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contributo inviato da Anpo il 23 febbraio 2009

Per quanto mi sforzi o ci ragioni sopra non posso fare a meno di vedere nelle discussioni sul federalismo, sul presidenzialiasmo (pieno o semi) tutte cose lontane dai cittadini, i cui effetti benefici per il funzionamento dello Stato mi sembrano poco chiari. Così ho deciso di proporre 3 piccoli cambiamenti ad altrettanti articoli della Costituzione che credo potrebbero essere apprezzati dagli Italiani e che porterebbero, almeno in termini di fiducia per la politica, un sostanziale beneficio.

Una volta raccolti i pareri del forum in proposito sarà mia cura inviare agli indirizzi internet di PDL, Lega, UDC, PD e IDV questo post e vedere cosa ne pensano. Sono riforme molto semplici che, volendo si possono fare in pochissimo tempo.

1) Art. 67 Cost.

Testo vigente: Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Testo riformato: Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
Tutavia la convinzioni personali del parlamentare non devono, in alcun modo, influenzare l'impegno preso, davanti alla Nazione, nei confronti dei cittadini

2)Art. 68 c.2-3.

Testo vigente: Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

Testo riformato: Senza autorizzazione della Presidenza della Repubblica, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

3) Art. 69 Cost.

Testo vigente: i membri del Parlamento ricevono un'indennità stabilita dalla legge

Testo riformato: i membri del Parlamento ricevono un'indennità stabilita dalla legge.

Tale indennità non può, in alcun caso, superare il limite massimo di  euro 36.000 annui





 
TAG:  RIFORME  COSTITUZIONE  PDL  PD  INDENNITÀ  INTERCETTAZIONI  VINCOLO DI MANDATO  GOVERNO  PARLAMENTO  PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

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commenti a questo articolo 0
commento di barbarossa inviato il 24 febbraio 2009
art. 67 - mi sta bene come è. Tocca all'elettore decidere se riconfermare l'eletto.
art. 68 - mi pare una buona idea, ma (vedi all'art. 69)
art. 69 - una cifra assoluta indicata in Costituzione è inapplicabile, lasciare ai parlamentari la decisione sull'entità delle loro retribuzioni, come si è visto, è sbagliato, anche se € 36.000 annui (lordi o netti, con le spese o senza) mi sembrano pochi. Invece di aumentare i compiti del Presidente della Repubblica, penserei a un nuovo organismo, con una quindicina di membri eletti dal Parlamento, che autorizzi senza appello gli atti giudiziari previsti dall'art. 68, e che decida la misura delle indennità ai parlamentari. Con due regole, maggioranza dei 3/5 degli aventi diritto per l'elezione; inamovibilità a vita (o fino a dimissioni) dei membri, in modo da svincolarli dai loro elettori.
commento di salvo sr inviato il 24 febbraio 2009
Art.68 - La legge dovrebbe essere uguale per tutti. Quindi se un parlamentare commette un reato non vedo perchè non dovrebbe essere tutelato.
Art 69 - Mettere un limite massimo è comprensibile, ma non nella costituzione. Per ridurre ulteriormente i costi della politica bisognerebbe ridurre il numero dei parlamentare che è indubbiamente eccessivo.
commento di partigiano49 inviato il 23 febbraio 2009
Attenzione!! l'Art. 68 così come lo proponi rappresenta un irresistibile invito al Silvio per farsi eleggere Presidente della Repubblica così oltre a non far processare se stesso tira fuori pure i suoi compari.
Penso anch'io che i parlamentari, ministri e Presidenti debbano avere le stesse garanzie di tutti i cittadini per i reati comuni.
Per l'indennità, al di là della cifra, la legherei alla presenza effettiva : ogni giorno di presenza (controllata) 1/300 della cifra annua stabilita e 1/300 dei contributi pensionistici, è ora di finirla che oltre allo stipendio da parlamentare continuino a farsi i cazzi loro con lauti guadagni aggiuntivi
commento di piet inviato il 23 febbraio 2009
Sono d'accordo con savapen.
Per quanto riguarda lo stipendio, fino 5000 € al mese,
potrebbe andar bene.
NON OLTRE!

PENSATE, QUANTO SONO LONTANI OGGI DA QUESTI VALORI!
commento di franzfois inviato il 23 febbraio 2009
L'art. 67 va bene così com'è. Spetta a noi non votare quelli che hanno una coscienza in vendita.
Piuttosto, modificherei l'art. 74:
Testo vigente: Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.
Testo riformato: Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
Se le Camere approvano nuovamente la legge, egli può chiedere di sottoporre la nuova legge al vaglio di costituzionalità da parte della Corte Costituzionale. La Corte si esprime entro tre giorni dalla richiesta.
Su iniziativa del Presidente della Repubblica
commento di savepan inviato il 23 febbraio 2009
Art. 67 - Il fatto che un parlamentare rappresenta la nazione Italia (non la Svizzera) che, da costituzione, è uno stato laico, implicherebbe già la tua riforma.
Per questo affermo che la libertà di coscienza è l'ultimo alibi degli imbecilli.
Art. 68 - Poichè è un residuo ottocentesco, andrebbe semplicemente abolito; poichè oggi siamo (finchè dura) in democrazia, dovrebbero essere sufficienti le garanzie che vengono accordate ad ogni cittadino di qesta Repubblica; al massimo gli atti vengono inviati alla Camera di appartenenza per conoscenza.
Art. 69 - Daccordo. Ma assieme bisognerebbe riformare il finanziamento pubblico dei partiti che, essendo delle associazioni, oggi non sono obbligati a redigere e certificare i bilanci, secondo quanto previsto dai codici.
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11 marzo 2008
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