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contributo inviato da tony mariotti il 13 febbraio 2009


Intervista a Stefano Rodotà: "La proposta di legge in discussione al Senato viola il diritto costituzionale di rifiutare le cure che oggi è uno dei pilastri della tutela della persona. Cancella del tutto la rilevanza della volontà della persona non solo per quanto riguarda il fine vita, ma per tutta una serie di decisioni che oggi sono liberamente assunte. Dunque un passo indietro, una legge che non ci dice che vengono introdotte le direttive anticipate, o testamento biologico, ma ci dice esattamente il contrario: in Italia non c'è il testamento biologico e non ci sarà mai. La sostituzione di Ignazio Marino è un pessimo segnale. E' stato colui che in questi anni ha meglio lavorato per introdurre anche nel nostro paese uno strumento civile come il testamento biologico. Un partito politico consapevole dell'importanza del tema, consapevole che si entra in una fase di estrema delicatezza e difficoltà parlamentare avrebbe dovuto imporre al senatore Marino di non abbandonare questa posizione. La storia della persona messa al suo posto è opposta alla sua, tant'è che ha già detto che voterà il progetto di cui stiamo discutendo. Così il Pd alza le mani, arriva a questa discussione sostanzialmente disarmato. Un atteggiamento complice di chi vuole con una finta legge cancellare del tutto il testamento biologico dal nostro ordinamento, ma anche un atteggiamento politicamente suicida, perchè incapace di rappresentare il punto di vista su questo argomento della parte largamente maggioritaria del paese, come dimostrano anche i sondaggi".
da: micromega
TAG:  TESTAMENTO BIOLOGICO  SONDINO DI STATO  RIFIUTO DELLE CURE  ACCANIMENTO TERAPEUTICO 
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