ipotesi al vaglio del consiglio dei ministri.La chiamano "regolamentazione dello sciopero", natrualmente per proteggere i diritti dei cittadini, ma così facendo si affossa una dei più elementari e antichi diritti dei lavoratori, che poi anche loro sono cittadini della Repubblica. Scandalosa é anche la norma che prevede il 50% per proclamare uno sciopero.
Comunque sarà dura: il governo tira avanti nelle convinzione di avere gran parte dell'opinione pubblica dalla sua parte, mentre i lavoratori sono divisi, stante le posizioni divaricate dei sindacati. Si fa fatica a comprendere la
reale portata di questa questione, che mina la Costituzione ed apre le porte a regole sempre più restrittive nei confronti di chi lavora e mantiene il Paese.
E' proprio dal Paese, che dovrebbe insorgere contro certe leggi liberticide, viene invece solo un flebile lamento. Quando la libertà viene limitata e mortificata prima o poi toccherà a tutti a pagarne il prezzo. Se non si capisce questo allora é finita!!
commento di pietrogiovanni inviato il 26 febbraio 2009
Il diritto allo sciopero è una conquista ottenuta col "sangue" dai nostri padri e dai nostri nonni, ne sanno qualcosa i braccianti siciliani quando dovevano subire le manganellate dei celerini dell'allora ministro dell'interno, nonchè conterraneo, Scelba. Cari giovani se non riusciremo a difenderlo oggi, pur con le dovute regole civili, oltre che una nostra sconfitta sarà anche un tradimento per tutti quelli che quel sangue hanno versato. Altro che sciopero virtuale! Ma davvero meritiamo di essere governati da questa gente? Per pietà, fatelo almeno per pietà, Finocchiaro, Bersani, Fassino, D'Alema abbiate un sussulto d'orgoglio. Sveglia, sveglia, sveglia!
commento di nicoli marco inviato il 26 febbraio 2009
Il governo maschera provvedimenti liberticidi con la giustificazione che lo sciopero danneggia e crea disagi ai cittadini-utenti, in realtà si vuole eliminare il diritto di sciopero che é rimasta l'unica arma ai cittadini, utenti e lavoratori, per difendere e tutelare i propri interessi.
E' un attentato, anche questo, alla Costituzione.
Purtroppo, proprio il Popolo che dovrebbe insorgere e ribellarsi a questa ennesima arroganza, sembra in gran parte disinteressato, anzi addirittura favorevole e, come dicono i vecchietti, canta "per fortuna c'é Silvio".
La sciopero virtuale poi é una burla, anzi una truffa bella e buona: aderisci, ma lavori lo stesso, però non vieni pagato. Un vero ricatto per i lavoratori: bisognerebbe mobilitarci alla svelta e scioperare davvero in massa contro questa nuova proposta scandalosa.
commento di w.tromb inviato il 26 febbraio 2009
Ci viene spontanea una riflessione. Oggi si accusano i comunisti come noi di essere stati causa dello sfacelo del Paese. Si va bene ci assumiamo tutte le colpe. Timidamente vogliamo però dire che le conquiste nel campo lavorativo sono frutto della nostra lotta e del nostro sangue.
Noi con l’idea del comunismo quello dal volto umano abbiamo potuto lavorare e anche se con enormi sacrifici avere una casa e una pensione, oggi voi giovani che cantate “ per fortuna che Silvio c’è” cosa avrete consolidato alla nostra età? Pensateci e riflettete.
commento di Anpo inviato il 26 febbraio 2009
In proposito Rosy Bindi ha detto oggi:
"Il governo sbaglia tempi e modi per intervenire sulla regolamentazione del diritto di sciopero nel trasporto pubblico. La scelta di un disegno di legge delega che incide in maniera cosi' rilevante su questa materia appare molto problematica, sembra infatti prevalere la volonta' politica di sterilizzare il dissenso che non la ricerca di contemperare i legittimi interessi dei lavoratori e degli utenti. Lo sciopero e' un diritto costituzionalmente garantito, limitarne il ricorso in presenza di una situazione economica e sociale assai difficile diventa pericoloso soprattutto se queste norme dovessero configurarsi come il nuovo tassello di una strategia che produce la divisione tra i sindacati e la contrapposizione tra lavoratori. Serve prima di tutto un confronto con le parti sociali e con il Parlamento, espressione della rappresentanza dell'interesse generale"
Mi pare un presa di posizione più dura perfino di quella della CGIL
commento di renato63 inviato il 26 febbraio 2009
Gli ultimi lavori di questo Governo o di questo Parlamento:
- Bavaglio all'informazione;
- Ronde private;
- riduzione del diritto di sciopero.
Mi sembra un po' troppo la riproposizione del ventennio......
A quando il rapimento di un qualche deputato o senatore che parla troppo?
Hanno ragione i Novantenni (forse gli unici degni di essere scritti con la maiuscola), quando ci imposesseremo delle piazze?
Saluto democratico e antifascista
commento di inviato il 26 febbraio 2009
Credo che se il Pd non si pronuncerà in modo netto in difesa del diritto allo sciopero beffato dal governo,si scioglierà rapidissimamente come neve al sole.Non può tacere su questa mostruosa provocazione che è un'ulteriore aggressione alla Costituzione da parte del governo
commento di Anpo inviato il 26 febbraio 2009
Quello che non riesco a capire è la posizione "soft" del sindacato (perfino della CGIL) su questo tema. Lo sciopero per avere successo deve necessariamente causare disagi.
Avete mai visto un imprenditore che scende a patti con gli operai se questi pur scioperando continuano a lavorare?
Lo stesso vale per il settore pubblico
commento di w.tromb inviato il 26 febbraio 2009
Giustamente se i lavoratori non hanno più il diritto al lavoro, a cosa serve il diritto allo sciopero?
Cosa aspettiamo a scendere in piazza e fare le barricate?
La cosa fa incazzare noi novantenni, come potete sopportarla voi giovani?
commento di inviato il 26 febbraio 2009
Cos'è,una presa per i fondelli?Oltre al danno la beffa?Dunque,dice l'ineffabile ministro della P2,non tocchiamo la Costituzione e il diritto di sciopero.Ma chi vuole fare sciopero lo deve dire prima.Ma deve restare al lavoro e gli togliamo però la retribuzione di una giornata,per la sua dichiarazione.Sembra la commedia di un teatro nuovo,quello berlosconiano,il teatro delle beffe,appunto
commento di cristinasemino inviato il 26 febbraio 2009
Propongo di scioperare dall'essere cittadini italiani: si resta in Italia, ma non si pagano le tasse, se prima tutti coloro che non le pagano, perchè tutelati dalle loro lobby, non vengono "acciuffati" dalla Guardia di finanza!
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