.
contributo inviato da Pierpaolo Farina il 10 gennaio 2009

Non si può rinunciare alla lotta per cambiare ciò che non va. Il difficile, certo è stare in mezzo alla mischia mantenendo fermo un ideale e non lasciandosi invischiare negli aspetti più o meno deteriori che vi sono in ogni battaglia. Ma alternative non ne esistono.”
(Enrico Berlinguer)

 

Nel giorno del mio ventesimo compleanno, avrei proprio preferito non vedere sulle home page dei vari siti internet di informazione la parola "scissione" vicina a quella del Partito Democratico.

E' vero che nel mio articolo di ieri ribadivo come non avrei preso mai la tessera di questo Partito Democratico, in quanto ha sostituito gli ideali con gli interessi, Berlinguer con Craxi e il Cambiamento con la Conservazione, ma è anche vero che nell'Aprile 2007 votai la mozione Fassino ed è vero che da sempre sognavo un partito progressista sul modello americano.

Eppure sin dall'inizio fui critico con la classe dirigente DS+DL su come si stava portando avanti la fase costituente del partito, soprattutto dopo l'accelerazione improvvisa dovuta alla pubblicazione delle intercettazioni del Caso Unipol che riguardavano la dirigenza diessina:
il 14 luglio 2007 paventavo il rischio di implosione del futuro partito, se non si fosse fatta attenzione alla Questione Morale e profetizzavo un probabile Casino Democratico; il 7 gennaio 2008, invece, prendevo atto del fatto che Veltroni, che aveva fatto ben sperare all'inizio, aveva di fatto accelerato la formazione del Casino Democratico.

Ebbene, oggi, a distanza di un anno, posso dire che il Casino Democratico è in essere e perfettamente funzionante. Il problema è che a funzionare dovrebbe essere il Partito, non il Casino.

Ognuno fa di testa sua, ognuno dice quello che gli passa per la testa, senza minimamente pensare alle conseguenze: ogni deficiente che sta di fronte ad una telecamera si sente in dovere di dire non solo la sua, ma anche quella degli altri, generando ancora più casino.

Non c'è una linea chiara, il partito perde consensi e in alcune aree geografiche come la Campania nemmeno esiste, con l'alleanza Iervolino-Bassolino che ha affossato ogni tentativo di rinnovamento.

Un'alternativa al Berlusconismo non esiste: si è sostituiti il centralismo democratico con il Casino, il che potrebbe essere un buon segno, perchè dimostra un certo dinamismo che certifica che ancora qualcosa di vivo nel PD c'è. Peccato che questi tipi di dinamismo portino irrimediabilmente all'implosione, come sta succedendo oggi.

Rutelli vorrebbe andare con Casini, fare il grande Centro: strano per uno che a venticinque anni era già segretario regionale del Partito Radicale e fu finanche arrestato per aver fumato uno spinello durante una manifestazione; ieri si faceva paladino dei diritti civili, oggi li combatte... che dire, come al solito tutta questa gente fa di cognome COERENZA.

Franceschini ha fatto un giro di consultazioni, invitando a fare gruppo in vista delle Europee, ma i soliti Dorian Gray scalciano e reclamano poltrone: riuscirà Veltroni a sedarli? Spero di sì, perchè se va giù il PD, la democrazia è a rischio in Italia, perchè Berlusconi avrà campo libero.

Con tutti i difetti di questo mondo, mi sembra chiaro che il PD sia l'unico perno sul quale innestare una futura vittoria del centro-sinistra, composto da PD, IDV e Sinistra (quella di Vendola però): certo, se i democratici sono in coma, i comunisti sono moribondi, se non già sotto terra (e quindi li invito a darsi una svegliata nel minor tempo possibile). Di Pietro è l'unico che incarni un modo sano e serio di fare opposizione al momento, ma da solo (e soprattutto con le sue doti linguistiche) è difficile che riesca a combinare qualcosa per il futuro, sebbene nel 1993 Gasparri dicesse che "Per noi di AN, Tonino è meglio del Duce". Anche lui di secondo cognome fa Coerenza.

Che dire, se rileggo gli articoli snobbati e schifati da certa gente che scrivevo quando il PD non era ancora nato e io avevo appena fondato questo blog, mi faccio paura da solo su quanto ci avessi azzeccato.

Allora ero demonizzato, oggi semplicemente vengo insultato, ma non mi perdo d'animo: lasciare il Paese in mano alla Destra è come lasciare il proprio figlio nelle mani di un orco.

Se questa classe dirigente non è in grado di porre le basi per la vittoria, si faccia da parte e lasci a volti e forze veramente nuove di provare a Cambiare: c'è tanta gente nel PD che la pensa come me, l'unica arma che abbiamo è il coordinarci.

Perchè ricordatevi che che il riscatto e la liberazione dei giovani, degli uomini e delle donne presuppone sì un impegno della singola persona e il rispetto delle sue libertà e aspirazioni personali nei vari campi, ma soprattutto implica uno sforzo collettivo, un'opera corale, una lotta comune.

Insomma, si può andare avanti sulla strada del progresso politico, culturale e sociale di questo Paese solamente se si agisce insieme e non solo uno per uno.

TAG:  PD  VELTRONI  POLITICA  CASINO  CORRENTI  SCISSIONE  RUTELLI  BERLINGUER  QUESTIONE MORALE 

diffondi 

commenti a questo articolo 2
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
8 febbraio 2008
attivita' nel PDnetwork