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contributo inviato da nemoomissis il 17 febbraio 2009

Senza indugiare, gradirei che lo si dicesse una volta per tutte, il Partito Democratico è un grande contenitore del nulla...nato per non dire nulla e unito sul nulla.
Ho aspettato per tanto tempo prima di esprimermi pubblicamente, ho atteso di vedere come si poneva il nascente PD alle tematiche politiche e sociali nella quotidianità e il risultato è che mi sono ulteriormente e definitivamente allontanato da questo partito-pacco.
Saranno anche parole forti le mie ma sono, senza ombra di dubbio, necessarie per capire il senso di questo mio intervento.
Un'opposizione nulla, fastidiosa per la sua inconcludenza; permissivismo elevato all'inverosimile mentre capisaldi della legge vengono abbattuti e orribili riforme vengono attuate. Un solo sussulto...nato non perchè sentito ma per cavalcarne l'onda....c'è stato nel momento delle proteste studentesche.

Un partito nato diviso e per dividere..., un partito che ha causato la caduta del governo con le sue pressioni sulla riforma elettorale e le elevazioni degli sbarramenti per eliminare i piccoli (come Mastella) e che ha fatto indiavolare questi piccoli. Un Leader, Veltroni, che sin dai primi vagiti del nascente partito si esprimeva per sottolineare, pacatamente, che alle prossime elezioni si sarebbe presentato non con gli stessi alleati di oggi...e quindi lì pronto a rompere l'equilibrio di una coalizione che già tirava a campare di suo. Un partito che ha causato l'uscita della sinistra "radicale" dal parlamento...soprattutto perchè ancora non si vuole ammettere che quello striminzito 34% avuto in quell'occasione lo si è avuto perchè il 4% è rappresentato dalla gente di sinistra che l'ha votato per paura dell'ascesa dell'altra coalizione

Ma andiamo oltre...
Si è superato lo scotto delle elezioni e si è andati avanti nel segno dell'unità...con la partita delle correnti interne...Rutelli e la sua corrente, D'Alema e la sua corrente, Arturo Parisi e la sua corrente unipersonale, Veltroni e le sue barricate.

Col passare dei mesi si è visto il Partito Democratico come si poneva diviso su qualsiasi argomento che l'agenda politica gli poneva; lo stesso giornale di partito si poneva in maniera differente sullo stesso argomento...sarà perchè dopo un anno restano due i giornali di partito?
Sia chiaro...viva la diversità e viva il confronto....ma qui siamo davanti ad un calderone catto-comunista che non può esistere e che esiste solo per portare avanti gli interessi delle lobby affini!! 

Calearo, Binetti, Rutelli...sono persone che non ho mai voluto votare perchè non ne ho mai condiviso i pensieri e le azioni...beh, sono persone del PD e non capisco che cosa ci fanno nello stesso partito, seduti nello stesso punto dell'emiciclo parlamentare, assieme a persone come Bersani e la Finocchiaro per dirne due!

Direte, facile sparare a zero dopo un umiliante e cocente sconfitta elettorale come quella nella Sardegna...ma non è così. Già in tempi non sospetti ho esternato il mio disappunto su questo contenitore coeso soltanto dall'obiettivo di essere la principale forza avversa al "Leader della coalizione avversaria" e i fatti degli ultimi mesi, le divisioni quotidiane, le lotte intestine per il potere, ne dimostrano palesemente la realtà di questa espressione.

Meglio l'Ulivo...meglio l'Unione...meglio la divisione palese dei partiti piuttosto che questa finta unione dentro un unico partito. Concludo dicendo semplicemente che come elettore il PD mi ha perso già da tempo, e mi rendo conto che sarà alquanto improbabile che possa mai tornare sui miei passi visto il teatrino che rappresenta, ma il problema non sono io e tantomeno il mio voto..., il problema è che il PD sta rendendo ancora più forte la coalizione a destra e questo, in un periodo di crisi economica in cui il governo non sta rispondendo ai bisogni della popolazione, dimostra quanto sia pieno di inutiltà questo progetto!!! 

TAG:  SINISTRA  PD  FALLIMENTO  BERSANI  ULIVO  BINETTI  CALEARO  AVVERSA 

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commento di silbi inviato il 17 febbraio 2009
Hai ragione. Continuo a chiedermi come mai Veltroni, che è stato così lucido nel vedere l'errore politico di Prodi (il voler tenere insieme anime politiche troppo diverse) e nel trarne le conseguenze, abbia poi ripetuto lo stesso errore pari pari all'interno del suo partito.
Forse gli è mancato il coraggio. Avrebbe dovuto impugnare una bandiera e gettarsi in avanti, invece di fernarsi a considerare l'entità e la dislocazione delle sue truppe... (come dice Tolstoj, le battaglie spesso si vincono o si perdono non per le strategie dei generali, ma per il gesto coraggioso del fante in prima linea, che si lancia in avanti verso il nemico!)
Avrebbe dovuto fondare un nuovo partito, da zero, a farci entrare solo chi davvero condivideva il suo 'sogno democratico', lasciando fuori tutti gli opportunisti politici che cercavano solo di rifarsi una improbabile verginità.
Io spero ancora che Veltroni ascolti noi, la sua base, e inizi a fare oggi quello che avrebbe dovuto fare due anni fa...
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9 febbraio 2008
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