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contributo inviato da tony mariotti il 23 gennaio 2009

Il governo ha riformato il modello contrattuale per il pubblico e il privato senza la Cgil. La firma dell’accordo quadro è avvenuta a Palazzo Chigi. La riforma è stata siglata da Cisl e Uil, Confindustria, Confcommercio, Confapi, Confesercenti e altri sindacati come al Confsal. Ania e Abi hanno dato il loro consenso ma si riservano di firmare. La Cgil, invece, non ha voluto firmare.

«Senza modifiche niente firma» ha detto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. «Il livello nazionale - ha spiegato il segretario  - non recupererà mai l’inflazione reale, non si allarga davvero il secondo livello. La derogabilità diventa principio generale, la bilateralità si allarga a compiti impropri e crea una casta».

La riforma del modello contrattuale, che allarga la cosiddetta contrattazione di secondo livello,  è un «obiettivo storico proposto da tanti anni dalla Cisl» ha detto invece il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, al tavolo di Palazzo Chigi. «Decisivi», secondo Bonanni, sono gli incentivi fiscali e contributivi concessi dai governi, prima da quello Prodi e ora da quello Berlusconi, a favore della contrattazione aziendale per migliorare la produttività».

«Abbiamo definito con la sottoscrizione di quasi tutte le organizzazioni presenti al tavolo, con la sola eccezione della Cgil, un accordo quadro che riformato il modello contrattazione quale fu codificato dall'accordo del luglio del '93 che così risulta integralmente sostituito» ha detto in conferenza stampa a Palazzo Chigi il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha parlato di «accordo storico».

da: www.unita.it
TAG:  CISL  UIL  CONFINDUSTRIA  CONFCOMMERCIO  CONFAPI  CONFESERCENTI  EPIFANI  CGIL  MAURIZIO SACCONI  MODELLO CONTRATTUALE PER IL PUBBLICO ED IL PRIVATO 
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