.
contributo inviato da ROGER A. SOM il 9 febbraio 2009
Caro Veltroni, questo attacco alla Costituzione in atto da parte della maggioranza al potere può essere un'occasione per rilanciare il PD proponendo un'agenda che non sia semplicemente l'inseguimento (inutile) delle iniziative di Berlusconi o le proposte sulle situazioni di attualità (da seguire con attenzione e partecipazione, ma con i limiti di essere minoranza). L'agenda potrebbe essere quella di proporre le priorità da dare alle opportunità di cambiamento che la situazione del momento ci offre per far sì che l'Italia fra dieci o venti anni possa essere un paese migliore come qualità della vita, sicurezza e prospettive per un futuro più lontano (sono un nonno e penso ai miei nipoti). La proposta delle priorità dovrebbe nascere da un dibattito che parta dal basso, anche per quanto riguarda la scelta delle categorie di attenzione, attraverso i cosiddetti "circoli" (a proposito, Veltroni, lo sai che in moltissimi casi i circoli non esistono, o esistono solo sulla carta, o sono solo una rinomina delle vecchie sezioni di partito con gli stessi partecipanti?) qualora essi siano effettivamente aperti ad una larga partecipazione dei cittadini che vogliano dare seriamente una mano. L'invito allora è che ci si preoccupi prioritariamente di creare o rinnovare i circoli, farli funzionare come luogo di aggregazione e di incontro, pubblicizzarne l'esistenza e le attività a livello locale, invitare tutti i cittadini a partecipare agli incontri a livello circolo per discutere e dibattere sui temi dello sviluppo futuro, partendo dalle priorità richieste dai partecipanti (es. 1-COSTTITUZIONE 2-CICLO DELL'ACQUA 3-CICLO DELL'ENERGIA 3-CICLO DEI TRASPORTI 4-CICLO DELL'AGRICOLTURA E DELL'ALLEVAMENTO 5-CICLO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE FINO AL RICICLO DEI RIFIUTI 6-GIUSTIZIA, e così via). I problemi dovrebbero essere trattati al livello culturale dei partecipanti, con una visione d'insieme e considerandoli come cicli di attività che abbiano un inizio, un andamento a regime, una manutenzione, una conclusione temporale, un costo di impianto, di funzionamento e di eventuale cessazione, un responsabile unico e certo dell'intero ciclo. Sono sicuro che quanto è condensato in così poco spazio può non essere chiaro, ma sarei veramente felice di dare spiegazioni. 
TAG:  ORGANIZZAZIONE  SVILUPPO  FUTURO  GIUSTIZIA  ACQUA  ENERGIA  AGRICOLTURA  ALLEVAMENTO  TRASPORTI  PRODUZIONE  RIFIUTI  CIRCOLI  PD 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
10 giugno 2008
attivita' nel PDnetwork