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contributo inviato da betelgeuse08 il 19 febbraio 2009
Gli "spot", lo si è visto, è il modo col quale vuole governare Berlusconi.
Lo spot però, per essere efficace, deve trovare un terreno fertitile che lo accolga.

Studi sociologici dimostrano come un messaggio, vero o falso che sia, ripetuto piu' volte viene assimilato da chi l'ascolta.
Di piu': noi tendiamo ad abbassare le difese verso quelle informazioni che diamo per acquisite.
Per cui, se in qualche modo siamo convinti che vi sia una "emergenza sicurezza", tutti i messaggi che riceveremo dai media, in sintonia con questa convinzione, non verranno da noi rifiutati e, anzi, immediatamente "metabolizzati"

Sugli stupri la campagna è martellante. Ma davvero sono aumentati e lo sono al punto da potere parlare di emergenza sociale?
Dai dati dell'ISTAT pare proprio di no.
Ci sono alcune palesi fasità che vale la pena di smentire.
La prima: i delitti contro la persona e il patrimonio sono sostanzialmente stabili e non hanno mostrato apprezzabili variazioni nel corso dell'ultimo ventennio.
Cambia la composizione delle "voci": meno omicidi, piu' stupri.
Parliamo però di numeri tutto sommato piccoli.

Se consideriamo il "capitolo" violenza alle donne, l'ISTAT in una sua recente indagine, ha stimato che oltre sei milioni di donne nel corso della loro vita hanno subito una violenza.
Numeri che evidenziano come la liberazione della donna da abusi, soprusi e subalternità sia ancora un processo incompiuto.
L'ISTAT ci dice anche che la stragrande maggioranza delle violenze avviene entro le mura domestiche, ad opera di ex mariti, ex fidanzati.
A queste si accompagnano gli episodi di incesto, molestie, e altre pratiche lesive della persona e della dignità della donna.

Credo che il PD non debba prestarsi a campagne qualunquistiche, che hanno il solo scopo di dimostrare come l'insicurezza nelle città dipenda, in modo quasi esclusivo, dai clandestini, dai rumeni e, in generale dagli extracomunitari.
Penso che il partito debba avere il coraggio di sfidare la pubblica opinione, anzi, oserei dire il "banal-pensiero" costruito ad arte per poi giustificare manovre autoritarie da parte del governo.
Sfidare e nello stesso tempo orientare, con una campagna che tenda a ristabilire la verità.

Il PD non può legittimare un clima da "assalto ai forni" di manzoniana memoria.

Penso che la forte emorragia registrata nelle recenti tornate elettorali dica una cosa chiara e forte: la debolezza del PD sul piano etico e dei valori.
Al partito si rimprovera debolezza, mancanza di coraggio.

Sarà anche vero che l'antiberlusconismo non paga; ma è anche vero che in questo paese si è fatto molto rumore sulle dimissioni di Walter Veltroni e sia passata quasi sotto silenzio la condanna di Mills ( e, implicitamente la condanna morale dell'iperprotetto premier).
Non dico che il partito debba farsi prendere da una deriva populista di sinistra o da atteggiamenti forcaioli.
Però, questo è certo, non deve mai venire meno la battaglia per quelli che sono temi cardine della nostra azione politica: l'onestà, l'equità sociale, la sussidiarietà, la biocompatibilità dell'essere e dell'avere, l'economia sostenibile eticamente orientata e con forte connotazione "verde"

Dobbiamo riuscire a trasformare la politica pallida e non sempre lineare del partito in una politica a tinte forti, come i quadri di Van Gogh.
Verità, serietà, unità, forza e convinzione nei propri valori.
Di queste cose il partito ha bisogno.
E' tempo di risalire la china.

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