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contributo inviato da valeriox il 22 gennaio 2009

Il presidente del Piemonte interviene sul caso Englaro dopo l'intervista
a Repubblica in cui il prelato ha chiesto ai medici l'obiezione di coscienza

Eluana, la Bresso al cardinal Poletto
"Non è la repubblica degli ayatollah"

di EDOARDO BUFFONI


 

Eluana, la Bresso al cardinal Poletto "Non è la repubblica degli ayatollah"

Il presidente del Piemonte Mercedes Bresso

ROMA - "I credenti non possono essere richiamati con i diktat. Penso che sia un errore per la Chiesa entrare in questo modo, a piedi giunti, su una materia così delicata, su cui milioni di cattolici in tutto il mondo ogni giorno prendono decisioni assolutamente simili a quelle della famiglia Englaro, e lo fanno con sofferenza e difficoltà. Questo la Chiesa lo sa, e ci sono tanti medici cattolici che ogni giorno devono prendere decisioni difficili, e ne sono dilaniati. Occorre delicatezza negli interventi. Stiamo rischiando di perdere il carattere laico del nostro Stato con polemiche di questo genere".

E' la dura risposta di Mercedes Bresso, presidente della regione Piemonte, alle critiche lanciate contro di lei, in un'intervista a Repubblica, dall'arcivescovo di Torino, il cardinale Severino Poletto. Mercedes Bresso - governatore del Pd - è intervenuta in diretta a Repubblica Tv, questa mattina.

"A Poletto, che richiama i medici cattolici alla obiezione di coscienza, chiedo: quale è la differenza tra l'Italia di oggi e gli stati clericali, come quello degli Ayatollah, dove viene ingiunto a tutti coloro che credono di assumere un certo comportamento? Una cosa è una raccomandazione, l'espressione di una posizione che io considero assolutamente legittima, Un'altra cosa è l'ingiunzione a persone che sono tenute al rispetto delle leggi del proprio Stato che fino a prova contraria è ancora uno Stato laico".

Perché la presidente Bresso si è fatta avanti su una vicenda così difficile? "Io penso che ci sia un dovere delle strutture pubbliche di dare attuazione alla decisione della Cassazione, che peraltro è stata presa due volte perché c'era stato un annullamento per ragioni formali. Trattandosi di una questione molto delicata sul piano etico, è evidente che pur non esistendo nel nostro ordinamento l'obiezione di coscienza dei medici se non per la 194 esplicitamente indicata, è evidente che nessuno che non lo desiderasse sarà obbligato a intervenire in questo caso. Ricordo peraltro che medici cattolici e non cattolici, credenti e non credenti tutti i giorni prendono con le famiglie decisioni di questo tipo e non vedo che altro principio adottare se non quello che deriva dall'habeas corpus, fondante del diritto occidentale, cioè la decisione di una persona e di chi quella persona rappresenti quando questa non è più in grado di decidere".

"Già in passato come Regione Piemonte avevamo offerto la nostra disponibilità alla famiglia Englaro. E lo ribadisco: la circolare del ministero Sacconi non supera la legge, e l'interpretazione della legge non è compito degli organi esecutivi. E' inquietante che si pieghi la legge a una decisione politica. Se ci saranno dei problemi nell'applicare il protocollo, verranno affrontati, nel pieno rispetto delle regole, insieme alla famiglia. Sono preoccupata: vedo minacciato l'unico principio laico e di rispetto delle persone è quello dell'autodeterminazione. Per questo serve una legge sul testamento biologico. La medicina permetterà tra pochi anni di mantenere in vita chiunque, e allora cosa faremo? Eluana è una persona in stato vegetativo permanente, non una disabile".

"Io non ho imposto niente a nessuno - insiste la Bresso - Se ci saranno dei contatti, saranno direttamente tra la famiglia Englaro e le nostre strutture sanitarie. Chi invece ha imposto qualcosa è il presidente della regione Lombardia, Formigoni, che ha vietato ogni intervento su Eluana nella sua regione". Quali strutture sarebbero pronte? "Se anche lo sapessi, non lo direi, per questioni di riservatezza. La famiglia ha scelto una via difficile, di legalità, esponendosi a critiche e a rifiuti. Ora ha diritto alla riservatezza".

In trasmissione, contro la scelta della Bresso, interviene anche Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare del Pdl con delega alle questioni bioetiche. "Temo che ci saranno delle difficoltà forti ad applicare quella sentenza. Ci sono dei problemi tra la sanità pubblica e il modo in cui è stato fatto quel decreto. Non esiste un livello di assistenza - ha spiegato la Roccella - in cui inserire un protocollo di quel genere. E' difficile inserire un protocollo per portare una malata, che può vivere ancora molti anni e che viene curata, allo stadio terminale e farla morire. Perché questo si chiede. Si chiede che si prenda un malato e invece di curarlo lo si porti alla morte. Qualsiasi struttura sanitaria pubblica che vorrà provare a fare questo scoprirà che ci sono dei problemi". "Siamo di fronte ad una disabile - ha concluso Eugenia Roccella - e non ad una persona in stato vegetativo permanente".

(22 gennaio 2009) Tutti gli articoli di cronaca

TAG:  PD  DIRITTI CIVILI  LIBERTA'  DEMOCRAZIA  TEOCRAZIA  POLETTO  BRESSO 

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commenti a questo articolo 0
commento di Openmind58 inviato il 27 gennaio 2009
Se il PD non è in grado di arrivare rapidamente ad una visione condivisa su temi come il testamento biologico, l'eutanasia, ecc. occorre riflettere se esistano all'interno del PD anime troppo distanti tra loro perchè il partito possa maturare le decisioni nei tempi richiesti dalla nostra realtà.
Si abbia allora il coraggio di mettere alla porta chi si trova in situazioni troppo distanti da quelle del PD.
Solo così si capirà che bestia è questo partito, se contiene tutto e il contrario di tutto la gente ne avrà solo una visione confusa e lo abbandonerà.
Fuori le Binetti, e se necessario i Fioroni, e quanti vogliono rispondere agli ayatollah islamici con ayatollah nostrani!
Un po' di orgoglio laico, per favore.
commento di Cassandra testarda inviato il 22 gennaio 2009
Era ora che un governatore di regione manifestasse con chiarezza la sua disponibilità e che desse una lezione di civiltà, e di rispetto della Costituzione e dei diritti delle persone, ai Formigoni e ai Sacconi. Speriamo che si possa finalmente porre termine a questa dolorosa e assurda vicenda. E ricordiamoci che il diritto di Eluana è il diritto di tutti noi e la battaglia combattuta dalla sua famiglia servirà a tutti.
Ai cattolici integralisti e alle gerarchie ecclesiastiche che li hanno così spinti all'estrema crudeltà contro Eluana e la sua famiglia, ricordo che Gesù Cristo inchiodato in croce il Dio suo padre gliel'ha lasciato tre ore e non 3 o 30 anni. Lo stesso papa Giovanni Paolo II e altre figure eminenti del cattolicesimo hanno chiesto e ottenuto di essere lasciati morire, quando non c'era più speranza di vita vera.
Perchè a Eluana non deve essere concesso, dopo 17 anni di inutile sopravvivenza puramente fisiologica ? Perchè la Chiesa Vaticana e i politici italiani che ritengono di aver bisogno del suo appoggio ne stanno facendo una prova di forza e di potere.

commento di pedro25 inviato il 22 gennaio 2009
GRANDE MERCEDES!
quanto sono belle le femminucce del PD.
quanto sono brutti i maschietti: veltroni, d'alema, bassolino, vincenzo de luca V-I-A!
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