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contributo inviato da Olaf_48 il 12 gennaio 2009

Trascrivo parte di un interessante articolo di Francesco Tortora, pubblicato dal Corriere della Sera, :

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Insegnare per anni gratuitamente nelle scuole private. È il destino che accomuna centinaia di giovani docenti che lavorano in istituti paritari in Campania senza ricevere compenso o al massimo ottenendo solo una piccola parte del salario. Esiste ormai da anni una regola tacita imposta dai dirigenti di tante scuole private ai docenti freschi di abilitazione all'insegnamento che entrano nel mondo della scuola attraverso il canale degli istituti privati: le scuole paritarie assumono con un regolare contratto i giovani insegnanti permettendo loro di accumulare punteggio e scalare le graduatorie provinciali d'insegnamento (condizione necessaria per lavorare un giorno nella scuola pubblica e ottenere il fatidico posto fisso). I docenti in cambio accettano di lavorare gratuitamente o per poche centinaia di euro nelle scuole private. È raro che un giovane insegnante si ribelli a questa prassi: nelle regioni meridionali il numero dei docenti precari è molto alto e le scuole private non hanno problemi a trovare insegnanti pronti a tutto pur di ottenere un incarico annuale. 

STATISTICHE - Secondo i dati Istat del 2006, oltre il 20% delle scuole italiane sono private e dei 9 milioni di studenti italiani almeno uno su dieci frequenta un istituto privato. In Campania le scuole non statali riconosciute sono oltre 2 mila: la maggioranza sono istituti per l'infanzia o elementari, ma nel corso degli ultimi anni si sono moltiplicati i licei e gli istituti tecnici. Con la legge del 2000 le scuole paritarie sono state equiparate in tutto e per tutto alle scuole pubbliche e ricevono sussidi e finanziamenti dallo Stato (la legge di bilancio 2008 ha stanziato oltre 530 milioni di euro a favore delle scuole private per l'anno 2008/2009). Ma, a differenza degli istituti pubblici, le scuole paritarie non assumono gli insegnanti prendendo in considerazione le graduatorie nazionali e provinciali, ma contrattando con il docente compenso e condizioni lavorative. L'unico obbligo che le scuole paritarie hanno è quello di assumere insegnanti che hanno superato il concorso di abilitazione all'insegnamento. Per tanti giovani alle prime armi che vivono nell'Italia meridionale è davvero difficile ottenere una supplenza in una scuola pubblica a causa del gran numero di insegnanti presenti nelle graduatorie provinciali: proprio per questo si rivolgono alle scuole paritarie. Tanti istituti paritari propongono ai docenti il medesimo accordo: punteggio annuale in cambio di lavoro gratis o sottopagato.

. . . (Testimonianze di insegnanti) . . .

Il segretario provinciale Uil-scuola, Gerardo Pirone, conosce bene la situazione drammatica delle scuole private, ma afferma: «Sono nel sindacato scolastico di Salerno dal 1987 e in oltre vent'anni ho ricevuto solo due denunce da parte d'insegnanti di scuole private che si lamentavano della retribuzione offerta dai loro datori di lavoro. In queste due occasioni ci siamo mossi e siamo riusciti a ottenere dalle scuole che gli insegnanti ricevessero quello che gli spettava. Il nostro compito è far rispettare i contratti, ma se nessuno denuncia, noi non possiamo fare molto».

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Commento
Questa situazione di illegalità nel trattamento economico dei dipendenti esiste non solo nel settore scuola ma anche in altri settori economici (commercio, industria, artigianato, studi professionali, ecc.) sia della Campania sia di altre regioni del centro-sud. 

Circa il problema del lavoro nero e/o di quello grigio, da un’indagine effettuata dalla CGIL nel 2006 in un grande comune della provincia di Napoli, emerge che il 70 per cento degli esercizi non dichiara i propri dipendenti (lavoro nero, senza contributi). C’è poi anche il fenomeno della paga «a metà» (lavoro grigio) che coinvolge tutti quei dipendenti costretti a pagarsi contributi e assegni familiari: devono cioè accettare dall’imprenditore cifre più basse di quelle dichiarate in busta paga. 

Fintanto che esistono simili imprenditori illegali, il Mezzogiorno non uscirà mai dalla crisi socio-economica e, come conseguenza, non si svilupperà mai un libero mercato di beni e servizi. 

La classe politica meridionale è speculare alla società meridionale per quanto riguarda pregi e difetti. Purtroppo, gran parte della classe politica riflette più i difetti che i pregi.

 

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commenti a questo articolo 0
commento di NicolasWoods inviato il 12 gennaio 2009
Uno sfruttamento che spesso è istituzionalizzato anche nel pubblico.

Ricordo che nell'università pubblica italiana è normale assegnare dei corsi a titolo gratuito.

Molto spesso queste posizioni a titolo gratuito sono assegnate a giovani ricercatori, che per far carriera devono fare didattica.
commento di danielanedelcu inviato il 12 gennaio 2009
Molto interessante! Anche perché il governo tagliando i fondi dalla scuola pubblica si è preoccupato di darli subito a quella privata.
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