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contributo inviato da Francesco Zanfardino il 17 gennaio 2009

                                           

Violenza privata. E' questa l'accusa con la quale il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma, in merito all'ormai annosa vicenda di Eluana Englaro, la ragazza in stato vegetativo persistente da ormai 17 anni e cui un lunghissimo procedimento giudiziario, che ha visto protagonista suo padre Beppino Englaro, ha definitivamente riconosciuto il diritto di porre fine alla sua condizione.

Il provvedimento della Procura è scattato in seguito alla denuncia dei Radicali Italiani, che da sempre si battono per Eluana e più in generale per una legge sul testamento biologico, dopo che il Ministro Sacconi aveva emanato un'atto di indirizzo per vietare l'interruzione forzata dell'idratazione e dell'alimentazione nelle strutture del Servizio Sanitario Nazionale e in quelle private ad esso convenzionate.

Ebbene, è successo che una clinica di Udine, che inizialmente aveva accettato di accogliere Eluana per "staccare la spina", ha dovuto fare dietrofront, denunciando possibili ritorsioni del Ministero. La struttura è infatti convenzionata con il SSN, e dopo l'atto d'indirizzo di Sacconi avrebbe probabilmente perso la convenzione. Di fatti, lo stesso Sacconi, a chi gli chiedeva se la clinica udinese rischiava di perdere la convenzione nel caso in cui avesse eseguito la sentenza della Cassazione su Eluana Englaro, aveva dichiarato: "Certi comportamenti difformi da quei principi determinerebbero inadempienze con conseguenze immaginabili".

Vergognati Sacconi. Ricorrere a vili ricatti pur di non porre fine ad un calvario quasi ventennale e di non adempiere ad una sentenza definitiva della Cassazione non è degno di alcun uomo politico. Dimettiti, o perlomeno, invece di perdere tempo e dignità in inutili battaglie contro la logica e la ragione, pensa a far approvare quanto prima una legge che riempia finalmente questo secolare vuoto sul testamento biologico, consentendo a persone come Eluana, Nuvoli, e tanti altri in condizioni vegetative irreversibili, di morire dignitosamente secondo le loro volontà. Evitando di dover aspettare, nel frattempo, decenni di processi e dibattiti estenuanti (e costosi, sotto tutti i punti di vista).
 
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commenti a questo articolo 3
commento di Cassandra testarda inviato il 18 gennaio 2009
Lo sto scrivendo in tutti i blog e post che mi capitano sott'occhio e ho firmato e diffuso tutto quel che potevo firmare e diffondere. Ho visto che ci sono tanti che la pensano come me, dai contributi sparsi in questo sito e dalle petizioni, sondaggi e commenti rilevati su altri siti e giornali. Ma non servirà a nulla se il PD e il suo leader Veltroni non avranno il coraggio di fare pubblicamente e con forza una scelta chiara per appoggiare la proposta del senatore Marino, senza scendere a compromessi per accontentare a tutti i costi anche la minoranza "teodem" di Binetti e soci. Ma perchè questa battaglia per la difesa del diritto civile alla libera scelta di accettare o rifiutare cure e idratazione forzata , che è materia così delicata ma molto sentita dalla gente, il PD non la fa sua e la lascia in mano allo sparuto, ma tenace gruppetto dei radicali? Questi, da soli, non ce la faranno. Ma se si schiera anche il Pd, forse perderà la Binetti, ma guadagnerà tanto credito (e voti) in più.
commento di M.T.R. inviato il 18 gennaio 2009
Lui non può vergognarsi, perchè non è in grado di capire. Gli manca il concetto di democrazia perchè non lo riconosce in quanto tale. Non è nel suo dna, perciò ora si stupisce se c'è chi lo contrasta. Ma noi invece dovremmo stupirci che pochi in Italia siano "saltati sulla sedia" alla notizia dell'imposizione di Sacconi alla clinica. Il timore di "ritorsioni" temute dalla clinica rimanda ad altri tristissimi momenti che gli italiani sembrano avere dimenticato. A volte penso che la triste vicenda di Eluana e del suo papà, sia drammaticamente utile a risvegliare coscienze addormentate, e che non abbia nulla a che vedere con strampalati concetti religiosi imposti, e adatti solo ad addormentarle, le coscienze. Questa è sì una vicenda intima e privata, ma il precedente creato da questa situazione non potrà restare solo un fascicolo da archiviare. Di cosa ha paura il ministro? Nella sua idea, nebulosa e scarna, di diritto, c'è forse un solo puntino di luce: gli italiani non possono essere troppo liberi di avere opinioni proprie, ne' civiche ne' religiose. Meglio che abbiano il cervello nebuloso, come il suo.
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8 febbraio 2008
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