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contributo inviato da Patadolla il 23 febbraio 2009

Ho preferito prendermi 2 giorni di riflessione prima di scrivere dell’assemblea di sabato. L’ho fatto volutamente per cercare di essere il più obiettiva possibile non tanto sull’analisi di quanto accaduto quanto piuttosto in prospettiva di quanto dovremo fare d’ora in avanti.

La battaglia per le primarie subito, l’abbiamo fatta fino in fondo. Abbiamo sostenuto – assieme a tanti altri amici – la necessità che dopo le dimissioni di Walter ci fosse modo di restituire la parola al “popolo del PD” ma abbiamo perso.

La presidenza sabato ha deciso di aprire i lavori iscrivendo subito all’ordine del giorno la votazione sul modus operandi. 5 interventi a favore e 5 contro, quindi cinque a favore di chi era per eleggere Franceschini alla guida del Partito fino al congresso di ottobre e cinque contrari a questa decisione e conseguentemente favorevoli all’autoscioglimento dell’assemblea nazionale e al ritorno alle urne. Non mi addentro nei dettagli perché di quanto accaduto avrete ampiamente letto sui quotidiani di domenica, mi preme piuttosto darvi la mia idea di quanto fare di qui in avanti. Mi preme piuttosto “rendere conto” a voi di quanto ho fatto e farò.

Ho votato contro l’idea di una reggenza e mi sono comportata di conseguenza sulla votazione successiva. Per coerenza dico anche che però sono dell’idea che oggi bisogna andare avanti e lavorare tutti assieme alla “costruzione del nostro PD”.

Le battaglie si fanno sempre, si possono vincere o perdere ma se si crede in qualcosa le si fa comunque. E’ però vero che se crediamo al nostro progetto, se crediamo che del Partito Democratico ci sia davvero bisogno, se pensiamo che comunque dobbiamo qualcosa ai milioni di persone che con il loro voto ne hanno sostenuto la nascita alle primarie del 14 ottobre 2007, e successivamente, con il voto alla passata tornata elettorale, ci hanno dato fiducia, allora si ha il dovere di andare avanti.

La mia idea “romantica” di Politica dice che i valori, i principi, vengono prima. La Politica è servizio, è la ricerca del “bene comune nell’interesse della collettività”. Le idee camminano sulle gambe degli uomini ma hanno un valore intrinseco che prescinde: per questo “gli uomini passano le istituzioni restano”.

Da ciò la mia voglia di guardare avanti, da ciò la mia frase di sabato “Dico solo torniamo a lavorare assieme x il ns partito!”.

E su cosa lavorare se non sui contenuti? Sono convinta che ci sia bisogno prima di tutto di un dibattito vero su cosa vogliamo, su quali sono le radici fondanti il nostro impegno. In politichese “la piattaforma programmatica sulla quale confrontarci e sulla quale procedere”. Come la pensiamo sui grandi temi? Come la pensiamo ad esempio – giusto per non smentirmi comincio da ciò – sul prossimo referendum elettorale passato sotto silenzio sia dall’opinione pubblica che dal dibattito politico? Cosa facciamo sul testamento biologico e la libertà di cura? Cosa vogliamo farne dei diritti civili? Cosa ne pensiamo della libertà di informazione? E sulle ronde?

Nonostante tutto credo che le cose che ci uniscono siano più di quelle che ci dividono. Anche contrariamente alle presunte appartenenze passate!

Giusto per cominciare ad aprire il dibattito vi do la mia posizione sui temi proposti (sono una minoranza troppe cose avrei da dire):

  • Referendum: sì. Assolutamente sì. La battaglia sulle regole del sistema elettorale fa parte di una battaglia più complessiva sulle regole stesse della democrazia.
  • Testamento biologico e libertà di cura: sì perché la libertà è un bene prezioso e ciascuno deve essere libero di scegliere.
  • Diritti civili: sì sempre perché siamo in un paese libero.
  • Ronde: no. Mi sa tanto di passato, è come vedere un deja vu e in uno stato di diritto non è ammissibile l’idea di “farsi giustizia da soli”.

Ovviamente questi vogliono essere spunti di riflessione, so che non si può esaurire così il dibattito – non sarebbe serio e non mi appartiene il giocare sugli “spot” che vogliono dire tutto e niente - e sarò contenta di confrontarmi con tutti quelli che vorranno farlo. Sempre e comunque.

E per cominciare a trovare dei luoghi di discussione sui contenuti, e quindi al di là di tutto, do appuntamento a tutti con Generazione Obama sabato prossimo 28 febbraio 2009 dalle 10.15 alle 13.30 a Roma in via Monte Testaccio, 34.

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