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contributo inviato da Pierpaolo Farina il 17 gennaio 2009

Non so se avete notato, ma ultimamente pare che l’universo mondo abbia riscoperto Enrico Berlinguer. Dopo aver passato 15 anni a nasconderlo in soffitta, adesso folle di smemorati si ricordano che esisteva qualcuno che parlava di Questione Morale prima di Di Pietro e prima di Grillo.

Strano, perché prima non li ho mai visti: prima che l’Espresso uscisse con la copertina targata “Compagni SPA” a dicembre, la parola Enrico Berlinguer e Questione Morale non comparivano da mesi nei media nazionali.

A Luglio 2008, su facebook, gli unici due gruppi che portavano Enrico Berlinguer e la Questione Morale nella propria descrizione erano Orgoglio Democratico e il gruppo “Enrico Berlinguer”.

Quando il sottoscritto scriveva articoli lunghi pagine sulla necessità di recuperare Enrico Berlinguer e la Questione Morale, molte di quelle persone che si professano berlingueriane (soprattutto nella vecchia Sinistra Arcobaleno) dicevano che c’era “ben altro di cui pensare”: non parliamo poi del Partito Democratico, dove l’argomento era sempre tabù e ricevevo sempre forti critiche da parte dei più “anziani”.

Mi ricordo ancora quando, in vista delle primarie del 14 ottobre, nella mia vecchia sezione DS arrivò l’allora Ministro delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini, insieme a Piero Fassino: prima dell’arrivo del Segretario, un compagno fece finire nelle mani del ministro il mio diario, tappezzato all’interno di foto su Berlinguer con al centro il simbolo del PCI.

Mi ricordo come fosse ieri che la Pollastrini mi disse: “È raro trovare un giovane di 18 anni che conosca Berlinguer. Se vuoi posso raccontarti molte cose su di lui.”

Davanti ai giornalisti promise di impartirmi lezioni al riguardo, ma le sto ancora aspettando (sebbene non pensassi di averne bisogno allora, come non lo penso adesso).

Quando Fassino e la Pollastrini se ne andarono via, fui avvicinato dal Dorian Gray di turno che mi apostrofò malamente: “Cosa pensavi di dimostrare sfoggiando il tuo diario tappezzato di comunisti?”

Di carattere sono una persona abbastanza schiva e timida, quindi lasciai cadere la cosa dandogli dell’imbecille, ma fu da quel momento che intensificai i miei articoli su Berlinguer e la Questione Morale, forse fu lì che maturai un’inconscia volontà di fare la tesina di maturità su quel tema.

Ad un altro incontro con la Pollastrini, la affrontai direttamente davanti ad una sezione gremita: “Mi scusi, signor ministro, oggi ho sentito parlare di cose molto importanti (donne, lavoro, economia etc.), ma c’è un tema che mi pare essere scomparso: la Questione Morale. Lei forse sa meglio di me che c’era una persona 23 anni fa (io non ero ancora nato) che ribadiva la necessità di investire di una dimensione etica la politica, oggi io non vedo questa volontà da parte della futura classe dirigente del Partito Democratico. Cosa farà il PD per avviare la de-berlusconizzazione dell’Italia?

Mi ricordo come fosse ieri lo sguardo di fuoco che mi lanciò l’allora coordinatore e i mormorii alle mie spalle, ma la Pollastrini non si scompose e, rispondendo a tutte le domande, disse semplicemente che anche a suo avviso bisognava fare attenzione all’Etica.

Forse fu in quel momento che mi resi conto che, aldilà delle buone intenzioni, la mia battaglia di riaffermare la Questione Morale e Berlinguer nel Partito Democratico era una battaglia se non persa in partenza, almeno sfavorita: del resto, erano i giorni in cui anche Veltroni riabilitava Craxi.

Da quel giorno molta acqua è passata sotto i ponti, ma una cosa è certa: avevo ragione io quando nel 2007 fondai questo blog proprio per riaffermare la Questione Morale e avevo sempre ragione io quando parlavo di rischi di implosione per il nuovo partito se non si fosse dato un range di valori chiaro e netto.

Eppure allora era solo, non c’era nessuno tra i tanti che oggi si affannano a parlare di Questione Morale al mio fianco a combattere i potentati di turno che stavano per mettere le mani sul futuro partito e le sue poltrone, quelli che condividevano la mia battaglia alla fine hanno preferito la poltrona che la realizzazione di quell’ideale.

Per questo non ci sto a tutti questi gruppi o movimenti che spuntano come funghi dedicati a Berlinguer o alla Questione Morale, perché NON C’ERANO prima che questa riesplodesse con vigore, investendo la Sinistra italiana.

Sono improvvisamente diventati tutti berlingueriani, persino quei comunisti che per anni lo hanno definito “ignobile” per via del Compromesso Storico.

Ebbene, dite quel che volete, ma a tutti questi guaritori, mediconzoli e medicastri spuntati fuori dal nulla e che si professano berlingueriani, a tutti quei gruppi sulla Questione Morale che paiono la sfilata dei carri al Carnevale di Rio, io NON CI CREDO.

TAG:  POLITICA  PD  VELTRONI  BERLINGUER  QUESTIONE MORALE  MALAFEDE  GRUPPI 

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