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contributo inviato da stefano menichini il 23 gennaio 2009
Di una sola cosa Gianni Alemanno non può proprio rammaricarsi. Ed è che la sua amministrazione sia tenuta sulla corda sul tema della sicurezza. Lo sa bene anche lui, tant’è vero che appena può ribatte sul punto con i suoi collaboratori. E – non diversamente dai suoi predecessori progressisti, perché la propaganda alla fine ha le stesse regole da tutte le parti – appena può cerca di usare le cifre per dimostrare che Roma è più sicura adesso di com’era appena dodici mesi fa. Una assurdità evidente. La destra misura sulla propria pelle (anche se le ferite sono letteralmente sulla pelle dei cittadini) che propaganda e numeri sono dei boomerang terribili, quando la dura realtà interviene a smentirli.
A Roma da ieri c’è un’altra donna violentata e picchiata alla fermata di un mezzo pubblico. C’è un altro quartiere di periferia che vuole farsi giustizia da sé. C’è un’altra polemica politica, con il sindaco costretto sulla difensiva e i suoi sostenitori che si lamentano per le «strumentalizzazioni» dell’opposizione.
Siamo sensibili al tema, abbiamo studiato i commenti dei democratici capitolini di ieri. Non c’è nessuno che dica che Roma sia in balia di bande di lupi violentatori per colpa di Alemanno. Non c’è nessuno che va a passeggiare con sguardo accigliato per le strade di Primavalle, circondato da giornalisti come erano Alemanno e Fini in campagna elettorale all’indomani dell’omicidio Reggiani.
Quello che si dice è: la città è insicura. Le chiacchiere non l’hanno migliorata. Le pattuglie dei soldati sono lontane, presidiano con notevole effetto scenografico il Fontanone del Gianicolo. Le cifre sui clandestini allontanati stridono con le condizioni di vita di molti loro, e con il pericolo che molti di loro rappresentano, soprattutto per le donne.
Chi dicesse che una donna è stata violentata per colpa di Alemanno sarebbe uno sciacallo. Come furono sciacalli – senza scrupoli, senza onore, senza dignità – i galoppini di Alemanno che esattamente questa vigliaccata dissero alle spalle di Veltroni. Per fortuna non c’è gente così, nel Partito democratico: Alemanno dovrebbe ringraziare se questa vicenda sviluppa “solo” una polemica in Campidoglio, se si recrimina sulle sue promesse mancate più che attriburgli colpe dirette.
Questo significa governare una metropoli moderna, cari amministratori di Roma. C’è il momento della festa e dei saluti romani, e c’è il momento di visitare le vittime, subire le polemiche (per fortuna Il Messaggero e Il Tempo relegano all’interno il fatto di cronaca...), riconoscere che la propaganda non risolve le emergenze.
Fate tesoro dell’esperienza: la prossima volta sarete un po’ più civili anche voi.

(da Europa)
TAG:  ALEMANNO  IL MESSAGGERO  PARTITO DEMOCRATICO 

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