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contributo inviato da amidanik il 11 febbraio 2009
Ho ascoltato con vivo interesse la trasmissione Ballarò di ieri sera. L'Oneorevole Finocchiaro ha evidenziato una eccelenta qualità intellettuale a dispetto delle tante "menti" che hanno parlato per questo caso. Sarebbe auspicabile che i nostri parlamentari prima di elaborare qualsiasi disegno di legge inerente al testamento biologico, riflettessero su una cosa: la qualità della vita di un essere umano. Perchè rimanere aggrappati alle definizioni, come il Guardiasigilli Alfano ha evidenziato, devia dal problema. Sebbene la morte cerebrale identifichi una condizione che possiamo ricondurre alla morte, cosa che non riguardava Eluana, non si può affermare con questo che ella era in vita. I criteri per stabilire correttamente la vita di un essere umano non contemplano il giacere immobile e privo di qualsiasi conscienza, sensazione, capacità comunicativa e autonomia che caratterizza invece lo SVP. Inoltre l'estrema variabilità biologica e psicologica dell'essere umano fa si che oguno abbia la sua definizione di qualità della vita. C'è chi accetta la condizione di tetraplegia e chi no. Ieri sera a Ballarò, credo Rodotà, ha espresso il concetto che solo il paziente può decidere cosa sia per lui accanimento terapeutico dato che solo lui e soltanto lui prova la condizione in cui versa. Stabilito questo ritengo nel rispetto della Costituzione Italiana, doveroso il rispetto della libertà del singolo. Come evidenziato dall'Onorevole Finocchiaro, nessuno può costringere una persona a subire un intervento medico, escluso il TSO. Prendiamo ad esempio i testimoni di Geoa. Se si decide di rimanere aggrappati alle definizioni, mi chiedo come mai esista la Sacra Rota. Difatti nel rito matrimoniale Cattolico Apostolico Romano viene chiaramente detto: non osi separare l'uomo ciò che Dio unisce. Mi chiedo se i vari parlamentari che hanno usufruito sia della legge sul divorzio sia dell'annulamento ecclesiastico, riflettano su questo. Se volete usare le definizioni per legiferare, fatelo sempre.
Infine un consiglio a tutti coloro che si occupano di politica. Meno IPOCRISIA renderebbe questo paese migliore, riflettete per favore.
Cesare
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11 febbraio 2009
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