.
contributo inviato da mariannamadia il 9 gennaio 2009
 

La Camera,

premesso che:

il dottorato di ricerca è il livello più elevato della formazione universitaria. I corsi di dottorato, ai quali si accede attraverso una selezione pubblica per esami, hanno il compito di formare alte competenze e professionalità per la ricerca scientifica da utilizzare presso università, centri di ricerca, amministrazioni, enti pubblici o privati. Il dottorato rappresenta uno standard qualitativo internazionale che definisce non soltanto la preparazione e la capacità scientifica del ricercatore ma anche un elevato livello di competenze e conoscenze spendibile in ogni aspetto del mercato del lavoro, pubblico e privato. Un'impostazione moderna del dottorato non lo vede soltanto propedeutico alla carriera universitaria, ma come strumento di formazione per le professionalità e le competenze più elevate e dinamiche;

in Italia, rispetto ad altri Paesi europei, il dottorato è valutato poco nonostante il bisogno di innovazione e conoscenze di cui ha bisogno la nostra economia. Non esistono incentivi all'assunzione di dottori di ricerca anche nel privato, le borse di dottorato - nonostante gli aumenti recenti - sono ancora molto basse rispetto alla media europea, la normativa per la valutazione e il riconoscimento del titolo di dottore di ricerca nell'accesso alla pubblica amministrazione e ai ruoli di ricerca pubblica non universitaria è rimasta inattuata,

impegna il Governo:

a dare attuazione all'articolo 4, comma 7, della legge 3 luglio 1998, n. 210, che prevede che il Governo emani dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri per la valutabilità dei titoli di dottorato di ricerca, ai fini dell'ammissione a concorsi pubblici per attività di ricerca non universitaria;

a dare attuazione all'articolo 17, comma 111, della legge n. 127 del 1997 (cd. «Bassanini 2») che prevede che le norme per l'accesso alla pubblica amministrazione vengano integrate, in sede di accordi di comparto, dal riconoscimento delle professionalità prodotte dal dottorato di ricerca e da altri titoli specializzanti.

Madia

TAG:  UNIVERSITÀ  GELMINI  DOTTORATO 

diffondi 

commenti a questo articolo 1
commento di MF1 inviato il 26 gennaio 2009
Si certo, il collegamento con la scuola è ottimo perchè anche se non è così automatico da capire ma durante il dottorato il problema didattico pedagogico si sviluppa in molte forme.

seconda possibilità per il rampante PhD italico dovrebbe essere iniziare uno spin off, magari mettendo insieme le competenze e le innovazioni di un chimico, un medico e un economista, per esempio.
commento di NicolasWoods inviato il 10 gennaio 2009
Condivido l'impostazione: il dottorato di ricerca è importante, ma sia il pubblico che il privato lo sottovalutano.

Per il pubblico, senz'altro lo stato può fare molto con delle norme ad-hoc. Per esempio, perché non premiare "adeguatamente" il dottorato nelle graduatorie per l'insegnamento? Invece delle SSIS (che sembra non abbiano futuro) si potrebbe investire di più nei dottorati. Ma questo è solo un esempio. E alcuni strumenti li ha già illustrati lei.

L'obiettivo più arduo in Italia è far comprendere alle imprese l'importanza di un Phd. In altri paesi è un trampolino di lancio per carriere importanti soprattutto nel privato. Qui in Italia le aziende spesso non sanno cosa è un dottorato. Dare una facilitazione fiscale per assumere PhD non servirebbe a troppo. Le aziende italiane lo userebbero per acquisire "manodopera a prezzo scontato", ne più e ne meno che una "mobilità". Il risultato: stipendi da fame e carriere simili a un laureato/diplomato... le aziende italiane non apprezzano nemmeno la laurea... si vada a leggere un recente articolo dell'Espresso.

Per cui è necessaria un'azione di "educazione" delle imprese sul tema della ricerca e della risorsa "dottorato di ricerca".

Ho fatto il PhD a Londra e tutti i miei "compagni" sono andati a lavorare nel privato con ottime carriere... per loro sono stati anni spesi bene!

Io dopo qualche anno postlaurea a Londra ho avuto la "sfortuna" di vincere un concorso in Italia... una vera sfortuna! Ora la mia carriera è nulla e mi trovo la "maestrina" Gelmini che, con zero titoli, mi bacchetta perché non sono un cervello in fuga, ma un idiota che è tornato.

Saluti.
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
7 aprile 2008
attivita' nel PDnetwork