.
contributo inviato da Francesco Zanfardino il 22 gennaio 2009

                                                       

Sperando che la Redazione riesca a recapitarlo, se lo riterrà opportuno, dopo la discussione nel Network ...

Al Commissario del PD Provincia di Napoli - Enrico Morando

Sen. Morando,
ho avuto il piacere di ascoltarla Lunedì al suo insediamento ufficiale come commissario del PD provinciale con Veltroni. Ho apprezzato, come credo tutti quella sera, il suo "piglio decisionista" per sbloccare al più presto la macchina del partito qui a Napoli, in particolare la precisa "calendarizzazione" che lei ha fatto. Tuttavia, vorrei proporle alcune riflessioni su come, secondo me, andrebbero svolte le primarie provinciali.

1 - Anche primarie di collegio. C'è infatti necessità di coinvolgere quanto più e possibile l'elettorato nella scelta dei candidati, anche per il consiglio provinciale. 

2 - Svolgerle entro Marzo. Andare oltre vorrebbe dire sottrarre tempo prezioso alla campagna elettorale, contro un centrodestra che già adesso ha "scelto" (si fa per dire) il suo candidato.

3 - Limite dei due mandati per la candidabilità. Dove per "due mandati" intendo anche mandati di diversa tipologia (cons. comunale e cons. provinciale, per esempio). 

4 - Incandidabilità dagli indagati in su
. Anzi, anche per coloro non ufficialmente indagati, ma che sono stati chiamati in causa dai boss (come lo stesso on.Cesaro, candidato dal PDL alla provincia, chiamato in causa dal boss dei rifiuti, Gaetano Vassallo).

5 - "Blind trust" per chi è in conflitto d'interessi. Insomma, "modello Soru". Sarebbe un bel segnale in una politica che qui a Napoli vede molti intrecci oscuri tra gestione della cosa pubblica e interessi privati.

6 - Via il contributo per votare. Si dirà "che saranno mai uno-due euro", ma in tempi di anti-politica, particolarmente forte a Napoli per le ben note vicende, molte persone avrebbero difficoltà a dare contributi economici ai partiti. Poi a Napoli esistono situazioni di grave difficoltà economica, aggravate dalla crisi, ed è ingiusto escludere tante persone che faticano a mettere insieme la mattina con la sera (figuriamoci quanti di loro sceglieranno di sottrare uno-due euro alle loro tasche "solo" per votare). E poi quanti meno ostacoli per votare ci sono meglio è.

7 - Via i clientelismi. Ovvero cercare di evitare quanto più è possibile spiacevoli situazioni tipo "pulmini organizzati" con i quali i candidati portano le persone in massa a votare (succede, perlomeno a Napoli succede), magari con qualche finta promessa. Dunque più controlli, più commissari esterni, magari invitando lo stesso centrodestra ad inviare osservatori nei seggi (che sarebbero molto, molto interessati a "sgamare" irregolarità nel voto). Magari escogitando anche qualche stratagemma per evitare che vengano portate a votare persone che non sarebbero mai venute di loro spontanea volontà perchè non interessate ... ad esempio, per votare, gli aspiranti elettori dovranno rispondere ad una semplice domanda a risposta multipla (ovviamente tenuta segreta fino al giorno del voto) sul partito tipo "chi è il segretario nazionale del PD?". Certo, è una cosa molto, molto ridicola (spero vivamente si riesca a studiare qualcosa di meglio), e forse anti-democratica, però è altrettanto ridicolo che una persona partecipi "spontaneamente" ad un processo interno al partito senza nemmeno saperne chi è il leader!

8 - Via le lobby correntizie. Certo, su questo punto è quasi impossibile intervenire a livello normativo ... però qualcosina si può fare. Per esempio impedendo finaziamenti alle campagne elettorali dei candidati da parte di associazioni politiche (tipo Red, Per, ecc.) o di politici. Oppure non inserendo nel regolamento il collegamento candidato presidente - candidato consigliere: in questo modo non ci sarebbe la creazione di, diciamo così, "listini" abbinati ai candidati presidente, e i cittadini sarebbero liberi di valutare i candidati di collegio, senza forzatamente dover scegliere auomaticamente anche il candidato presidente collegato, e viceversa.

Certo, sono norme molto restrittive, cambiamenti molto radicali, sui quale ho forti perplessità sulla loro applicazione a livello nazionale ... però la difficilissima situazione qui a Napoli impone segnali forti. Poi, certo, se il PD vuole sperare di vincere qui a Napoli, non è sufficiente curare la "forma", ma bisogna combattere sui contenuti (a proposito ottima idea quella della conferenza programmatica) ... ma ciò non può essere una scusa per non curare anche la forma. E poi, forma e contenuto non sono cose così nettamente distinte ...

Con affetto e stima, e con i migliori auguri per il suo importante lavoro,

Francesco Zanfardino, militante PD

TAG:  MORANDO  NAPOLI  PD  PARTITO DEMOCRATICO  PRIMARIE  COLLEGIO  DUE MANDATI  INDAGATI  CODICE ETICO  BLIND TRUST  CONFLITTO D'INTERESSI  CLIENTELISMO  CORRENTI  VELTRONI  INNOVAZIONE  CAMBIAMENTO 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
8 febbraio 2008
attivita' nel PDnetwork