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contributo inviato da Ethos il 29 gennaio 2009
Io credo che le camere a gas non siano mai esistite... penso che dai 200mila ai 300mila ebrei siano morti nei campi di concentramento, ma nessuno nelle camere a gas, ha detto Richard Williamson, uno dei quattro vescovi consacrati dal dissidente ultratradizionalista mons. Marcel Lefebvre, durante un programma della tv pubblica svedese.



E lei cosa ne pensa? Delle camere a gas, intendo
[domanda Laura Canzian al trevigiano don Floriano Abrahamowicz, ndr]

Non lo so davvero. Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dirle se abbiano fatto morti oppure no, perché non ho approfondito la questione. So che, accanto a una versione ufficiale, esiste un’altra versione basata sulle osservazioni dei primi tecnici alleati che sono entrati nei campi.

Nell’omelia pronunciata in occasione della solenne inaugurazione del mio Pontificato dicevo che è "esplicito" compito del Pastore "la chiamata all’unità", e commentando le parole evangeliche relative alla pesca miracolosa ho detto: "sebbene fossero così tanti i pesci, la rete non si strappò", proseguivo dopo queste parole evangeliche: "Ahimè, amato Signore, essa – la rete - ora si è strappata, vorremmo dire addolorati". E continuavo: "Ma no – non dobbiamo essere tristi! Rallegriamoci per la tua promessa che non delude e facciamo tutto il possibile per percorrere la via verso l’unità che tu hai promesso…. Non permettere, Signore, che la tua rete si strappi e aiutaci ad essere servitori dell’unità".

[ click | Il vescovo Richard Williamson, appartenente alla Fraternità San Pio X - il gruppo fondato da monsignor Lefebvre in dissenso con le riforme del Concilio Vaticano II su libertà religiosa, ecumenismo e liturgia - è al centro di una polemica in Germania e in Svezia per aver negato, in un’intervista tv, la realtà dell’Olocausto, l’esistenza delle camere a gas naziste e per aver ridotto il numero degli ebrei uccisi a 300 mila, anziché 6 milioni: sabato 24 aveva ricevuto il “perdono” pontificio ]

Matteo
10,11-16

«In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi. In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sòdoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città. Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe».

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