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contributo inviato da xpress il 16 gennaio 2009
Su Il Mattino del 15 gennaio - pag. 30 - un cittadino che ancora crede nel diritto di cronaca, può invece leggere che i cronisti che seguono la nuova udienza del processo sulla gestione dei rifiuti a Napoli sono stati costretti a lasciare i telefoni cellulari all'ingresso. Ai giornalisti, all’ingresso nell’aula bunker del carcere di Poggioreale, che ospita il procedimento fin dal suo avvio, non è stato permesso di usufruire dei telefonini, come normalmente avviene per i reati riguardanti la pubblica amministrazione e non sono attesi in aula testimoni di giustizia minacciati dalla camorra che sarebbe pericoloso riprendere. Gli agenti di polizia hanno spiegato che ciò avveniva  in applicazione di una precisa indicazione del procuratore generale che vieta l’introduzione di qualsiasi dispositivo di comunicazione. Replica immediata dell'ordine regionale dei giornalisti: «I colleghi sono stati costretti dagli agenti di polizia a consegnare i telefoni cellulari all’ingresso in applicazione di una disposizione della Procura generale presso la Corte di Appello che ha anche vietato l’uso delle telecamere. Una decisione che determina enormi difficoltà al lavoro dei cronisti e troviamo inspiegabile, perché si tratta di un processo per reati di pubblica amministrazione e non sono attesi in aula testimoni di giustizia minacciati dalla camorra che sarebbe pericoloso riprendere. I divieti peraltro adottati solo per il processo rifiuti e non per altri procedimenti in corso sia al Palazzo di Giustizia al Centro direzionale sia nell’aula bunker di Poggioreale». 

Radio Radicale

Radio Radicale denuncia «il protrarsi di un inspiegabile quanto inedito ostruzionismo da parte della Procura Generale di Napoli per quanto concerne la registrazione del processo Bassolino. La registrazione dei processi è un fronte sul quale Radio Radicale è come noto impegnata da più di trent’anni senza mai aver avuto problemi di questo tipo presso nessun Tribunale o Corte D’Assise in tutta Italia e, finora, anche a Napoli. Evidentemente il processo Bassolino è un processo particolare. E certe sue caratteristiche potrebbero venire alla luce se l’informazione fosse consentita, come il codice permette. Dobbiamo pensare che si voglia invece tenere all’oscuro i cittadini».
TAG:  INFORMAZIONE  TRASPARENZA  NAPOLI  BASSOLINO  GIORNALISTI  RADIO RADICALE 
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