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contributo inviato da PaoloDeK il 28 gennaio 2009
Finalemte siamo usciti da un lungo Tunel. Si comincia a porre il problema verso la RAI non solo del pluralismo dell'informazione, (panini e lottizazione dei TG), ma anche di qualità dei Programmi e dei Format. Non all'inseguimento della TV Commerciale.Bene!! Questo deve impeganre tutto il PD in un grande dibatito non solo di quegli addetti ai lavori concentrati intorno alle roccaforti dell'industria italiana dei media o nelle "concentrazioni professionali". Va ridisegnato un FUTURO del SERVIZIO PUBBLICO ..PARTECIPATO!!Va incrementato un modello di RAI più vicino ai Servizi Pubblici Eurpei. Esiste in Italia una "QUESTIONE SOCIALE AUDIOVISIVA" drammatica. Il Paese al Mondo con il più grande patromonio artistico e ambientale e storico, diffuso capillaramente in 20 Regioni, un quasi centinaio di Province e migliaia di Comuni. Non ha una MEMORIA AUIDIOVISIVA PUBBLICA DI RETE CHE SI AUTODETRMINA. Il CANONE viene pagato da tutta Italia. Ma viene consumato in pochissimi centri di produzione. Una concentrazione economica e di potere non più gioustifica dalle nuove tecnologie.Il Modello Europeo è fatto di SERVIZIO PUBBLICO REGIONALE TV che ha diverse ore di palinsesto al giorno. Fasce orarie aperte alla produzione indipendente locale. Ad un mercato delle pubblicità locale. coproduzioni Nazionali ed internazionali. E che da spazio al documentario ed ad una sana memoria collettiva dell'Identità.
I dati AUDITEL del minuto prima del TGR delle 14 sono da decenni più alti del TG2 della sera.Uno spreco di risorse pubblicitarie.Subito una RAI democratica, aperta e federale.
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